Speciale Hemlock Grove

Dal 25 giugno, su La5, va in onda la serie prodotta da Eli Roth: un horror-drama che fatica a convincere e tende a sembrare qualcosa di già visto

speciale Hemlock Grove
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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Durante l'anno passato, Netflix ha chiaramente deciso di fare un passo in avanti e affrontare la produzione di serie originali oltre allo streaming da sempre offerto: sono sempre di più infatti i progetti che si fregiano del titolo ‘Netflix Original' e molto spesso possono contare su grandissimi nomi (esempio più recente è House of Cards che vede tra i produttori e registi David Fincher) che aiutano a conquistare il grande pubblico. Niente più episodio settimanale quindi, o finali di metà stagione, al suo posto un modo tutto nuovo di guardare le serie TV che, grazie alla messa online di blocchi interi di stagioni complete, elimina completamente il fattore attesa e regala allo spettatore la libertà di fagocitare ore di girato stando ai suoi ritmi e alle sue stesse regole. Tuttavia, nonostante questa operazione si sia resa qualitativamente vincente per parecchie titoli - tra cui la stessa House of Cards, Orange is the new black, o The Killing - capita spesso di incappare in qualche passo falso e probabilmente Hemlock Grove è uno di questi.
L'horror drama, che ha da poco concluso la sua seconda stagione e che ha tra i produttori Eli Roth, manca, durante tutto il suo svolgimento, della giusta ricetta per questo nuovo modo di gestire la serialità: una trama avvincente, dei primi episodi in grado di catturare il pubblico - sempre più in esigenza di essere coinvolto fin dall'inizio, vista la facilità con cui può scegliere di guardare altro - un buon mordente e dei protagonisti che conquistino.

Tra creature soprannaturali, di nuovo si affonda nel già visto

La cittadina di Hemlock Grove, teatro all'inizio della serie di efferati omicidi che sembrano compiuti da animali, mette immediatamente in primo piano i due protagonisti teen della serie, ovvero i non propriamente umani Peter Rumancek e Roman Godfrey (interpretato da Bill Skarsgaard, un altro rampollo della scuderia del ben più famoso Stellan e fratello del vampiro di True Blood Alexander). Tuttavia fin dall'inizio è impossibile non sentire l'odore di richiami ad altri show più o meno noti e più o meno storici tra cui Twin Peaks, Buffy e perfino un leggero profumo di Twilight.
Niente di nuovo sotto il sole né dal punto di vista stilistico né tantomeno da quello della scrittura, fattore fondamentale per interessare il pubblico: ne fuoriesce uno svolgimento che fa fatica a decollare e non coinvolge mai lo spettatore, lasciandosi trascinare nella migliore delle ipotesi all'interno di costruzioni già viste ed intrecci che ormai non hanno più nessun tipo di fascino per il pubblico a cui Hemlock Grove è rivolta.
La situazione non migliora con lo scorrere delle puntate, quando il pubblico viene trascinato all'interno della solita battaglia tra bene e male, luce e oscurità, presentando la ricchissima famiglia Godfrey e la nomade e problematica famiglia Rumanceck come due facce della stessa medaglia - condendo il tutto con apparizioni, misteriose gravidanze e situazioni che invece di coinvolgere non fanno altro che far storcere il naso, apparendo al limite del ridicolo.

Una serie che fatica a decollare

Tuttavia, se alla prima stagione può essere regalato un beneficio del dubbio, la seconda si trascina purtroppo gli stessi errori ed impedisce a se stessa di fare il salto di qualità che ci si aspetterebbe: al discutibile season finale segue un altrettanto discutibile secondo round di cliché che, accompagnato da diversi spargimenti di sangue, non sembra in nessun modo voler decollare.
Hemlock Grove conferma quindi tutto ciò che la prima aveva già anticipato, ovvero l'intenzione di essere la risposta di Netflix a show come True Blood o Teen Wolf, prendendo il proverbiale secondo piccione con una fava se si considera anche il fatto che la programmazione originale della piattaforma online aveva decisamente bisogno di uno show che coprisse quel filone e, quindi, quella fetta di pubblico.
A salvarsi rimane una messa in scena comunque sufficiente con degli spunti interessanti - soprattutto in alcune trasformazioni - e delle buone interpretazioni attoriali non solo della parte dei membri più giovani del cast ma anche degli adulti, in particolare le due madri di Peter e Roman (interpretate da Famke Janssen e Lili Taylor). Tuttavia, pochi elementi non bastano a far uscire lo show dal mare di mediocrità in cui, escluso qualche guizzo, rimane a navigare per quasi tutta la sua durata.

Hemlock Grove - Stagione 1 Chiaramente parte di una strategia di casa Netflix, Hemlock Grove si inserisce in punta di piedi all'interno di una programmazione molto forte senza presentare nessun particolare elemento che ne giustifichi la presenza. Lo show non cattura nella prima stagione e continua su una scia qualitativamente mediocre anche per tutta la seconda, in totale assenza di dialoghi interessanti e di una sceneggiatura di spessore. Aiutano tuttavia la buona messa in scena e le prodezze del reparto trucco ed effetti visivi, anche se in conclusione è davvero difficile trovare un buon motivo per arrivare fino alla fine delle oltre venti ore di girato e, quindi, consigliare la serie.