American Horror Story: 10 momenti cult delle passate stagioni

Aspettando il ritorno della celebre serie di Ryan Murphy, vi riproponiamo i grandi colpi di scena delle prime 5 stagioni di American Horror Story.

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Mercoledì sera, con la messa in onda della première, la FX scioglierà finalmente il mistero su American Horror Story: per la sua sesta stagione, infatti, sulla serie creata da Ryan Murphy non è trapelato alcun dettaglio riguardante la trama né l'argomento al cuore del racconto, mentre lo stesso materiale promozionale (spot TV, poster) ha puntato a "confondere le carte", presentando elementi decisamente eterogenei ed alimentando le speculazioni dei fan. Per ora, le poche certezze sulla stagione numero 6 riguardano il cast, con il ritorno di un nutrito gruppo di ‘fedeli' e ‘fedelissimi' di Ryan Murphy: Sarah Paulson, Kathy Bates, Evan Peters, Denis O'Hare, Angela Bassett, Finn Wittrock, Wes Bentley, Matt Bomer, Cuba Gooding Jr (visto di recente in American Crime Story nei panni di O.J. Simpson) e la popstar Lady Gaga, il cui ruolo in Hotel le è valso addirittura il Golden Globe. Per il resto, dita incrociate: perché dopo le sostanziali delusioni delle ultime due stagioni, Freak Show e Hotel, il rischio di un'altra stagione confusa e disorganica non può essere sottovalutato. Sperando che stavolta Murphy e i suoi autori abbiano risolto i problemi degli scorsi anni, di seguito ripercorriamo il percorso narrativo di American Horror Story rievocando dieci fra i momenti cult nella storia della serie, due per ciascuna stagione (pertanto, occhio ovviamente agli spoiler), fra sequenze memorabili e clamorosi colpi di scena, sempre all'insegna del brivido (e del grand guignol).


Murder House: sparatorie di massa e inquietanti segreti

Innumerevoli le sequenze elettrizzanti in Murder House, prima, gloriosa stagione di American Horror Story, trasmessa originariamente nell'autunno del 2011 negli Stati Uniti e capace di trasformare la serie in un instant cult: a partire dall'incipit del pilot, che già era in grado di far gelare il sangue nelle vene. Dovendo limitarci a due momenti, tuttavia, partiamo dal quinto episodio, Halloween (Part 2): al termine di una notte da incubo per tutti i personaggi, sviluppata nell'arco di ben due puntate, apprendiamo infatti un terrificante segreto sul passato di Tate Langdon, l'adolescente tormentato impersonato da Evan Peters. Braccato dagli spettri di alcuni suoi coetanei, Tate (anch'egli un fantasma) è costretto a confrontarsi con un evento terribile che si era verificato nel 1994, l'anno della sua morte: una sparatoria alla Westfield High, nel corso della quale il ragazzo aveva ucciso quindici dei suoi compagni di scuola. Quegli stessi compagni che ora si sono materializzati di fronte a lui, per ricordargli il suo massacro e reclamare una motivazione per quella strage. Le allusioni all'attualità, e al funesto fenomeno delle sparatorie in ambito scolastico negli USA, non potrebbero essere più dolorose. Un altro momento terribile arriva nel decimo episodio, Smoldering Children, con un twist che all'epoca scioccò il pubblico: la rivelazione che Violet Harmon (Taissa Farmiga), la figlia teenager dei coniugi Ben e Vivien, è in realtà uno spettro, e che il suo tentativo di suicidio ha raggiunto l'obiettivo, benché né i suoi genitori, né la stessa Violet siano consapevoli di quanto accaduto... almeno fin quando la ragazza non vedrà di persona il proprio cadavere, nascosto da Tate nei sotterranei della casa.


Asylum: inganni, serial killer e vendetta

Se Murder House ha segnato l'esordio esplosivo di American Horror Story, un anno più tardi Asylum ha rappresentato la consacrazione vera e propria della serie, il capolavoro insperato e mai più eguagliato: una perfetta costruzione narrativa, un amalgama sorprendente fra diverse storyline tenute insieme da una sceneggiatura di ferro e, come al solito, un'eccezionale squadra di attori. Difficile selezionare solo due scene, ma proviamoci e partiamo così dal quinto episodio, I Am Anne Frank (Part 2): nel finale della puntata, la giornalista Lana Winters (una strepitosa Sarah Paulson) riusciva a fuggire dal manicomio di Briarcliff grazie all'aiuto provvidenziale di uno psichiatra, il dottor Oliver Thredson (Zachary Quinto), molto scettico nei confronti dei metodi adottati all'interno della struttura. Rifugiatasi in casa del dottor Thredson, e osservando alcuni elementi del mobilio, Lana scopre però un'agghiacciante verità: il rassicurante psichiatra non è che Bloody Face, il famigerato serial killer responsabile anche dell'omicidio della sua compagna. Sempre a proposito del personaggio di Lana, è lei che troviamo al cuore dell'epilogo della stagione: nel dodicesimo episodio, Madness Ends, ambientato ai giorni nostri, una Lana ormai anziana si confronta in un serrato faccia a faccia con Johnny Morgan (Dylan McDermott), ovvero il figlio ormai adulto - e assetato di vendetta - che lei stessa aveva messo al mondo oltre quattro decenni prima, dopo aver subito uno stupro da parte di Bloody Face. Un'ideale "chiusura del cerchio" e un raggelante corto circuito fra il passato e il presente.

