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Netflix per bambini: Le serie adatte ai più piccoli

Passiamo in rassegna i prodotti seriali della piattaforma di streaming che si rivolgono ad un pubblico più giovane.

speciale Netflix per bambini: Le serie adatte ai più piccoli
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Quando si parla delle produzioni originali di Netflix si tende a dare la priorità a determinati programmi di prestigio, destinati ad un pubblico adulto e capaci di dominare le conversazioni sulla serialità televisiva odierna: House of Cards, Orange Is the New Black, Daredevil, Narcos, The Crown, eccetera. C'è però tutto un settore per lo più inesplorato per quanto concerne l'attenzione mediatica, e riguarda la produzione calibrata per gli spettatori più piccoli. Un catalogo ricco quasi quanto quello più noto, e anch'esso in continua espansione. Ecco quindi una panoramica dell'offerta, l'ideale se avete dei pargoli in cerca di brevi distrazioni.

DreamWorks

Gran parte della produzione animata di Netflix è realizzata in collaborazione con DreamWorks Animation, uno dei colossi dell'industria (malgrado diversi insuccessi al cinema negli ultimi anni). Sfruttando la piattaforma di streaming, la casa di Shrek e Madagascar ha la possibilità di espandere i mondi dei suoi lungometraggi, cosa già fatta con metodi più tradizionali in passato. E tra le serie disponibili su Netflix c'è proprio la prosecuzione di DreamWorks Dragons, il serial che si colloca tra Dragon Trainer e Dragon Trainer 2 (per l'esattezza si tratta dell'arco narrativo intitolato Race to the Edge, dalla terza alla quinta stagione). Altri sequel includono The Mr. Peabody & Sherman Show e Turbo FAST, entrambi basati su film che difficilmente avranno diritto a continuazioni sul grande schermo. Lo stesso discorso vale per The Croods, il cui seguito cinematografico è stato recentemente cancellato: per vedere le "nuove" avventure della famiglia preistorica bisognerà accontentarsi del prequel seriale Dawn of the Croods. Da notare che le tre serie appena menzionate, pur traendo ispirazione da film animati digitalmente, sono realizzate con tecniche tradizionali (ed è così anche per Home: Adventures with Tip & Oh, l'aggiunta più recente al catalogo basato su materiale preesistente). Infine, non potevano mancare i due franchise immortali della DreamWorks, rappresentati da The Adventures of Puss in Boots e All Hail King Julien (il gatto, purtroppo, non è doppiato in originale da Antonio Banderas come lo era al cinema).

Al di là dei prodotti basati sui film dello studio, ci sono anche delle serie realizzate dalla DreamWorks a partire da materiale altrui. Quella che ha fatto maggiormente parlare di sé, soprattutto perché in Italia non è stata messa a disposizione in contemporanea con il resto del mondo, è Voltron: Legendary Defender, l'atteso revival del programma di culto andato in onda negli anni Ottanta. Un altro revival è VeggieTales in the House, prosecuzione di una serie abbastanza nota negli Stati Uniti ma semisconosciuta altrove, dove un gruppo di verdure parlanti si trova al centro di storie il cui scopo è impartire ai più piccoli lezioni di stampo religioso (la battuta di commiato al termine di ogni episodio è "Ricordatevi, ragazzi: Dio vi ha resi speciali, e vi ama moltissimo"). A fine mese arriverà Trollhunters, realizzato con la partecipazione attiva di Guillermo del Toro - da anni coinvolto come consulente in vari progetti DreamWorks - e destinato ad una certa notorietà in quanto ultimo lavoro del compianto Anton Yelchin, morto poco prima delle ultime sessioni di doppiaggio per la prima stagione.

A volte ritornano

Qualcuno si ricorderà forse del film Richie Rich, uscito nel 1994, con Macaulay Culkin nei panni del bambino più ricco del mondo. Ebbene, Richie è nuovamente tra noi, con un nuovo volto e, soprattutto, in un nuovo formato: anziché un lungometraggio di un'ora e mezza è stata realizzata una serie in due stagioni, per un totale di 21 episodi. Inoltre, pur non essendo propriamente classificato come prodotto "per tutti", segnaliamo l'arrivo, il 13 gennaio, di A Series of Unfortunate Events, adattamento dell'omonima serie letteraria che è già stata oggetto di una trasposizione cinematografica nel 2004. I brividi sono garantiti, ma conoscendo il regista Barry Sonnenfeld, al quale dobbiamo il film de La famiglia Addams, non dovrebbe esserci nulla di eccessivo (escludendo gli istrionismi voluti di Neil Patrick Harris, interprete del perfido Conte Olaf).

Impariamo insieme

Oltre a divertire, alcune delle offerte di Netflix vogliono anche avere uno scopo didattico, e a tal fine il gigante dello streaming ha trovato l'alleato ideale nella Jim Henson Company, che da decenni educa in modo divertente i bambini tramite Sesame Street. Ha esordito lo scorso luglio Word Party, una serie animata digitale dove quattro protagonisti animali interagiscono con il pubblico in un gioco reciproco dedito all'espansione del lessico dei più piccoli. Arriverà invece nel 2017 Julie's Greenroom, serie live-action dove dei pupazzi chiamati Greenies saranno gli assistenti di nientemeno che Julie Andrews, assente dagli schermi dal 2010.