Speciale Omaggio a Sergio Sollima

Il Roma Fiction Fest ha ricordato Sergio Sollima con un evento speciale che ha riunito, a distanza di molti anni, il cast della serie italiana cult Sandokan con protagonista Kabir Bedi

speciale Omaggio a Sergio Sollima
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Prima di Fantaghirò, La Piovra, Romanzo Criminale e Gomorra, la televisione italiana fu segnata indelebilmente da uno sceneggiato tratto da un'opera di uno scrittore ai più sconosciuto, Emilio Salgari. Sandokan, lo sceneggiato RAI ispirato al ciclo indo-malese dei romanzi dello scrittore e diretto da Sergio Sollima (padre di Stefano Sollima, i cui più recenti successi televisivi sono stati citati, appunto, non per caso), trasmesso per la prima volta in sei episodi (per un totale di circa 6 ore) dal 6 gennaio all'8 febbraio del 1976 (e in altre numerosissime repliche negli anni successivi), costituisce ancora oggi una vera e propria pietra miliare nella storia della televisione italiana, visti gli ingenti sforzi di produzione, la (fino ad allora mai vista) resa finale, il grande successo di pubblico (ben 27 milioni di spettatori) e la fama conquistata grazie al successo della serie dal suo attore principale, Kabir Bedi. Insieme a lui, al Roma Fiction Fest 2015, c'erano molti protagonisti di quella che è stata considerata la serie italiana di maggior successo di sempre (fu esportata con successo anche nel resto d'Europa e in America Latina), Carole André, ricordata dal pubblico italiano come la bellissima Lady Marianna, e Andrea Giordana, interprete di William Fitzgerald. Mancavano all'appello Philippe Leroy (l'interprete di Yanez), assente per via di un incidente, e, per ovvie ragioni, Adolfo Celi (che interpretava James Brooke). All'appello hanno risposto anche Guido e Maurizio de Angelis, autori della storica e indimenticabile sigla, i figli del regista, Stefano e Samanta, Enzo Caracciolo, assistente sul set, e Federico Scardamaglia, nipote di Enzo, il produttore della serie.
Una reunion organizzata per omaggiare un regista che ha rivoluzionato la televisione italiana, producendo e girando uno sceneggiato cult di una generazione con enormi sforzi e grande dedizione, come testimoniato dalle foto scattate sul set proiettate durante l'incontro e raccolte con dedizione e attenzione da Samanta Sollima.

Una serie che ha conquistato il pubblico

Il merito di Sandokan fu quello di essere una serie nel contempo colta e popolare che, secondo Sollima figlio, "riassume le caratteristiche, le specificità e gli ideali delle esperienze di Sergio Sollima: amore per l'avventura e impegno politico (era un uomo di sinistra che raccontava di un eroe antimperialista che combatte contro il colonialismo). La serie è stato un lavoro di ispirazione per registi e autori di televisione succeditisi nel tempo, è un esempio di quella tv che dovremmo fare, una tv di altissimo livello che non accetta compromessi nel voler parlare a un pubblico anche molto esteso".
"Sandokan fu una produzione estremamente coraggiosa", continua Federico Scardamaglia, "era sì una co-produzione, ma partiva dall'Italia, e per l'epoca era rivoluzionaria. Di impianti produttivi di questo livello se ne sono fatti, ma manca oggi il coraggio di provare a sorprendere di nuovo il pubblico".
La parola è poi passata ai tre attori protagonisti presenti. Carole André ricorda con grande affetto Sergio Sollima e sottolinea il ruolo rivoluzionario che la serie ebbe negli anni '70: "la RAI sapeva che sarebbe stata una serie importante, infatti aspettava il colore della post-produzione. Sandokan doveva essere la prima serie ad uscire a colori, ma ci furono dei ritardi e alla fine uscì in bianco e nero. [...] Sollima ha lanciato la mia carriera, ma non in Sandokan, bensì nel western Faccia a faccia, e ha scritto la serie pensando a me. Lo disse lui! Avevo 20 anni e viaggiare a quei tempi significava allontanarsi da qualsiasi posto civile, non c'erano telefoni, non c'era Internet e credo che anche la troupe fosse unita per questo, era un gruppo all'avanguardia. Per una ventenne fu una bellissima esperienza. E Kabir Bedi era affascinante, non andava di moda l'esotico, quindi conoscere lui, che ogni tanto si metteva a testa in giù a fare yoga, era una cosa molto affascinante!"
Andrea Giordana, invece, elogia Kabir Bedi e il suo personaggio: "io credo che uno dei grandi motivi del successo di Sandokan sia dovuto al suo protagonista, nel senso che Salgari raccontò un personaggio che era un po' come il Conte di Montecristo. Sono personaggi che hanno una vita difficile, subiscono vessazioni e cercano di fare giustizia. Il pubblico italiano, e il pubblico in generale, ama questi personaggi in cui è facile immedesimarsi. Grazie a Sergio ho provato e conosciuto mondi sconosciuti e il pubblico viaggiava con noi attraverso di essi. Il personaggio principale faceva da traino".

