Speciale Emmy Awards 2012

Homeland e Modern Family dominatori (non a sorpresa) degli Emmy 2012

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La 64esima edizione degli Emmy Awards si è conclusa con il dominio di Homeland e di Modern Family, che hanno ottenuto i riconoscimenti più attesi nella serata svoltasi il 23 settembre a Los Angeles, ed andata in onda sulla ABC.
Il trono di spade è infatti riuscito a conquistare ben sei premi, ma solo per i suoi indubbi meriti tecnici in occasione dei Primetime Creative Arts Emmy Awards, assegnati una settimana fa.
HBO, con ben 23 riconoscimenti totali, arriva così in vetta alla classifica dei network più premiati in questa edizione 2012.

Jimmy Kimmel conduttore dell'evento

A condurre la serata è stato il comico Jimmy Kimmel che ha ha cercato di dare ritmo alla lunga cerimonia. Alla sua simpatia si sono affidati gli organizzatori che sperano di superare, con la messa in onda di ieri su ABC, i 12.4 milioni di spettatori sintonizzati sulla Fox in occasione dell'edizione 2011.
Tra i momenti più divertenti creati da Kimmel una simpatica parodia di Breaking Bad, creata come se fosse stata mandata in onda censurata prima dell'arrivo delle tv via cavo; uno sketch ambientato nel bagno, a cui hanno partecipato anche Zooey Deschanel e Kathy Bates, in cui il comico si lamentava di una reazione allergica al botox che lo faceva sembrare una protagonista di Real Housewife; e uno scorrettissima imitazione del montaggio video dedicato agli esponenti del mondo della tv scomparsi negli ultimi 12 mesi sulle note di una cover di What Makes You Beautiful (brano del gruppo One Direction, adorato dalle teenagers) interpretato da Josh Groban.

Homeland e Modern Family dominatori della serata

Homeland ha portato a casa quattro premi molto ambiti. La serie Showtime ha vinto nelle categorie Miglior Attore e Miglior Attrice protagonisti, grazie alle interpretazioni del britannico Damian Lewis e della futura mamma Claire Danes, apparsa radiosa accanto al marito Hugh Dancy. Conquistati anche i premi come Miglior Serie e Miglior Sceneggiatura, ovviamente nella sezione dedicata ai prodotti televisivi "drammatici".
Modern Family ha dominato la sezione "commedie", conquistando i riconoscimenti come Miglior Serie, Miglior Attore (Eric Stonestreet) e Miglior Attrice (Julie Bowen) non protagonisti.
Jon Cryer (Due uomini e mezzo) e Julia Louis-Dreyfus (Veep) hanno invece festeggiato le vittorie nella categoria Miglior Attore e Miglior Attrice Protagonisti. Cryer è rimasto incredibilmente sorpreso nel sentire pronunciare il suo nome: sul red carpet aveva più volte ripetuto la sua convinzione che a ritirare il premio sarebbe stato uno degli altri nominati. Tra i grandi sconfitti c'è infatti Jim Parsons, indicato tra i favoriti della vigilia per la sua interpretazione in The Big Bang Theory.
Oltre alla vittoria di Lewis, il Regno Unito sarà stato felice di vedere riconosciuto ancora una volta il talento di Maggie Smith, applauditissima interprete di Downtown Abbey, che però non era presente per ritirare il premio come Miglior Attrice Non Protagonista in una serie drammatica.
Aaron Paul ha poi conquistato l'Emmy come Miglior Attore Non Protagonista in una serie drammatica per Breaking Bad. Sul palco Paul ha ringraziato gli sceneggiatori che non hanno ucciso il suo personaggio, e il mondo di Hollywood per averlo accolto dopo essersi trasferito dall'Idaho per realizzare il suo sogno.

Le vittorie di Game of Change e Hatfield & McCoys

Nella sezione dedicata alle miniserie Game of Change ha ottenuto le vittorie più importanti, tra cui quelle come Miglior Miniserie e Miglior Attrice protagonista. Julianne Moore nel suo discorso sul palco ha scherzato sul fatto che Sarah Palin avesse bocciato la sua interpretazione in Game of Change, in cui si ripercorre la campagna presidenziale del 2008.
Subito dopo Game Change, a quota due Emmy, si è posizionata la miniserie Hatfields & McCoys, grazie alle vittorie di Kevin Costner e Tom Berenger, che hanno sconfitto la concorrenza di tutti gli altri attori.
Non è infine stata una sorpresa la vittoria di Jessica Lange come Miglior Attrice Non Protagonista per American Horror Story.
Jay Roach (Game Change), Timothy Van Patten (Boardwalk Empire), e Steven Levitan (Modern Family), sono stati i vincitori nelle rispettive sezioni nella categoria Miglior Regista. Louis C.K. (Louie), Alex Gansa, Howard Gordon, Gideon Raff (Homeland), e Danny Strong (Game Change) sono infine i Migliori sceneggiatori 2012.

Gli sconfitti

Mentre i vincitori festeggiano, sono molti i favoriti della vigilia, tra cui il già citato Jim Parsons, rimasti a bocca asciutta in questa 64esima edizione degli Emmy. Jon Hamm, ad esempio, non è riuscito a conquistare il premio come Miglior Attore Protagonista nonostante la sua ottima intepretazione in Mad Men. Damian Lewis è inoltre riuscito a sconfiggere star come Steve Buscemi (Boardwalk Empire), Michael C. Hall (Dexter), Brayn Cranston (Breaking Bad), e Hugh Bonneville (Downtown Abbey).
Una mezza sorpresa anche la vittoria di Kevin Costner nella sezione miniserie. La concorrenza comprendeva Benedict Cumberbatch, acclamato protagonista di Sherlock, Idris Elba (Luther), Clive Owen (Hemingway & Gellhorn), Woody Harrelson (Game Change), e Bill Paxton che ha condiviso il set di Hatfield & McCoys proprio con Costner.
La lotta è stata dura anche per Julia Louis-Dreyfus: nella sua categoria si parlava di una probabile vittoria di Zooey Deschanel grazie alla sua effervescente Jess in New Girl, o dell'inossidabile Tina Fey (30 Rock).
Se più di un esperto aveva previsto la salita sul palco da vincitrici per Claire Danes, Julianne Moore, e Jessica Lange, era ben più difficile pensare ad una sconfitta dell'irresistibile Sofia Vergara, battuta proprio dalla sua amica e collega Julie Bowen.
In pochi avevano inoltre pensato che Peter Dinklage (Il trono di spade) se ne sarebbe tornato a casa a mani vuote, sconfitto da Aaron Paul, mentre la sfida per la categoria Miglior Attore Non Protagonista in una miniserie è rimasta fino all'ultimo molto aperta, anche se tra i favoriti all'Emmy erano in pole position Ed Harris (Game Change), David Strathairn (Hemingway & Gellhorn), e Martin Freeman (Sherlock).