American Gods: tutto su Neil Gaiman, da Sandman a Doctor Who

Vi raccontiamo la carriera di uno degli scrittori contemporanei più famosi, autore di American Gods, la cui serie debutterà tra poche settimane...

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Dice che il suo lavoro consiste nel raccontare bugie, e che un giorno crescerà e troverà un lavoro vero. Nel frattempo, però, è uno degli autori contemporanei più famosi del mondo, e non bisogna essere degli appassionati lettori per conoscere Neil Gaiman, 57 anni a novembre: non solo autore di romanzi e racconti sia per adulti che per ragazzi, ma anche sceneggiatore - per la tv e per il cinema - e fumettista, è probabile che abbiamo letto o visto qualcosa di suo senza nemmeno sapere che si trattasse di una sua opera. Ed è proprio Gaiman l'autore di American Gods, best seller del 2001 che debutterà a fine mese in formato seriale su Amazon Prime. Ma chi è Neil Gaiman? Nato nel 1960 in Inghilterra, da bambino divorava libri, fumetti DC ed era un appassionato di Doctor Who. Ancora non sapeva che un giorno avrebbe fatto delle sue passioni un vero e proprio lavoro.

Neil Gaiman e i libri

Gaiman non inizia la sua carriera come autore di racconti, ma come giornalista per Knave. Una rivista culturale, magari specializzata in sci-fi? No, una rivista pornografica che, per una serie di curiose coincidenze, nel 1982 si ritrova con un nuovo direttore editoriale, Ian Pemble, rassegnato a tenere le donne nude ma altrettanto deciso ad avere solo contenuti interessanti e divertenti, oltre a racconti originali. Il suo mantra? "Basta che sia interessante", di fatto un lasciapassare per Gaiman, che in questo modo può intervistare i suoi scrittori e cantanti preferiti, costruendo una fitta rete di contatti che si rivelerà utile quando, dopo anni trascorsi a recensire libri e film, decide che è giunto il momento di lasciar perdere il giornalismo. Dopo un libro sui Duran Duran che ha sempre cercato di tralasciare dal suo curriculum e dopo aver consolidato la sua carriera come scrittore di fumetti, c'è una storia sull'Apocalisse che inizia a frullargli in testa ma alla quale non riesce a dare un senso né una fine. Scrive qualche centinaio di parole, la manda in giro e Terry Pratchett gli offre una scelta: vendergliela o scriverla a quattro mani con lui. Nasce così Buona Apocalisse a Tutti! (in originale Good Omens), il primo vero romanzo di Gaiman, pubblicato nel 1990. Ne seguono altri: Nessun Dove nel 1996, tratto dalla serie televisiva Neverwhere, sceneggiata dallo stesso Gaiman, poi il romanzo/fiaba Stardust (1998) e nel 2001, finalmente, American Gods. Ma anche I ragazzi di Anansi (2005) e L'Oceano in fondo al sentiero (2013), oltre a romanzi per ragazzi come Coraline (2002) e Il figlio del cimitero (2008). E, naturalmente, diverse raccolte di racconti, da Smoke and mirrors (1998) alla più recente Trigger Warning, del 2015. Una carriera letteraria inarrestabile che gli è valsa numerosi premi, dagli Hugo Award ai vari premi Nebula.

Neil Gaiman e i fumetti

Nel corso della sua carriera, Neil Gaiman ha scritto numerose storie a fumetti, ma è famoso soprattutto per aver rivoluzionato il personaggio DC di Sandman, creando un vero e proprio universo mitologico così ben costruito da rendere la serie - 75 numeri editi tra il 1988 e il 1996 e raccolti poi in dieci albi - una delle più lette e premiate di sempre, tanto da ottenere gli elogi di scrittori del calibro di Stephen King, e soprattutto da diventare il primo fumetto a ottenere un riconoscimento letterario. Sandman racconta la storia di Morpheus, o Dream, uno degli Eterni, che dopo anni di prigionia torna libero. È una storia con personaggi storici e altri mitologici che mescola elementi horror ad altri più fiabeschi, che parla di cambiamento, della vita e dell'attaccamento alla famiglia. Sandman è intenso e terrificante e poetico, e passa dal sogno all'incubo come capita anche a noi mentre dormiamo: ti lascia stordito, a volte agghiacciato e a volte commosso, ed è una di quelle saghe epiche in grado di trascendere la loro forma perché il contenuto è così ricco e universale da riuscire a raggiungere anche chi non ama leggere fumetti o chi non ama leggere in generale.

Neil Gaiman al cinema e in tv

Gaiman capisce che Hollywood è un posto pieno di squali quando alcuni produttori si offrono di trasformare Buona Apocalisse a tutti! In un film con un cacciatore di streghe interpretato da Tom Cruise e una strega col volto di Julia Roberts. Bisogna aspettare la metà degli anni Duemila per vedere un suo lavoro prendere vita sul grande schermo, con Stardust prima e con Coraline poi (quest'ultimo vincerà i BAFTA come miglior film d'animazione e verrà candidato agli Oscar nella stessa categoria), ma a quel punto Gaiman è già avvezzo alle follie hollywoodiane grazie al lavoro fatto per La Principessa Mononoke di Miyazaki. Nel 1999, infatti, la Miramax chiede a Gaiman di adattare la traduzione del copione per renderla più fruibile al pubblico anglosassone (e naturalmente per adattarla al labiale dei personaggi). Tra la Miramax che voleva un adattamento più occidentale e lo studio Ghibli che invece premeva per mantenerlo il più fedele possibile, alla fine Gaiman semplicemente crea due script diversi. Chiamano un altro sceneggiatore per sistemare tutto, ma il film è un tale fiasco che la Miramax di nuovo chiede a Gaiman di mettere mano alla sceneggiatura. Nel 2007, Gaiman scrive anche la sceneggiatura di Beowulf. Ma è instancabile e lavora anche per la tv: fa lavori di vario genere, tra cui ricordiamo Neverwhere - la cui sceneggiatura viene così tagliata e rivista durante le riprese che alla fine Gaiman si sente in dovere di farne un romanzo per rendere onore all'opera così come l'aveva immaginata. Arriviamo così al 2011, quando Gaiman scrive un episodio di Doctor Who: il quarto della sesta stagione, "The Doctor's Wife", in cui troviamo un TARDIS versione donna.

Neil Gaiman e il fascino della parola

Ma perché Gaiman ha un tale successo? Cosa lo rende così "speciale" al punto da conquistare lettori di tutte le età, magari appassionati a generi diversi ma pronti a leggere qualunque racconto, romanzo o articolo scritti da lui? I motivi sono molteplici ed è difficile stilare una lista: forse piace perché ha uno stile evocativo ma non ampolloso, che mantiene la schiettezza del linguaggio giornalistico senza tuttavia risultare sterile o privo di poesia; forse perché i suoi protagonisti sono sempre persone normali e ordinarie, "reali", che si ritrovano invischiate - spesso controvoglia - in vicende straordinarie; o forse semplicemente perché abbiamo bisogno di finzione, di storie e fiabe. Perché, come ha detto lo stesso Gaiman parafrasando le parole di G.K. Chesterton, "le favole sono più che vere - non perché ci dicono che i draghi esistono, ma perché ci dicono che i draghi possono essere sconfitti".