Speciale HBO - Come ha cambiato la tv

Da I Soprano a Game of Thrones, la tv via cavo americana negli ultimi anni ha saputo imporsi nel settore offrendo prodotti di qualità che hanno raggiunto e spesso superato le produzioni per il grande schermo

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Nata nel lontano 1972, la HBO (acronimo di Home Box Office) è oggi una delle più importanti e solide realtà del panorama televisivo americano e mondiale; ma soprattutto, nel variegato universo della fiction seriale, può vantare una posizione di predominio che si è conquistata già al passaggio del millennio, e che ha consolidato negli ultimi quindici anni con sempre maggior forza e creatività. La HBO è infatti uno fra i canali più apprezzati nella realizzazione di serie televisive con un appeal internazionale, tanto da aver stabilito un vero e proprio "marchio di fabbrica" ripreso e imitato anche da altre TV concorrenti. A sancire la svolta nella produzione seriale della tv via cavo sono stati, sul finire degli anni '90, due titoli diversissimi fra loro ma che hanno saputo guadagnarsi lo status di serie cult, lasciando un'impronta significativa su come raccontare "storie a puntate" sul piccolo schermo: i blasonatissimi Sex and the City (in onda fra il 1998 e il 2004) e I Soprano (in onda fra il 1999 e il 2007). Due titoli a loro modo pionieristici che avrebbero aperto la strada a quanto sarebbe arrivato nel decennio successivo...

Le nuove serie degli anni Duemila

All'ombra dei consensi sempre crescenti, da parte di critica e di pubblico, per Sex and the City e I Soprano, la HBO ha dato vita nel frattempo ad altri titoli che, seppure con minore risonanza, hanno comunque contribuito ad arricchire l'offerta televisiva per gli spettatori e a rinnovare il linguaggio della moderna serialità.
Sul versante delle serie drammatiche, i maggiori risultati sono arrivati grazie a Six Feet Under, dramedy partorito dalla penna raffinata di Alan Ball e incentrato sulle vicende di una famiglia di Los Angeles proprietaria di un'agenzia di pompe funebri, in onda fra il 2001 e il 2005, e a Deadwood, narrazione a sfondo storico e di ambientazione western, con protagonisti Timothy Oliphant e Ian McShane, trasmesso fra il 2004 e il 2006.
Per quanto riguarda la serie comedy, invece, la HBO ha sfornato, fra le altre, la semi-autobiografica Curb Your Enthusiasm, frutto del creatore di Seinfeld Larry David e trasmessa dal 2000 al 2011, Entourage, sitcom ambientata nel mondo delle celebrità, in onda dal 2004 al 2011, e il mockumentary Extras con Ricky Gervais, co-prodotto con la BBC fra il 2005 e il 2007.
Sul finire del decennio, la HBO lancerà invece altri titoli molto applauditi come In Treatment (2008-2010), con Gabriel Byrne nel ruolo di uno psicologo alle prese con un diverso paziente in ciascun episodio, e True Blood (2008-2014), serie vampiresca firmata da Alan Ball e con attori del calibro di Anna Paquin ed Alexander Skarsgaard.

Boardwalk Empire

È la serie che a partire dal suo esordio, nel settembre 2010, ha segnato l'inizio di una nuova fase per la serialità targata HBO: un'incredibile forza produttiva (l'episodio pilota è costato ben 18 milioni di dollari) unita ad un team creativo di primo livello (lo showrunner è Terence Winter, mentre Martin Scorsese si è prestato in qualità di produttore e di regista), a una formidabile ricostruzione d'epoca, la Atlantic City dei ruggenti anni '20, e ad un cast superlativo, capitanato da un volto noto del cinema quale Steve Buscemi nella parte di Nucky Thompson, tesoriere corrotto e politico colluso con la malavita. Con un cast arricchito da Michael Pitt, Bobby Cannavale, Kelly Macdonald e Michael Shannon, Boardwalk Empire ha avuto il merito di riadattare i canoni del gangster-movie e del film d'epoca all'interno di un contenitore televisivo, in una compenetrazione fra cinema e televisione (anche dal punto di vista registico) che da allora ha preso sempre più piede. Conclusosi dopo cinque stagioni, Boardwalk Empire (di cui è stata da poco messa in vendita la quarta stagione in formato Dvd e Blu-Ray) è stato ricompensato con due Golden Globe (miglior serie del 2010 e miglior attore per Steve Buscemi) e ben diciotto Emmy Award.

