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Daredevil, l'eroe cieco della Marvel

In occasione del debutto di The Defenders su Netflix, ecco tutto quello che c'è da sapere sul vigilante interpretato da Charlie Cox.

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Come ha giustamente sottolineato Jeph Loeb, storico sceneggiatore dei fumetti Marvel e attualmente supervisore generale di tutte le produzioni catodiche della Casa delle Idee, l'esordio di Daredevil su Netflix nell'aprile del 2015 è stata una scommessa (vinta) alla pari con quella dell'uso di Iron Man per inaugurare il Marvel Cinematic Universe sul grande schermo, un rischio a partire dal quale, in caso di successo, sarebbe stato costruito tutto un mondo di avventure supereroistiche. E laddove Tony Stark poteva godere del vantaggio di un relativo anonimato agli occhi del pubblico generalista, l'eroe cieco di Hell's Kitchen era penalizzato dall'esistenza di un Daredevil cinematografico con protagonista Ben Affleck, non particolarmente apprezzato né dalla critica né dai fan, sebbene l'uscita di un successivo Director's Cut abbia contribuito alla sua parziale riabilitazione (proprio il film di Mark Steven Johnson, unito alle atmosfere più dark tradizionalmente associate al personaggio, spinse la Marvel a puntare su un rilancio lontano dalle sale, strategia adottata anche per Elektra e il Punitore). Oggi l'avvocato divenuto vigilante è al centro di un progetto ambizioso e acclamato, la cui "prima fase" (per usare la terminologia dei film Marvel) si concluderà il 18 agosto con l'arrivo di The Defenders. Per l'occasione, ecco ciò che occorre sapere sul personaggio che ha dato il via alla collaborazione tra la casa editrice e il gigante dello streaming.

A me gli occhi

Creato da Stan Lee e Bill Everett (con un contributo parziale di Jack Kirby, stando all'esperto di fumetti Mark Evanier), Matt Murdock ha esordito nel mondo cartaceo della Marvel nel 1964. La caratteristica principale del personaggio è la sua cecità, dovuta a un incidente d'infanzia: mentre salvava un uomo che stava per essere investito da un furgone, Matt è stato colpito da una sostanza radioattiva trasportata dal medesimo veicolo. La perdita della vista è stata però compensata dal potenziamento degli altri quattro sensi, ai quali si aggiunge una sorta di "radar" che gli permette di avere un'idea piuttosto chiara dell'ambiente che lo circonda (l'effettiva potenza di questo superpotere varia a seconda dell'autore incaricato di scrivere le storie). Dopo essersi laureato in legge, Matt apre lo studio legale Nelson & Murdock con il socio e migliore amico Franklin Nelson detto Foggy, e si dà al vigilantismo dopo la morte del padre, il pugile Jack Murdock, ucciso su ordine del gangster noto come Fixer. Da allora difende la zona di Hell's Kitchen come meglio può, sia in aula di tribunale che nei vicoli più malfamati, non senza mettere a rischio il proprio futuro professionale: in alcune occasioni, dopo essere stato smascherato, Matt ha dovuto fare i conti con la radiazione dall'albo (revocata dopo che lui è riuscito a far dimenticare al pubblico la sua doppia identità).

Evoluzione costante

Le prime storie dedicate al personaggio hanno un tono avventuroso e piuttosto leggero, compatibile con la concezione che Lee aveva di Matt come una sorta di spadaccino, sulla falsariga di star del cinema come Errol Flynn. Negli anni Settanta la sua testata personale viene reinventata in chiave più fantascientifica, mentre alla fine del decennio viene introdotta la vena più dark che tutti conoscono oggi. Fondamentale, in tal senso, il contributo di Frank Miller, che riscrive radicalmente la storia del personaggio: il padre di Matt non è più una figura amorevole, bensì un uomo violento e alcolizzato; viene svelata l'esistenza di Elektra Natchios, il grande amore di Murdock ai tempi dell'università e ora una killer a pagamento, e di Stick, il mentore di Matt nell'ambito delle arti marziali e leader della Casta, organizzazione che lotta contro la Mano; e il ruolo di nemesi principale dell'eroe viene affidato a Wilson Fisk alias Kingpin, precedentemente usato quasi esclusivamente come avversario di Spider-Man. L'operato di Miller è tuttora una fonte di riferimento per chi si cimenta con Daredevil su carta, e ha influenzato due dei cicli fondamentali dedicati al personaggio: la saga Guardian Devil, scritta da Kevin Smith, e la gestione di Brian Michael Bendis, che ha posto le basi per una storyline sempre più cupa, anche in mano ai successori Ed Brubaker e Andy Diggle (quest'ultimo firma il controverso crossover Shadowland, dove Murdock lascia New York per redimersi dopo essere stato posseduto da un demone). L'arrivo dello sceneggiatore Mark Waid nel 2011 ha visto un ritorno ad atmosfere più leggere, per compensare gli eccessi dell'era Diggle, pur rispettando la mitologia di base ereditata da Miller e gli eventi degli ultimi anni.

L'attore senza paura

Nell'introduzione della raccolta in volume di Guardian Devil, uscita prima che la 20th Century Fox acquisisse i diritti cinematografici del personaggio, Ben Affleck afferma di essersi innamorato del Daredevil cartaceo all'età di nove anni, la stessa che aveva Matt quando perse la vista (a conquistare Affleck fu il celeberrimo numero 181, scritto e disegnato da Miller, dove Elektra viene uccisa dal killer Bullseye). Non è quindi tanto sorprendente che l'attore abbia accettato con entusiasmo la possibilità di interpretare Murdock al cinema (ma fu preso in considerazione anche il suo migliore amico, Matt Damon), con risultati non eccelsi: il film del 2003, segnato da conflitti in post-produzione tra il regista e lo studio (fu imposto all'ultimo un divieto meno severo per il mercato americano, con la conseguente eliminazione di un'intera sottotrama e l'aggiunta di sequenze supplementari che stonano con le intenzioni dark del progetto iniziale), viene accolto negativamente da stampa e fan, pur incassando abbastanza da giustificare uno spin-off, ancora più maldestro, dedicato a Elektra (Affleck girò un cameo, eliminato dal montaggio finale). Un'esperienza abbastanza umiliante, che portò il protagonista ad affermare di non voler mai più interpretare un supereroe (salvo poi farsi tentare, e a ragione, dal suo ruolo attuale come Batman).

E alla fine arriva Netflix...

Nel 2012, scaduto il termine per realizzare un altro film, i diritti dell'Uomo senza paura sono tornati in casa Marvel, dando ai produttori la possibilità di rilanciarlo all'interno dell'universo inaugurato nel 2008. Scartata l'opzione cinema, per i motivi di cui sopra, si è deciso di puntare su Netflix per un racconto seriale di 13 ore, fortemente influenzato dall'operato di Miller e Bendis. E così, tra dispute legali e scontri corpo a corpo con Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio), Matt Murdock (Charlie Cox) ha ritrovato la sua dignità audiovisiva, destinata a durare abbastanza a lungo: dopo The Defenders lo rivedremo nella terza stagione di Daredevil, attualmente in produzione e prevista per il 2018. Quanto a un'apparizione nei film, nulla è impossibile, soprattutto considerando che anche Spider-Man (storico amico e alleato dell'eroe cieco nei fumetti) è entrato a far parte del Marvel Cinematic Universe...