Speciale Boris 3 Closing Party

La redazione di Serialeye partecipa al closing party di Boris 3, la fuori-serie italiana!

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Non potevamo mancare!

Boris chiude la sua terza stagione su Fox, mentre l'emittente Cielo ne ripropone la prima. Dopo l'acclamata anteprima al teatro Palladium di Roma del 25 Febbraio, Boris 3 sveste i panni ufficiali e scende a prendersi qualcosa da bere con i suoi fan della Capitale. Non potevamo mancare!

Due birre con Boris

Sarà il frizzante clima primaverile, sta di fatto che è lunedì sera e sembra di essere già a sabato. Qui al Circolo degli Artisti di Roma, si riversano in centinaia fra sostenitori, curiosi e addetti ai lavori. Il giardino del locale è un formicaio di birre e sigarette e fin dalle 22 è praticamente impossibile assistere alle proiezioni degli ultimi 2 episodi della stagione in onda sui maxischermi. Dall’ingresso della sala da ballo e dal gazebo in fondo al giardino, si intravede solo qualche spicchio di schermo, mentre a cadenza regolare scrosciano gli applausi e saettano le risate. Boris 3 si congeda e si concede. Infatti, seguendo i flash singhiozzanti tra la folla, notiamo la presenza di Valerio Arpea e Massimo De Lorenzo (che nella serie interpretano gli sceneggiatori), Caterina Guzzanti (Arianna, l’assistente alla regia) e un abbronzatissimo Ninni Bruschetta (Duccio, il direttore della fotografia). Più defilati ma pur sempre accerchiati, intravediamo Eugenia Costantini (la “star” della seconda stagione) e Ilaria Stivali (Gloria, la truccatrice amante di Biascica). Qualcun'altro sicuramente ci sfugge, data la ressa. Dal meta-cast, passiamo al cast vero e proprio capitanato dal nuovo regista Davide Marengo che si defila fra cocktail e personaggi over 30. Dirigere Boris non è facile di per sè e, subentrare al timone dopo due stagioni molto convincenti, è cosa ancor più adrua. Non lo annoiamo con domande fuori contesto: che si goda il meritato successo.

Sul set fra cadute e risate

Però, se c'è una cosa che insegna Boris è proprio quella che nel lavoro di squadra ogni componente è determinante e capace di raccontare la propria storia. Così, driblando i personaggi pluri-intervistati da tv e giornali, incontriamo Laura Garofoli, giovane attrice romana. Apparsa in una scena del secondo episodio, in cui il regista Renè sogna una terribile scena madre del suo "Machiavelli", ci racconta la sua esperienza sul set: "Si respirava un clima molto sereno e piacevole. Sono stati tutti gentili con me; dal regista, agli attori, alla troupe." Laura ha girato la sua scena la scorsa estate, durante un afoso pomeriggio presso le terme di Caracalla: "Indossavo un costume da dama molto pesante e soffrivo il caldo. Pietro Sermonti se n'è accorto e per sostegno morale, ha indossato lui stesso una calzamaglia di lana." Anche Laura ci conferma che la recitazione in Boris non è cosa facile, poichè la maggior parte delle volte agli attori viene chiesta "l'esagerazione". Nella scena in questione, anche il sogno di Renè è fatto alla "cazzo di cane" e i due protagonisti si lasciano andare al melodramma estremo. "Abbiamo girato non pochi ciak" - continua Laura - "ma ogni volta succedeva qualche inconveniente. Interpretavo una dama in punto di morte e Pietro doveva adagiarmi "delicatamente" sulla scalinata. Lui però non ci riusciva e ne approfittava per farmi ridere. Così il regista ha deciso di mostrargli come fare ma siamo entrambi inciampiati, suscitando le risate generali." Insomma, tutto il contrario di quello che appare in Boris, dove la giornata tipo della troupè televisiva italiana si trasforma in un vero e proprio Fight Club. Del resto per fare auto-ironia ci vuole anche molta allegria, che sembra non mancare affatto sul set di questa terza stagione.

Alla fine della festa

Salutando Laura e il resto dei "boristi", torniamo a casa con un pò di amaro in bocca. L'assenza di Francesco Pannofino (Renè) e il già citato Pietro Sermonti (Stanis), nuoce fortemente all'economia del party, ma sicuramente non a quella del Circolo. La calca al bar e ai maxischermi e l'ovvia reticenza degli attori a "parlare di lavoro", svalutano un pò le premesse della festa. C'era da aspettarselo in fondo, perchè Boris è ormai un fenomeno di massa, almeno qui a Roma. Dalla prima stagione passata un pò in sordina su Fox nel 2007, oggi, grazie al passaparola degli afecionados, è diventata una serie cult fra i giovani. Di qui l'esposizione mediatica e l'inevitabile commercializzazione del fenomeno rischiano di generalizzare in un "ridiamoci su" i confini tematici di Boris, che sono a nostro avviso molto più sfaccettati. Il closing party è stato un faccia a faccia con alcuni protagonisti della fiction made in italy: non solo quelli che la fanno, ma soprattutto quelli che la seguono.

Boris Boris conquista il lunedì sera romano. Fra una birra e una sigaretta centinaia di fan si sono ammassati per vedere sui maxischermi le ultime puntate della stagione o più semplicemente per parlare della loro amata fuori-serie. Anche se mancano i personaggi di punta (Pannofino e Sermonti in primis), il cast e il meta-cast risponde positivamente alla chiamata dei suoi sostenitori. Grazie al racconto di Laura sul set, scopriamo il dietro le quinte di una serie che nonostante il successo è rimasta ancora a misura d'uomo e ci auguriamo continuerà la sua battaglia di autocritica della fiction italiana con lo stesso stile che ha catturato di fronte allo schermo migliaia di giovani.