Speciale Brotherhood - Speciale première

Il giorno del lancio di Brotherhood in Italia abbiamo avuto l'occasione di scoprire qualche dettaglio in più sulla serie targata Comedy Central grazie a un incontro con il direttore del canale italiano

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Brotherhood è la nuova serie targata Comedy Central, che arriva alla sua seconda produzione dopo I Live With a Model, show andato in onda il 23 febbraio scorso sui canali internazionali. Temi diversi, una trattazione sempre irriverente, ma stavolta di un tema più forte e toccante: l'elaborazione del lutto da parte di tre fratelli, diversi tra di loro tanto da sembrare semplici coinquilini fuorisede. Il giorno del lancio della sitcom in Italia, dove arriva con poco più di due mesi di ritardo rispetto al Regno Unito, abbiamo avuto modo di scambiare due parole con il direttore di Comedy Central Italia, Alessandro Grieco, per approfondire le tematiche e le strategie di distribuzione utilizzate dalla succursale nostrana del serial tv britannico.

«L'autore ha deciso di ispirarsi a un fatto di vita vera, realmente accaduto, della sua storia: nel suo periodo a Londra, dove ha studiato sceneggiatura, ha vissuto in un appartamento con due fratelli, orfani, abbastanza diversi tra di loro. Uno era serioso, ma sfigato, l'altro era abbastanza squinternato, come i protagonisti di Brotherhood. Il loro essere orfani, logicamente, ha permesso all'autore di aggiungere l'elemento della morte della madre, ma ogni volta che l'autore proponeva lo script a qualcuno gli si diceva che era il caso di eliminare tale dettaglio. Noi abbiamo pensato, invece, che desse molto più senso alla vicenda».

In Brotherhood i tre fratelli condividono non solo il lutto dei genitori, ma anche il trauma che vive il più piccolo di loro, Jamie, interpretato da Scott Folan: «Il bambino per l'intera stagione non parla, o comunque dice pochissimo (nella prima puntata ha solo una battuta, ndr) perché ha a tutti gli effetti un problema serio, un'elaborazione del lutto difficile che lo ha portato a subire il trauma della scomparsa dei genitori. Nonostante l'essere in una sitcom, in una commedia, c'è l'elemento della tragedia che viene trattato con molta attenzione e che fa patire molto il fratello minore».

Una grande attenzione si è fatta anche al doppiaggio, che spesso snatura molte delle battute in fase di localizzazione, soprattutto quando si parla di trasposizioni di commedie dall'inglese all'italiano. Comedy Central Italia, però, ha voluto realizzare qualcosa di più accorto scegliendo le voci di Brotherhood: «Per l'edizione italiana abbiamo scelto di affidarci a due fratelli, che avessero quel tipo di armonia che serviva all'interno della produzione, quel modo di essere che solo due fratelli possono avere. Le battute, i battibecchi, d'altronde, sono molto veloci e necessitano di una grande attenzione nei tempi e nella traduzione. Pensiamo di aver fatto un buon lavoro nella localizzazione italiana del prodotto».

A doppiare le voci dei protagonisti, che sono Ben Ashenden e Johnny Flynn, sono appunto i fratelli Vivio, Marco (voce italiana di Tobey McGuire, Chris Evans e Kellan Lutz, vincitore del Premio Romics Dd come Miglior doppiatore) e Paolo, che nelle prime puntate hanno dimostrato di saper tenere il ritmo. I puristi delle voci originali ovviamente storceranno il naso, come sempre, ma un'occasione al duetto va data, per apprezzare l'idea che Comedy Central Italia ha voluto percorrere. «Brotherhood andrà in onda con un doppio appuntamento settimanale, al lunedì sera: sono otto puntate, quindi in un mese finiremo la programmazione, che comunque verrà ripetuta. Andrà in replica già domenica mattina e la prima puntata servirà per avere un'introduzione ai personaggi, per conoscerli meglio e per avvicinarsi al mondo del loro appartamento».

Il primo episodio, andato in onda il 7 settembre su Comedy Central alle 21, è dedicato alla memoria di Nora Carr, la madre dell'autore Patrick Carr, e nel cast comprende, oltre ai tre standard, anche Gemma Chan nei panni di Miss Pemberton, un'insegnante di Jamie: il suo personaggio tornerà nel corso della serie, ma senza diventare mai uno standard. Con lei anche Ellie Taylor e Sarah Hadland.