Festa delle donne: 5 serie per festeggiare l'8 Marzo

Dalle avventure epiche della Principessa Xena a quelle metropolitane delle ragazze di Sex and The City, le 5 serie al femminile che hanno cambiato la TV.

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È ormai un dato di fatto che la televisione stia un passo avanti rispetto al grande schermo per quanto riguarda molti aspetti tra i quali spicca anche quello di avere - e aver avuto - il "coraggio" di porre le donne spesso e volentieri al centro della maggior parte di plot di show di grande successo dell'ultimo ventennio. Anche se recentemente la situazione sembra drasticamente cambiata e le figure femminili sono diventate sempre più frequentemente protagoniste assolute di lungometraggi che un tempo sarebbero stati affidati (quasi) unicamente a personaggi maschili - basti pensare all'Imperatrice Furiosa di Mad Max: Fury Road o alle eroine dei due ultimi atti del fantascientifico franchise Star Wars - la serialità anche da questo punto di vista è stata una pioniera. È infatti dagli anni '90 che sono cominciati ad approdare sul piccolo schermo prodotti dove le protagoniste indiscusse erano donne e dove gli uomini avevano il mero ruolo di comprimari. Ecco quali sono, in particolare, le 5 serie televisive "simbolo" di questo importante cambiamento:

Xena

Fantasy spin-off di Hercules prodotto da Sam Raimi, Xena è approdato sul piccolo schermo nel 1995. La serie, ambientata nell'antica Grecia, racconta della gesta di una signora della guerra ormai pentita e alla ricerca di redenzione per i suoi passati peccati insieme alla giovane Olimpia (Renée O'Connor) con la quale la Principessa Guerriera, interpretata dall'iconica Lucy Lawless, è stata anche protagonista del primo bacio saffico della storia del piccolo schermo, ovviamente censurato in Italia. A detta anche dello stesso Joss Whedon, creatore di Buffy l'Ammazzavampiri, è stata proprio Xena ad aprire la strada a tutta una serie di combattenti eroine seriali tra le quali spiccano - oltre alla stessa Buffy Summers - anche Max di Dark Angel e Sydney Bristow di Alias e addirittura Quentin Tarantino ha ammesso che molte delle caratteristiche della "sua" Beatrix Kiddo di Kill Bill gli sono state ispirate proprio dalla Principessa Guerriera.

Buffy l'Ammazzavampiri

Creata dal regista dei primi due lungometraggi dedicati agli Avengers, Joss Whedon, Buffy l'Ammazzavampiri è in realtà la versione seriale di un lungometraggio che fu un totale flop al box office ma la cui idea in tv è diventata un vero e proprio cult generazionale, nonché l'apripista a un genere di show televisivi quali Streghe, Ghost Whisperer e Bryan Fuller. La storia lunga e corale della prescelta ammazzavampiri Buffy Summers (Sarah Michelle Gellar) ha dimostrato infatti che era possibile unire il drama al fantasy una maniera tanto geniale quanto lineare: trasformando i problemi e le paure che si affrontano durante le varie fasi della crescita (letteralmente!) in demoni da sconfiggere.

Ally McBeal

Oltre ad essere guerriere le donne possono anche essere (poco) avvenenti, folli e brillanti femmine in carriera innamorate dell'amore, sì, ma mai quanto lo sono di se stessa e di quel grande pregio che è l'autoironia. Hanno anche diritto di essere, quindi, come quelle imperfette eroine che la letteratura chick lit ha sdoganato e che il piccolo schermo ha preso in prestito per creare il personaggio di Ally McBeal, la folle avvocatessa dell'omonima serie interpretata da Calista Flockhart che alla fine degli anni '90 divenne paladina di quelle donne single e lavoratrici che non hanno paura di mostrare a se stesse a gli altri le proprie fragilità e la propria solitudine.

Sex and The City

Le donne parlano di sesso e lo fanno come se non più degli uomini: questa ovvia verità è stata sdoganata con furore sul piccolo schermo grazie alla serie tv creata da Darren Star, Sex and The City. Le (dis)avventure delle quattro amiche newyorkesi Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte sono diventate oggetto di un vero e proprio cult da piccolo schermo che ha cambiato i connotati della serialità (al) femminile grazie a una buona dose di leggerezza con cui la serie per 6 stagioni ha esplorato l'evoluzione e le varie sfaccettature che assume (e vuole assumere) la donna all'interno della società moderna. I personaggi interpretati da Sarah Jessica Parker, Kim Cattral, Cynthia Nixon e Kristin Davis non sono altro che principesse metropolitane, volutamente eccessive nei vestiti e nella caratterizzazione, padrone del proprio destino e della loro sessualità sfacciata: eroine glamour del post-femminismo.

Girls

Se Sex and The City ha voluto raccontare - in maniera edulcorata, a tratti favolistica ma efficace - i pensieri, i dubbi e i problemi delle trentenni dei primi anni '00 Girls, lo show tv creato e scritto dall'enfant prodige Lena Dunham, ha fatto la stessa cosa puntando però sulla così detta generazione Y. In Girls, infatti, le protagoniste sono quattro ragazze under 20 che tentano di costruirsi una vita e un futuro dopo essersi trasferite a New York. Più realistica, cruda, meno patinata e decisamente più drammatica di Sex and The City, Girls ha rinnovato ancora una volta la serialità femminile mettendo in pubblica piazza senza alcuna remora i difetti, fisici e umani, dell'altra metà del cielo.