Emmy 2016: 5 premiazioni top e 5 premiazioni flop

Assegnati ieri sera gli oscar della tv: tra conferme e sorprese, è stata l’edizione del trionfo de Il trono di spade, ma non senza qualche delusione

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Nella battaglia dei premi televisivi, è l'armata indistruttibile de Il trono di spade ad uscirne vincitrice: la serie di David Benioff e D.B. Weiss si è aggiudicata ben 9 statuette durante la cerimonia degli Emmy 2016, aggiungendo ulteriore prestigio ad un prodotto televisivo che nei suoi sei anni di vita ne ha collezionate 38, un numero mai raggiunto nella storia del piccolo schermo. La cerimonia, condotta da Jimmy Kimmel, ha poi visto assegnare 4 premi a The People v. O. J. Simpson: American Crime Story, creata da Scott Alexander e Larry Karaszewski per il network FX e pensata come un satellite di American Horror Story. Eppure tra risultati attesi, conferme e gradite sorprese, la 68° edizione dei Primetime Emmy Award sembra aver riservato diverse perplessità in alcune categorie dove il risultato finale non corrisponde al valore reale delle performance, o alla qualità tecnica e artistica dei singoli nominati rimasti all'asciutto; pertanto, abbiamo cercato di stilare per voi i 5 premi migliori e i 5 premi peggiori di quest'annata. Buona lettura.

Game of Thrones, Master of None e Rami Malek: i riconoscimenti più meritati

Lo scorso 19 giugno intere platee di tutto il mondo si erano fermate ad ammirare l'incredibile spettacolo messo in scena nella penultima puntata della sesta stagione de Il trono di spade, intitolata solennemente "La battaglia dei bastardi": dopo una lunga e interminabile attesa, Jon Snow e Ramsay Bolton si fronteggiano ai piedi di Grande Inverno e in un mare di fango, mentre le spade sguainate e il sangue danno vita ad un'epica parentesi televisiva girata con maestria e grande intensità. Proprio quando la tv e il cinema non conoscono più barriere e distanze, è sembrato opportuno consegnare quest'anno un Emmy alla miglior regia per una serie drammatica a Miguel Sapochnick, il regista dell'episodio forse migliore di sempre. Allo stesso modo, la strameritata statuetta di Sarah Paulson per la sua interpretazione in The People v. O. J. Simpson e quella, a sorpresa visto i colleghi di categoria (Kevin Spacey, Liev Schreiber, Kyle Chandler e Matthew Rhys), assegnata a Rami Malek per Mr. Robot, delineano uno stato di eccellenza e salute del piccolo schermo.

Ancora due premi importanti, e quanto mai giusti, sono quelli per la Miglior sceneggiatura di una serie commedia al "Woody Allen della nuova generazione" Aziz Ansari, autore (e protagonista) di Master of None, serie originale Netflix, e per la Miglior Attrice non protagonista in una serie drammatica a Maggie Smith per Downton Abbey. Categoria, quest'ultima, dove a fronteggiarsi erano ben tre interpreti de Il trono di Spade (Lena Headey, Maisie Williams e Emilia Clarke) e la bravissima Maura Tierney di The Affair, che a Gennaio aveva vinto il Golden Globe.

Deludono le categorie della commedia, pochi invece i riconoscimenti a Mr. Robot

Non tutti i meritevoli salgono sul carro dei vincitori, sebbene certi risultati fossero pronosticabili o quantomeno già scritti. L'edizione che ha visto trionfare Game of Thrones non ha lasciato spazio alle vere sorprese della stagione appena conclusa, come Mr. Robot, a cui è andata soltanto la statuetta del miglior attore protagonista. Nel confronto tra le due, e visto un passato di schiaccianti vittorie, la serie creata da Sam Esmail avrebbe meritato sicuramente un giudizio più attento, per l'innovazione del linguaggio e la disamina di un tema, di un tempo storico e di uno spaccato sociale che hanno sbaragliato la concorrenza. Peccato inoltre per i mancati premi a Master of None nella categoria di Miglior serie commedia e di Miglior attore in una serie commedia, assegnati alla sopravvalutata Veep e all'interprete principale di Transparent Jeffrey Tambor, in un'annata davvero felice per il genere che ha visto consacrare il talento purissimo e lo spirito di Aziz Ansari.

Tra i grandi "esclusi" dal palmares degli Emmy 2016, spiccano senza dubbio le Robin Wright (House of Cards), Viola Davis (How to get away with murder) e Keri Russell (The Americans) nel sestetto di attrici protagoniste in una serie drammatica, che registra invece la vittoria, un po' inaspettata, di Tatiana Masplany con Orphan Black, mentre con The Night Manager Susanne Bier ha strappato a ben altri illustri rivali la statuetta per la Miglior regia in un film o miniserie drammatica, superando lo straordinario (e ignorato) lavoro di Jay Roach per All The Way, Anthony Hemingway, Ryan Murphy e John Singleton per i tre episodi da loro diretti in The People v. O. J. Simpson.