I migliori Serial del 2015

Il 2015 è stata un'annata ricca di proposte seriali, anche grazie all'arrivo di Netflix in Italia e all'aumento dei progetti offerti dalle piattaforme in streaming, andiamo alla scoperta dei titoli più convincenti degli ultimi dodici mesi

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Il 2015 si è concluso da poco più di una settimana e sugli schermi americani è già tempo di nuove première televisive. I serial che ritorneranno, o debutteranno, nel mese di gennaio sono infatti molti e tra i tanti titoli si possono ricordare anche gli attesi The Shannara Chronicles, Billions e la seconda stagione di Galavant o Agent Carter.
L'ottima qualità dei progetti per il piccolo schermo ormai non è più una sorpresa ma è evidente che negli ultimi anni, a fronte di un aumento dell'offerta, c'è stato anche un interessante innalzamento della qualità. Tra tv via cavo, piattaforme di streaming e network tradizionali, il numero di serial da seguire sta inevitabilmente lievitando e l'entrata in scena di Netflix anche nel panorama italiano ha reso la fruizione degli show ancora più immediata e facile, per la gioia di chi apprezza la possibilità di trascorrere il proprio tempo libero dedicandosi al binge watching.
Per chi avesse ancora bisogno di qualche consiglio sui titoli da non perdere, ecco un breve riepilogo dei titoli migliori proposti nel 2015.

Bloodline

La serie creata da Todd e Glenn Kessler insieme a Daniel Zelman ha potuto contare sulle performance veramente convincenti di Ben Mendelsohn e Kyle Chandler per conquistare gli utenti di Netflix con la storia dei Rayburn, la cui vita tranquilla viene messa in crisi dal ritorno di Danny, da sempre il figlio ribelle problematico. In un continuo alternarsi di dimensioni temporali gli episodi rivelano i segreti oscuri del passato dei Rayburn e gli eventi drammatici del presente.
Il lavoro impeccabile compiuto dal punto di vista tecnico permette alla sceneggiatura complessa e ricca di spunti di venir sviluppata al meglio riuscendo a compiere un viaggio nell'interiorità di tutti i personaggi. Tra le serie drammatiche Bloodline è tra le migliori degli ultimi anni e non si può che attendere la seconda stagione con grande trepidazione.

Daredevil

Il primo dei progetti seriali nati dalla collaborazione tra Marvel e Netflix è riuscito a convincere i fan dei fumetti e anche chi non si è mai avvicinato alle avventure di Daredevil o aveva visto solo il film con protagonista Ben Affleck.
L'atmosfera dark, l'approccio senza troppi filtri alla storia del personaggio ideato da Stan Lee e Bill Everett, la rappresentazione affascinante della quotidianità di Hell's Kitchen e l'ottima performance di Vincent D'Onofrio nel ruolo di Wilson Fisk hanno reso il serial uno dei progetti più coinvolgenti da seguire con attenzione sulla piattaforma di streaming.

Doctor Who

La seconda stagione con Peter Capaldi nel ruolo del Dottore, pur avendo degli episodi al di sotto le aspettative, ha regalato momenti indimenticabili per i fan della serie britannica: dall'emozionante monologo contro la guerra in The Zygon Inversion all'addio di Clara (Jenna Coleman), passando poi per l'affascinante Heaven Sent che ha dimostrato tutta la bravura del protagonista fino al malinconico Hell Bent in cui il Signore del Tempo ha rischiato di infrangere tutte le regole che ha sempre rispettato. Le riflessioni sull'immortalità, sul senso del dovere, sull'amore inteso come un sentimento che va oltre il limitante significato romantico del termine e sull'accettare le conseguenze delle proprie scelte, anche quelle sbagliate, hanno alimentato una narrazione particolarmente ricca di spunti di riflessione e a tratti più matura rispetto al passato. Ideare un addio che rispettasse la natura di Clara, inoltre, fin dall'inizio un personaggio tra i più altruisti e sensibili ma al tempo stesso così profondamente umano con le sue debolezze e difetti, era un compito difficile, tuttavia Steven Moffat ha superato la prova con un pizzico di astuzia che gli ha permesso di gettare le basi, eventualmente, per nuove storie. Sarà interessante scoprire ora chi accompagnerà il Dottore nelle sue avventure e in che modo si evolverà la personalità del Dodicesimo Dottore.

Fargo

La seconda stagione di Fargo ha saputo superare la già altissima qualità degli episodi che hanno segnato l'esordio sul piccolo schermo del progetto ispirato al film dei fratelli Coen.
Il salto indietro nel tempo, al 1979, e dei personaggi ben delineati e interpretati ottimamente, la bellissima fotografia e la sceneggiatura curata in tutti i suoi dettagli hanno permesso al serial ideato da Noah Hawley di intrigare e colpire con il racconto di quanto accade alla normalissima coppia composta da Peggy e suo marito Ed, a cui si intrecciano gli eventi legati alla famiglia Solverson. In un cast di altissimo livello, è Kirsten Dunst a brillare con la sua Peggy un po' svampita e al tempo stesso incredibimente determinata, suscitando un mix di emozioni che spaziano dal divertimento all'incredulità, pur rimanendo sempre realistica e credibile.
La scia di morti e sangue della seconda stagione di Fargo è sostenuta da una narrazione compatta in cui ogni elemento si incastra alla perfezione negli ultimi episodi per completare un puzzle affascinante e le cui tinte dark non mettono in ombra l'originalità e l'esecuzione di livello cinematografico.

