Speciale Boris

La prima fuori serie italiana! Boris offre una vera e propria ventata d'aria fresca nella programmazione televisiva made in Italy

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Gli occhi del cuore

Medici, poliziotti, carabinieri, avvocati. Le fiction italiane sono sempre molto improntate sui mestieri che influenzano in modo consistente la vita delle persone. Recentemente è stata anche tentata la via della comicità, ad esempio "Medici Miei" proposto da Italia 1 che, oltre a riproporre le stesse tematiche, purtroppo cade anche nella volgarità tipica dei cine-panettoni natalizi all'italiana.
"Boris", andata in onda per due stagioni su FOX di Sky, si colloca a grande distanza sia dalla prima che dalla seconda specie di fiction televisiva, autodefinendosi la prima fuori-serie italiana. E in alcuni casi si comporta come una vera e propria "fuoriserie", proponendo un cast completo e variegato, formato sia da attori esperti che da veri e propri esordienti; un prodotto di qualità sotto tutti i punti di vista. Gli ottimi ascolti raggiunti dalle due stagioni e i diversi premi con cui sono stati insigniti gli autori ha permesso alla FOX di confermare la serie per una terza stagione, secondo le parole di uno dei protagonisti, Pietro Sermonti.

Prima stagione "alla c***o di cane"

"Boris" racconta la storia di Alessandro, uno studente che riesce a trovare lavoro come stagista sul set di una famosa soap italiana, "Gli occhi del cuore". L'ambiente che si trova davanti è però completamente diverso da come se l'era immaginato: tolto il fatto che non viene considerato da nessuno, a partire dal regista fino ad arrivare agli elettricisti, ad Alessandro viene imposto il ruolo di schiavo, a disposizione sul set per chiunque ne abbia necessità. Il suo spirito altruista lo porterà in ogni caso a fare tutto il possibile per farsi benvolere dai colleghi, a discapito anche della propria vita sentimentale.
La prima serie di Boris è stata un vero e proprio esperimento andato a buon fine, che ha portato fiducia nell'ambiente per gli ottimi ascolti e il gran seguito di fan, cosa inusuale per una serie italiana. Il titolo del paragrafo fa infatti riferimento al "metodo registico" utilizzato dal regista della soap, non alla qualità di Boris. I segreti di questo successo sono dovuti non solo ad una serie di scene demenziali ed esilaranti, che in ogni caso la fanno da padrone, ma anche ad una scelta ponderata del cast (vedi paragrafo "Un cast un po' troppo italiano"), con la comparse di alcune guest-star in diverse puntate.
Alla prima serie hanno partecipato infatti diversi ospiti, tra cui alcuni importanti attori del cinema italiano "impegnato": Arnaldo Ninchi, Roberto Herlitzka, Margot Sikabonyi, Giorgio Tirabassi e Valerio Mastrandrea.
Nel prossimo paragrafo sarà analizzata la seconda stagione della serie, perciò nel caso in cui non l'abbiate ancora visionata vi consigliamo di passare direttamente al paragrafo successivo per non rovinarvi alcuna sorpresa.

Seconda stagione "all'italiana"

La seconda stagione di "Boris" si riapre dove si era conclusa la prima: dopo il rischio della cancellazione del programma, le riprese di "Occhi del cuore 2" partono senza indugi, con qualche protagonista in meno rimpiazzato da nuovi personaggi: la nuova star Cristina, raccomandatissima figlia di papà, prenderà il posto della "vecchia" star femminile Corinna, e per aumentare l'audience della fiction i tre sceneggiatori (interpreti di scene esilaranti già nella prima stagione, che si ripeteranno nella successiva) decideranno di far entrare in scena Karin, una provocante poliziotta che tenterà in tutti i modi di mettere in difficoltà il protagonista, Alessandro.
Ma il vero fiore all'occhiello di questa seconda serie è rappresentato senza dubbio dalla partecipazione di Corrado Guzzanti quale personaggio secondario, il Conte, il cattivo della fiction. Guzzanti interpreterà inoltre un secondo personaggio che entrerà in scena solo nelle ultime puntate della stagione, e che quindi non vi sveleremo.
La seconda stagione parte senza dubbio con qualcosa in meno rispetto alla prima, che aveva dalla sua un certo "effetto sorpresa" che non poteva essere riproposto, data la già ben conosciuta alta qualità della serie. Tuttavia non sfigura, non solo per l'apporto di un grande comico come Corrado Guzzanti, ma anche grazie ad alcune divertenti idee degli autori, come i simpatici rimandi alle serie televisive americane più conosciute (ad esempio una puntata sarà strutturata esattamente come 24), o come il finale enignmatico, che secondo alcuni apre le porte per una nuova stagione, mentre secondo altri potrebbe chiuderle definitivamente.

