Speciale I Crossover nelle Serie TV

Unire più personaggi presi da serie quasi diametralmente opposte tra loro in un unico episodio sembra possibile, visti anche gl

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Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Il crossover, inteso come un "qualcosa che invade qualcos'altro, che passa oltre" ha da sempre accompagnato vari tipi di produzioni artistiche, spaziando dal letterario al cinematografico, arrivando anche nel panorama televisivo. Nel mondo delle serie tv è ben noto e radicato il concetto di crossover tra più prodotti apparentemente persino lontani tra loro. Universi che per brevi frangenti si uniscono, personaggi che si mescolano a routine appartenenti a generi differenti; episodi che molto spesso risultano, seppur piacevoli e sorprendenti, unicamente fini a se stessi.
E' accaduto decadi fa con Mork e Happy Days, si è protratto con esperimenti che hanno visto coinvolti la leggendaria Jessica Fletcher con il detective Magnum, ha sopraggiunto le sponde della mai dimenticata Sunnydale interfacciandola con gli eventi di Los Angeles (Buffy e Angel), ed è arrivato fino ai giorni nostri, con esponenti di spicco della televisione contemporanea pronti a mescolarsi e a suscitare reazioni letteralmente esplosive (come nel caso di The Simpsons Guy, ad esempio). Il leitmotiv del crossover è dato proprio dalla curiosità del vedere cosa potrebbe accadere gettando nel calderone personaggi appartenenti anche ad ere geologiche differenti (chi si ricorda i Flinstones e i Jeffersons, nel loro storico crossover del 1987 The Jetsons Meet the Flintstones?), e, oltre all'ovvia impennata di ascolti che si verifica ad ogni episodio che vede "un incrocio tra le parti", è molto spesso la fanbase l'unica fetta di pubblico capace davvero di cogliere ed apprezzare l'essenza di quanto accade.
Ovviamente, sono innumerevoli gli esempi di crossover televisivi sparsi nel corso dei decenni, e cercheremo di offrire una panoramica quantomeno generica ma esaustiva citando gli episodi più eclatanti relativi a questo fenomeno.

Buffy The Vampire Slayer - Angel

Buffy... un serial che ha fatto impazzire un'intera generazione, e che viene ricordato ancora con una forte nostalgia e stima per quella che si è rivelata essere una vera e propria pietra miliare, sotto la firma del sempreverde Joss Whedon.
Angel, del resto, da buon spinoff, nasce da una "costola" di Buffy, portandosi dietro una piccola parte del cast e condividendo lo stesso mondo, insieme a vari episodi disseminati nel corso delle stagioni, che vedono sia incursioni della bella Buffy (e sporadicamente anche della sua gang) in quel di Los Angeles che sporadiche comparse del nostro Angel in quel di Sunnydale, pronto a supportare la sua vecchia fiamma durante le battaglie più complesse (come quella che ha visto la Cacciatrice contro il folle e spietato Caleb).
Sebbene non si possa proprio definire un "effetto crossover", l'arrivo definitivo di Spike, dopo le vicissitudini dell'ultima stagione di Buffy, all'interno del mondo di Angel poi rappresenta la proverbiale "ciliegina sulla torta". Mancherà per sempre un mega crossover sotto forma di film che includa tutti i personaggi di entrambi i cast e che concluda una volta per tutte le vicende, ma questo sembra destinato ad essere un sogno.

Hercules - Xena

Chi non si ricorda il simpatico Hercules interpretato da Kevin Sorbo? Sebbene solo sommariamente ispirato ad eventi e personaggi mitologici (o meglio, quelli c'erano, tuttavia era l‘atmosfera surreale ed eccessivamente scherzosa spesso a cozzare con il resto) il serial ha acquisito fama e pubblico, al punto da avere 6 stagioni nel suo personale portfolio, e come spinoff un serial di altrettanto successo: Xena - Principessa Guerriera, con la bella Lucy Lawless, anch'esso composto da 6 stagioni. Considerando anche che Xena, detto tra noi, viene spesso reputato dai più qualitativamente superiore allo stesso Hercules, nonché invecchiato, anche come special effect, sensibilmente meglio. E, inutile dirlo, vi sono state occasioni da entrambi i lati che hanno visto passare di volta in volta i personaggi da una barricata all'altra.
Che sia Hercules, Iolao, Corilo o Xena e Olimpia, in entrambi i prodotti abbiamo visto episodi con eventuali "comparse" a sorpresa prese dal rispettivo "serial della porta accanto". Il serial ha avuto anche un secondo spinoff, Young Hercules, con protagonista un giovanissimo Ryan Gosling e ambientato come il nome suggerisce anni prima rispetto alla serie principale.

CSI, CSI: New York e CSI:Miami.

Il poliziesco - crime - procedurale per eccellenza creato da Zuiker vanta ormai milioni e milioni di fan sparsi per tutto il mondo, che insieme alla serie principale (giunta alla ragguardevole cifra di 15 stagioni) e ai suoi due spin off, CSI: NY e CSI: Miami (con un terzo in uscita quest'anno, CSI: Cyber), danno un quadro completo al fine di analizzare il fenomeno di questo franchise di successo. A rendere ancora più alta la bandiera della serie CBS sono alcuni dei registi che di stagione in stagione si sono offerti di contribuire alla realizzazione di qualche episodi della serie (tra i quali Quentin Tarantino).
Sebbene i due spin off siano stati ormai cancellati da qualche anno (entrambi però possono contare dalla loro 10 e 9 stagioni), il fenomeno sembra ben lungi dal finire, cosi' come le incursioni dei vari detective forensi avvenuti nel corso degli anni da una serie all'altra, con tanto di traslochi perenni, vista la chiusura delle serie. Tutto questo ha favorito a dare la sensazione di far parte di un unico universo. Ciò che funziona nel marchio è la sua formula pseudo-autoconclusiva, capace di offrire dinamiche e situazioni sempre diverse, evitando di gestire un unico grande filo narrativo coerente.