Mr. Robot

Il serial targato USA Network ha saputo raccogliere l'attenzione dei critici e del pubblico proponendo una storia ben legata alla società contemporanea e un protagonista veramente unico. Rami Malek ha saputo sostenere la prima stagione fin dall'inizio con il suo Elliot Alderson e gli sceneggiatori del thriller psicologico ambientato nel mondo degli hacker hanno giocato con finzione e realtà con grande intelligenza. Le difficoltà sociali del giovane Elliot e le attività del gruppo fsociety hanno gettato le basi per un crescendo di emozioni e continue soprese. L'atmosfera a sfumature nichiliste, la chiara ispirazione al movimento Occupy Wall Street, qualche richiamo a Fight Club e finalmente una performance di Christian Slater che rende giustizia al suo talento, hanno dato vita a una formula di incredibile successo.

Penny Dreadful

Pur offrendo una seconda stagione piuttosto altalenante, Penny Dreadful non ha deluso le aspettative e ha fatto compiere alla storia e ai personaggi dei passi in avanti non scontati e mai banali. Il fascino dell'ambientazione, l'atmosfera dark, l'inquietante Evelyn Poole interpretata da Helen McCrory e delle sue streghe, e la superlativa Patti LuPone sono gli elementi che hanno reso la lotta tra Vanessa Ives (Eva Green) e il Male così coinvolgente. Nonostante il poco spazio a sua disposizione, inoltre, Rory Kinnear ha saputo emozionare con la sua Creatura alla ricerca di amore e comprensione.
Il season finale fa presupporre un nuovo cambio di ambientazione e sarà sicuramente interessante scoprire quali altri segreti del passato dei protagonisti emergeranno nei nuovi episodi del progetto ideato da John Logan per Showtime.

Rectify

Uno dei serial che, nonostante la sua evidente qualità, non ha forse ancora ottenuto l'attenzione e la visibilità che merita è Rectify. La terza stagione, composta da soli sei episodi, ha fatto compiere alla narrazione importanti passi in avanti grazie ai tentativi di Daniel (Aden Young), Amantha (Abigail Spencer) e Tawney (Adelaide Clemens) di andare avanti con la propria vita e provare a lasciarsi alle spalle il proprio passato.
Il serial trasmesso da SundanceTV e creato da Ray McKinnon stupisce sempre per la sua capacità di esplorare l'animo umano e le ferite interiori con attenzione e realismo, oltre a offrire una delle fotografie più affascinanti nel panorama dei progetti per il piccolo schermo. L'interpretazione di Aden Young risulta inoltre più convincente stagione dopo stagione e non rimane che attendere per scoprire quello che accadrà al suo personaggio dopo le decisioni prese negli episodi trasmessi negli Stati Uniti nel 2015.

The Leftovers

Esaurito il materiale a cui attingere, Damon Lindelof e il suo team di autori hanno dovuto ideare una continuazione alla storia narrata nel suo romanzo da Tom Perrotta e il risultato è stato sorprendente ed emozionante.
Spostare gli eventi nella città di Jarden, in Texas, ha permesso di introdurre nuove personaggi e storie mantenendo ben fermo il legame con l'idea alla base del progetto: raccontare quello che accade dopo la scomparsa di una persona amata. La struttura scelta per la narrazione ha fatto emergere dettagli inediti su tutti i personaggi, valorizzando il lavoro dell'intero cast e soprattutto di Carrie Coon e Justin Theroux, senza nemmeno dimenticare le performance di Christopher Eccleston e Ann Dowd. L'originalità nella scrittura, l'esecuzione impeccabile e il coraggio di osare hanno permesso a The Leftovers, un po' come accaduto a Fargo, di migliorarsi nella seconda stagione, raggiungendo un ottimo livello.

Transparent

Arrivata sulla piattaforma di Amazon proprio negli ultimi giorni dell'anno, la seconda stagione di Transparent non ha deluso le aspettative. Il racconto di quanto accade in una normale, e proprio per questo estremamente complicata e piena di problemi, famiglia di Los Angeles dopo la scoperta che Mort (Jeffrey Tambor) ha deciso di diventare una donna è proseguito con grande sensibilità e la giusta dose di ironia e drammaticità, in un equilibrio praticamente perfetto. Il modo in cui si è affrontato il percorso che porta Maura a una nuova consapevolezza di se stessa e una maggior comprensione del suo passato, è stato ritratto con tutti i suoi problemi e dubbi, dando il giusto spazio anche alle reazioni dei figli, alle prese con una situazione difficile che li porta a dover affrontare la trasformazione di una figura chiave nelle loro vite.
Sarà decisamente affascinante scoprire quale direzione prenderà la vita della famiglia Pfeffermn nella terza stagione nel serial ideato da Jill Soloway.

UnREAL

Nell'estate 2015 la vera sorpresa seriale è arrivata inaspettatamente da Lifetime, un'emittente da cui forse non ci si aspetterebbe un prodotto di alta qualità e con un approccio tagliente alla realtà contemporanea. UnREAL ha invece offerto uno sguardo molto cinico, sarcastico e (probabilmente) piuttosto realistico del dietro le quinte di uno show stile The Bachelor.
L'intrecciarsi delle vite dei produttori e dei concorrenti di Everlasting, puntata dopo puntata, ha permesso di portare sullo schermo tante personalità diverse, mentre la manipolazione dei sentimenti e della realtà ideata da Quinn, Rachel e dagli altri realizzatori dello show ha mostrato fin dove si è disposti a spingersi pur di ottenere i propri obiettivi. Cinico, dissacrante, coinvolgente, e a tratti commovente, UnREAL ha fuso insieme intrattenimento e critica alla società, confezionando episodi sempre più intriganti grazie alle interpretazioni di Shiri Appleby e Constance Zimmer.