Un cast un po' troppo italiano

Oltre ad Alessandro, interpretato da un bravo e giovane attore figlio d'arte, Alessandro Tiberi, di cui abbiamo già parlato, tra i personaggi principali del serial troviamo Renè Ferretti, alias Francesco Pannofino, conosciuto soprattutto in veste di doppiatore. Ferretti è il regista della soap, autore di diverse scene "alla c***o di cane", come da lui stesso definite, e spesso scontento di come risulti la versione finale di una puntata; è sicuramente uno dei personaggi più riusciti dell'intera serie, attestandosi sempre su altissimi livelli di recitazione e comicità. Ferretti è inoltre il proprietario di Boris, il pesciolino che da il nome al programma (vedi il box: Chi è Boris?)
Una vera sorpresa è data da Pietro Sermonti, che interpreta il protagonista maschile di Occhi del Cuore, Stanis La Rochelle (vero nome Enzo Facchetti, ma suonava un po' troppo italiano per uno come Stanis). Attore mediocre, Stanis crede di essere un vero divo della televisione italiana ed internazionale, trattando così tutti gli altri membri del cast in modo denigratorio. Le parti comiche dell'attore sono veramente ben sviluppate e ci lasciano ammirare un'interpretazione ben distante da quella vista in altre fiction come "Un Medico in Famiglia".
Altra protagonista della serie è Arianna, l'assistente alla regia, interpretata dalla piccola dei fratelli Guzzanti, Caterina. Durante la serie si rivelerà come l'unica vera persona professionale dell'intera troupe.
Sullo sfondo si muovono numerosi personaggi, che aiutano a rendere unica una serie veramente imperdibile: Biascica, il capo elettricista, Duccio, il direttore della fotografia, Itala, la segretaria di edizione, Sergio, il direttore di produzione, e Lorenzo, lo stagista schiavo (in particolare di Biascica).
Infine una parte è interpretata da Antonio Catania, attore non protagonista del cinema comico italiano per antonomasia che nella serie veste i panni di Lopez, il delegato di produzione, l'unico che ha la possibilità di dialogare con il Dottor Cane(Arnaldo Ninchi), il direttore di rete.

Chi è Boris?

Boris, colui che da il nome alla serie, altri non è che il pesciolino del regista Renè Ferretti. La sua boccia è sempre presente sul monitor del regista, e il suo nome deriva da quello di Boris Becker, famoso tennista, come tutti gli altri pesciolini posseduti da Renè prima di lui: Stan (Smith), Björn (Borg), Adriano (Panatta), Ivan (Lendl) e John (McEnroe).

La satira di Boris

Il punto di forza di Boris sta nel fatto che il mondo preso di mira è proprio quello delle fiction televisive all'italiana, le serie come "Incantesimo", "Cento Vetrine" o "Vivere", insomma le soap-opera che con un budget molto risicato devono riuscire ad ottenere un prodotto finale, indipendentemente da quale sia la qualità degli attori o dei tecnici. E ad essere prese di mira non sono solo le produzioni in generale, ma anche gli attori delle stesse, con una fantastica interpretazione di Sermonti che si sente un attore a livelli internazionali, quando in realtà è la mediocrità a contraddistinguerlo.
I temi di attualità trattati nella serie sono moltissimi, non direttamente ma attraverso la vena satirica che contraddistingue "Boris". Uno dei più toccati, soprattutto nella seconda serie, è quello del mobbing, cioè la possibilità di essere maltrattati sul proprio luogo di lavoro. A farne le spese, più di una volta, è Lorenzo, lo stagista muto e schiavo di gran parte della troupe.
Altro esempio è, in un episodio della seconda stagione, lo scandalo che tocca Martellone (nella puntata "L'affaire Martellone"), una comparsa di Occhi del Cuore: l'attore viene scoperto in compagnia di un travestito, scandalo che ricorda molto da vicino quelli occorsi a più di un vip di casa nostra. Sempre attraverso il personaggio di Martellone gli autori di Boris hanno anche voluto colpire i tipici film-panettoni italiani, dove a far ridere non è la satira e l'ironia, bensì la volgarità, che contraddistingue anche lo stesso Martellone. Insomma, Boris non vuole solo far ridere, ma anche riflettere, pur facendolo in modo divertente.

Boris Boris porta una ventata d'aria fresca nella produzione di serial televisivi italiani: si discosta dai soliti cliché della fiction basata su poliziotti, medici e carabinieri tipicamente italiana e ci porta alla scoperta di un set televisivo, dove viene prodotta proprio una di quelle fiction. Il vero punto di forza di Boris è questo: riesce a far ridere facendo satira sul mondo in cui esso stesso opera, quello della televisione. Comicità ai massimi livelli e dialoghi intelligenti la rendono la miglior serie italiana da molto tempo a questa parte. Una terza serie (che a quanto sembra si farà) sarebbe veramente una gradita riconferma per la tv nostrana.