The Simpsons Guy

Il crossover che tutti aspettavano a gran voce è finalmente giunto, come première della tredicesima stagione di Family Guy. I Griffin si ritrovano, durante un viaggio, dispersi in una zona alquanto strana per loro, e tra le selve di una foresta scorgeranno la beneamata Springfield, dove arriveranno per chiedere aiuto e riparo. Inutile dire che si ritroveranno proprio sotto lo stesso tetto della famiglia a pelle gialla più famosa d'America, con tutto ciò che ne conseguirà. Complessivamente, il crossover non è completamente malriuscito, e contribuisce a proferire allo spettatore più di qualche risata. Oltretutto, già il solo vedere le due famiglie riunirsi e i due universi apparentemente così distanti tra loro fondersi per breve tempo da un tocco straniante e assolutamente particolare, nonostante i suoi evidenti problemi.
Infatti, sebbene alla serie abbiano partecipato attivamente svariati membri del cast storico de I Simpson, il prodotto risulta essere a tutti gli effetti un episodio di I Griffin, e si vede. La comicità prettamente MacFarliana è la prima caratteristica degna di nota, e stona irrimediabilmente con la tipologia di humor che da sempre ha caratterizzato lo show di Matt Groening: non vi è alcun bilanciamento tra le parti.
Lo stile, ovviamente, per quanto possa sembrar simile a quello tipicamente Simpsoniano è palesemente alterato, diverso, e lo stesso plot si sorregge su basi alquanto traballanti (lo scontro finale tra Homer e Peter del resto occupa più di ¼ dell'intera puntata, e mostra che di idee concrete per portare avanti un episodio di questo tipo, oltre alle solite scazzottate apocalittiche, fondamentalmente ve ne erano ben poche). Carine però le diversità che il prodotto tende a mostrare in base ai differenti personaggi, in particolare quella che vede Bart e Stewie a confronto. Insomma, detto un po' sommariamente, ci si è tolti lo sfizio, ma ciò ha mostrato che la forza di entrambi i prodotti è proprio la loro peculiarità, molto più distinta di quanto si possa credere.

The Springfield Files

Fu un vero e proprio evento al tempo, pubblicizzato in maniera strombazzante anche dalle reti televisive italiane che lo trasmettevano: I Simpsons incontrano X-Files (e più precisamente gli agenti Fox Mulder e Dana Scully), due prodotti anni luce distanti per ovvi motivi che si riunivano sotto lo stesso episodio, in un mix di genialità, risate e mistero. E dopo aver visto il risultato di The Simpsons Guy la bellezza di questa "semplice" puntata risulta ancor più amplificata e altisonante: venti minuti pieni di trovate esilaranti, con scene entrate nell'immaginario collettivo (come quella di Homer alle prese con la macchina della verità, o dell'arrivo dell'"alieno") e giustamente citate e ri-citate nei best of di sempre della serie. Da menzione anche la presenza di Leonard (Spock) Nimoy. Un degno esempio di come si realizza un crossover, seppur molto atipico, partendo in primis da una solida sceneggiatura, e incastonando perfettamente tutti gli elementi. Terminiamo l'epopea Simpsoniana dei crossover citando anche Simpsorama, episodio che vede entrambe le creazioni di Matt Groening ( I Simpson e Futurama, appunto), fondersi in un susseguirsi di gag e avvenimenti insoliti.

Arrow e The Flash

Entrato di diritto tra le serie a sfondo supereroistico migliori di sempre, Arrow ha gradualmente conquistato favori di stampa e pubblico, con stagioni sempre all'altezza delle aspettative e ricche di colpi di scena, atmosfere incredibili e personaggi realizzati magistralmente. Dal 2014 tra l'altro, i creatori della serie hanno deciso di lanciare in parallelo alle disavventure di Oliver Queen la serie che vede protagonista l'altrettanto noto Barry Allen, alias The Flash. I due show, come è facile immaginare, fanno parte dello stesso universo, tanto da meritarsi un crossover tra le parti già ad inizio stagione che è risultato essere un vero successo, specialmente in termini qualitativi. Tra l'altro, The Flash rappresenta l'esordio più grande, in termini di audience, sull'emittente The CW, e siamo sicuri che questo sarà solo l'inizio del rapporto concatenato che i due super eroi avranno al fine di salvaguardare la giustizia. Chissà che a loro non si aggiunga, in futuro, qualche altro volto noto...

I Crossover Nelle Serie TV Questo piccolo exscursus su alcuni dei vari crossover avuti negli anni tende a far luce su un interessante fenomeno che, seppur con risultati altalenanti, favorisce a creare situazioni completamente uniche e a volte surreali, ponendo l’accento sulla solida fanbase in grado di apprezzare il prodotto e, perché no, anche su chi è spinto dalla curiosità di vedere come si compone un episodio così variatamente misto. L’unire più serie e più personaggi sotto un unico episodio dimostra come sia possibile, a volte, fare in modo che non esistano più barriere di genere o di universi.