Coven: sorprese di Halloween e cacciatori di streghe

Dal manicomio di Asylum, fra serial killer, ex criminali nazisti, spiriti demoniaci ed alieni, alla congrega di streghe di New Orleans: eccoci a Coven, terza, fortunata stagione di American Horror Story, in cui gli elementi orrorifici si fondono con una sorta di racconto di formazione in chiave adolescenziale. Come già per le precedenti stagioni, è ancora il quinto episodio - intitolato in questo caso Burn, Witch. Burn! - a regalarci una scena da antologia, fra l'altro ambientata durante la notte di Halloween: l'assalto degli zombie evocati dalla mestra di arti voodoo Marie Laveau (Angela Bassett) contro l'accademia delle streghe diretta dalla Strega Suprema, Fiona Goode (Jessica Lange). Una macrosequenza al cardiopalma e da puro horror, nel corso della quale la giovanissima Zoe Benson (Taissa Farmiga) sfodera nuovi poteri, permettendo alle sue compagne di scuola di non soccombere all'orda di non morti. Restando in tema di scontri epici, nell'undicesimo episodio, Protect the Coven, le due arcinemiche Marie e Fiona decidono di mettere da parte le divergenze ed unire le proprie forze per contrastare un nemico comune: la Delphi Trust, ovvero l'organizzazione dei "cacciatori di streghe". Il faccia a faccia attorno a un tavolo fra i membri dell'organizzazione e le due primedonne, con le battute condite dal tagliente sarcasmo di Fiona, anticipa un autentico massacro, che permetterà a Fiona e Marie di garantire la sopravvivenza della stirpe delle streghe.


Freak Show: spiriti malvagi e massacri nel circo

Dopo gli ottimi risultati di Coven, con Freak Show la serie di Ryan Murphy ha mostrato le prime vere smagliature in una stagione tutt'altro che impeccabile, con parecchi elementi di interesse ma anche diversi episodi deboli e storyline mal gestite; scopriamo comunque due momenti importanti e suggestivi di questa stagione. Nel quarto episodio, Edward Mordrake (Part 2), si consuma il destino di Twisty (John Carroll Lynch), lo spaventoso clown serial killer, in procinto di eliminare Jimmy Darling (Evan Peters) all'interno del bosco. Twisty è raggiunto però dal tenebroso spirito di Edward Mordrake (Wes Bentley), e nel corso di un flashback viene mostrato il suo traumatico passato di emarginazione e di violenze, che lo avrebbe poi condotto a diventare un maniaco assassino. Mordrake, mosso a compassione, uccide Twisty per sottrarlo a una vita di sofferenze, mentre la maschera del clown viene raccolta dallo psicotico Dandy Mott (Finn Wittrock). Dandy, il nuovo antagonista della stagione, è al centro di uno dei momenti più efferati di Freak Show: nella nona puntata, Tupperware Party Massacre, il giovane milionario - e matricida - compie un granguignolesco eccidio nella villa in cui avrebbe dovuto esibirsi il freak Jimmy Darling (Evan Peters). In seguito, nello stesso episodio, Dandy ammetterà i propri crimini al cospetto di Regina Ross (Gabourey Sidibe), per poi far uccidere anche lei: la sanguinaria apoteosi di un villain eccentrico e carismatico, decisamente fuori dagli schemi.


Hotel: triangoli di attrazioni e stanze misteriose

Concludiamo il nostro itinerario con la quinta stagione di American Horror Story: una stagione, Hotel, ricca di spunti, di personaggi pittoreschi e di grandi potenzialità, ma che alla resa dei conti ha mantenuto molto meno rispetto a quanto promesso in partenza. Ciò nonostante, non sono mancate alcune svolte ben realizzate che hanno colpito l'attenzione del pubblico. Partiamo dal sesto episodio, Room 33, nel corso del quale si consuma un bizzarro triangolo di attrazioni e rivalità: quello tra la feroce vampiressa a capo dell'Hotel Cortez, Elizabeth Johnson (Lady Gaga), il suo nuovo amante, il giovane modello Tristan Duffy (Finn Wittrock), e un'altra abitante dell'hotel, la donna transessuale soprannominata Liz Taylor (Denis O'Hare). Tristan e Liz, poco dopo essersi scoperti innamorati, chiedono ad Elizabeth la sua ‘benedizione' per il loro rapporto: la donna sembra accettare, ma la sua natura possessiva e crudele la induce a sgozzare Tristan sotto lo sguardo attonito di Liz. L'ottava puntata, The Ten Commandments Killer, segna invece una svolta fondamentale per la storyline sul killer dei Dieci Comandamenti: il detective John Lowe (Wes Bentley) è determinato più che mai a individuare e fermare questo maniaco omicida, ma Sally McKenna (Sarah Paulson) lo conduce nella misteriosa stanza 64 e qui rivela a John che lui stesso è il killer che sta cercando. Un twist clamoroso, ma che avrebbe avuto un impatto ben più significativo se gli autori fossero riusciti a gestire a dovere il plot legato all'indagine di John: errori che, ci auguriamo, non verranno ripetuti nella stagione in arrivo...