Game of Thrones

È stato, almeno dal punto di vista della risposta del pubblico, l'evento televisivo del decennio attualmente in corso, con una fanbase diventata sempre più vasta e appassionata e un franchise in grado di rivaleggiare con quelli delle maggiori saghe cinematografiche: stiamo parlando, ovviamente, di Game of Thrones (trasmesso in Italia con il titolo Il trono di spade), trasposizione dei romanzi di George R.R. Martin. Prodotto di punta della scuderia HBO, è la serie che ha ‘strappato' il genere fantasy a Hollywood per portarlo nel piccolo schermo, con un racconto corale e ramificato che illustra la Guerra dei Sette Regni e la contesa, feroce e sanguinaria, per accedere al "Trono di Spade", e quindi al potere supremo. Dotato di un apparato tecnico e scenografico davvero sbalorditivo, per la sua prima stagione il serial si è avvalso di un protagonista carismatico quale Sean Bean, già interprete de Il Signore degli Anelli, ma ha anche contribuito a lanciare una nuova generazione di attori approdati spesso pure al cinema, fra i quali Kit Harington, Richard Madden, Emilia Clarke e Sophie Turner. La serie ha vinto finora un totale di quattordici Emmy Award (quasi tutti in categorie tecniche).

The Newsroom

Diversi talenti cinematografici si sono prestati, a partire dal 2012, alla realizzazione di una delle serie più sofisticate della HBO: The Newsroom, creatura partorita da uno degli sceneggiatori più talentuosi di Hollywood (ma pure della TV americana), Aaron Sorkin, che può vantare come protagonista un attore come Jeff Daniels, vincitore a sorpresa dell'Emmy Award nel 2013 per il ruolo di Will McAvoy, anchorman di un popolare notiziario televisivo. Ambientata nel mondo del giornalismo e incentrata sui legami non sempre limpidi tra informazione e politica e sui dilemmi morali dei giornalisti, The Newsroom unisce ai dialoghi taglienti di Sorkin una squadra di attori che comprende Emily Mortimer, Sam Waterston e Dev Patel, ma anche la partecipazione di una leggenda del cinema quale Jane Fonda. La serie si è conclusa nel dicembre 2014, dopo tre stagioni.

True Detective

Il gennaio 2014 è un momento che segna un altro giro di boa per la HBO, e in generale per la serialità televisiva: negli USA va in onda per la prima volta True Detective, crudo racconto poliziesco creato da Nic Pizzolatto. Protagonisti assoluti della serie, nei ruoli dei due detective della polizia Rust Cohle e Marty Hart, al lavoro nella provincia grigia e piovosa della Louisiana, sono due attori di primo piano del cinema hollywoodiano: un superbo Matthew McConaughey, che nello stesso periodo raccoglie consensi grazie al film Dallas Buyers Club, che gli farà conquistare a furor di popolo l'Oscar come miglior attore, e un formidabile Woody Harrelson. Sviluppato seguendo tre diverse linee temporali, con uno stile secco e asciutto assai raro per il piccolo schermo, caratterizzato da dialoghi che amalgamano un retrogusto letterario con il realismo della vita quotidiana, dotato di una regia in grado di lasciare sbalorditi (memorabile il concitatissimo piano sequenza di sei minuti nell'episodio Cani sciolti) e con una coppia di attori che regalano due fra le prove più alte delle rispettive carriere, True Detective si aggiudica cinque Emmy Award e segna un altro picco di eccellenza nell'ambito dei serial dei nostri giorni.

The Leftovers, ma non solo

Accanti ai quattro pezzi forti sopra elencati, due dei quali tuttora in programmazione (compresa True Detective, pur nella sua natura antologica), la HBO attualmente può contare su altri titoli che, pur senza vantare interpreti altrettanto celebri e star del cinema, si sono guadagnati notevole attenzione e spesso anche numerosi premi. Partiamo da The Leftovers, che ha debuttato nell'estate del 2014 adattando l'omonimo libro di Tom Perrotta: un racconto dalle sfumature thriller incentrato sull'improvvisa sparizione del due percento della popolazione del pianeta. Tre anni più tardi, in una cittadina della provincia di New York, strani fenomeni aprono la porta a nuovi misteri... nel cast, due volti noti quali Justin Theroux e Liv Tyler. Ma anche sul campo delle serie comiche o brillanti, la HBO ha saputo distinguersi con diversi titoli di successo: nel 2012, ad esempio, hanno debuttato sia Veep, sit-com a sfondo politico con protagonista la pluripremiata Julia Louis-Dreyfus, sia Girls, ironico ritratto di un gruppo di amiche ultraventenni newyorkesi firmato dall'autrice e protagonista Lena Dunham. Dal 2014, infine, è in onda Silicon Valley, serie incentrata sulla vita e il lavoro di un gruppo di programmatori e ambientata non a caso nella ‘capitale' dell'informatica.