Doctor Who - I 5 punti di forza

La nona stagione di Doctor Who ha preso il via anche sugli schermi italiani; senza rivelare troppe anticipazioni sulla trama, andiamo alla scoperta degli elementi più convincenti della nona stagione

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Dopo una lunga attesa è arrivata anche sugli schermi italiani la nona stagione (o serie se si vuole mantenere la definizione originale) di Doctor Who, la seconda con protagonista l'attore Peter Capaldi. Le aspettative nei confronti dei nuovi episodi dello show erano molto alte, soprattutto dopo l'annuncio che Jenna Coleman avrebbe lasciato il suo ruolo della companion del Signore del Tempo, Clara. Un'uscita di scena che rappresentava un elemento narrativo importante per la storia, considerando il modo in cui la vita di "The impossible girl" è legata a quella del Dottore in modo inestricabile.
Steven Moffat è però riuscito a portare sullo schermo degli episodi che, seppur non in modo costante, hanno confermato l'alta qualità raggiunta negli ultimi anni dal serial cult britannico.
Proviamo quindi ad analizzare quali sono stati i cinque punti di forza di questa nona stagione, senza rivelare troppe anticipazioni.

Il legame con il passato

Fin dalla prima puntata della stagione, Doctor Who ha ripreso personaggi e luoghi in parte già utilizzate negli episodi classici e in quelli più recenti, approfondendo però il loro ruolo nel mondo del Dottore o mostrandone dettagli inediti. La presenza di Dalek e Zygon, tra le creature più iconiche della serie, hanno ad esempio permesso di dare spazio a delle riflessioni molto profonde sul libero arbitrio, sulle conseguenze delle proprie azioni e sull'importanza del dialogo. Dalla lunga conversazione che anima la première all'emozionante monologo contro la guerra che ha reso The Zygon Inversion memorabile, il serial si è poi mosso sicuro su sentieri percorsi in precedenza ma con una nuova consapevolezza e sicurezza, attento all'intrattenimento e al tempo stesso al messaggio da trasmettere agli spettatori di ogni età.

Un nuovo personaggio che lascia il segno

Gli autori non si sono però limitati a muoversi per sentieri battuti, ma hanno ideato anche un'inedita presenza che potrebbe rimanere a lungo nell'universo di Doctor Who. Ashildr, il personaggio affidato all'attrice Maisie Williams, ha debuttato nell'episodio The Girl Who Died la cui conclusione ha introdotto un ulteriore tassello per capire con più chiarezza la vita del Dottore e i suoi comportamenti. Il racconto che la riguarda regala una prospettiva nuova, malinconica e cupa, sui sentimenti del protagonista, sul suo bisogno di avere accanto a sé un compagno di viaggio e sulle conseguenze della sua scelta di trascorrere il proprio tempo insieme agli esseri umani. Ashildr enfatizza inoltre con efficacia il motivo per cui Clara è una presenza essenziale e vitale.

Un personaggio femminile profondamente umano

La companion interpretata da Jenna Coleman ha saputo distinguersi fin dalla sua prima entrata in scena grazie alla sua profonda umanità e alla capacità di tenere testa al protagonista, guidandolo e diventando un punto di riferimento per lui, oltre a insegnarli molto. Non ci si può nemmeno dimenticare che l'esistenza di Clara è stata segnata dalla sua decisione di sacrificarsi per salvare il Dottore, un gesto altruistico dalle conseguenze importanti nella vita di entrambi, e gli sceneggiatori sono riusciti a mantenere intatta la sua personalità ricca di sfumature anche nella nona stagione. Il personaggio è sempre stato contraddistinto da gentilezza, determinazione, caparbietà, coraggio, lealtà, testardaggine, saggezza, vulnerabilità, e capacità di ammettere i propri errori e accettarne le conseguenze, oltre ad aver dimostrato tutte le sue fragilità nel difficile momento in cui ha dovuto accettare la morte di Danny. Un insieme di caratteristiche e difetti che hanno reso Clara, nel corso del tempo, essenziale nella vita del Dottore tanto quanto lui lo è nella sua; un legame profondo alimentato da un sentimento puro e assoluto che può portare a situazioni e comportamenti estremi, elemento narrativo che è stato sfruttato nel migliore dei modi per ideare la sua uscita di scena, momento triste ma altrettanto bello.

La fantastica performance di Peter Capaldi

Dopo David Tennant e Matt Smith, l'arrivo di Peter Capaldi come protagonista di Doctor Who ha dato il via a un nuovo capitolo della storia della serie e la nona stagione ha reso evidente quanto l'attore sia stata la scelta perfetta per rendere leggermente più adulte e serie le tematiche affrontate, senza però non dimenticare mai l'ironia e la leggerezza.
La versatilità di Capaldi, la sua espressività, la passione con cui si è avvicinato al ruolo del Dottore e la capacità di creare subito un incredibile feeling con i suoi colleghi sul set sono stati elementi determinanti per regalare ai fan del serial alcuni degli episodi più riusciti di sempre: dal già citato The Zygon Inversion all'incredibile Heaven Sent. E' però veramente difficile indicare un momento in cui Peter non sia perfettamente a suo agio nella parte o non riesca a far ridere, commuovere o emozionare.

Un finale che lascia il segno

Steven Moffat e il suo team di autori hanno confezionato per la nona stagione un triplice episodio di grande qualità. Face the Raven ha gettato le basi emotive per Heaven Sent: un vero gioiello di sceneggiatura, regia e interpretazione che merita di essere visto più volte per apprezzarne ogni dettaglio.
L'epilogo della storia, Hell Bent, è stato poi ideato con bravura, lasciando in sospeso solo quanto necessario per lasciare aperta una porta importante che potrebbe essere utilizzata in futuro.
La successiva parentesi The Husbands of River Song ha poi rappresentato un piacevole regalo di Natale che ha chiuso, quasi sicuramente in modo definitivo, la storia di River Song (Alex Kingston).

Una nona stagione, quella di Doctor Who, che ha fatto compiere importanti passi in avanti alla storia e che lascia la curiosità di scoprire quanto accadrà in futuro e chi sarà accanto al Dottore nei suoi prossimi viaggi nello spazio e nel tempo.