I ricordi di Kabir Bedi

Kabir Bedi, accolto con un grande applauso dal pubblico in sala, ha sottolineato il grande impatto generazionale che il suo personaggio ha avuto per il pubblico italiano dell'epoca. Nonostante i tanti anni ormai trascorsi, l'italiano dell'attore non è poi così arrugginito, anche se a volte preferisce farsi aiutare dall'inglese per esplicare i concetti a cui tiene di più: "Sandokan fu uno dei più grandi eventi della tv italiana, perché furono messi insieme da Sollima, Scardamaglia e Novarese tanti talenti per la creazione del cast. Fu realizzato un capolavoro che diede molta gioia a tanti italiani per diversi anni, rispetto ai lavori di tanti altri registi. Ha stabilito nuovi standard tecnici, quelle erano cose che non si erano mai viste nella televisione italiana. Salgari fu uno dei più grandi scrittori di fiction italiana, ed è morto senza un centesimo perché nel corso della sua vita il suo valore non è stato mai riconosciuto. È diventato popolare dopo la sua morte anche grazie a Sergio Sollima che ha creato un evento monumentale".
E giustifica così la sua devozione e la sua grande gratitudine verso Sollima: "Sarò grato in eterno a Sergio per avermi concesso di interpretare Sandokan, perché mi ha permesso di intraprendere una carriera importante negli Stati Uniti. Sono stato il primo attore di Bollywood a intraprendere la carriera ad Hollywood. Questo solo grazie a Sergio".

Una colonna sonora da record

Se c'è una cosa su cui i tre attori protagonisti concordano a proposito di Sollima, è il suo senso dello humor. Ricordano poi il suo orgoglio, l'entusiasmo per la serie e l'amore per i due figli, Stefano e Samanta, e la fiducia che era in grado di trasmettere. "Spesso ci sono registi con cui non sei d'accordo", ha detto la André, "mentre con lui c'era questa intesa profonda, mi chiamava "chicco", perché ero piccolina".
Ma il grande successo di Sandokan non è stato solo merito del cast e del suo regista. In molti ricordano ancora l'indimenticabile sigla, composta, come tutta la colonna sonora, da Guido e Maurizio De Angelis.
I due raccontano divertiti la proposta della traccia principale ai dirigenti della RAI: "Fummo chiamati da Sollima e Scardamaglia per la composizione della sigla di testa e di coda della serie con indicazioni precise. Arrivò il giorno della "prova" con i dirigenti RAI, che a quell'epoca erano molto tradizionalisti. Sergio e Scardamaglia si scambiavano occhiolini. La serie alla fine fu mandata in onda con quella sigla, e il giorno successivo fummo insultati con l'accusa che per colpa nostra la serie sarebbe stata un flop. Ma per noi quel "Sandokan!" è una chiamata dalla foresta per quelli che stanno ancora a cucinare! Volevamo mettere in musica un urlo ma non si poteva, così ci venne in mente il coro. E non c'era ancora la possibilità di fare post produzione, quindi bisognava suonare dal vivo: sitar, percussionisti mixati con orchestre di archi, era un lavoro molto elaborato. La serie è stata un grande successo internazionale perché il disco della colonna sonora ha venduto circa 6 milioni di copie, in Italia quasi un milione. Per 10.000 copie abbiamo mancato il disco d'oro! È stata un grande successo in Germania, Francia, Olanda e in America Latina. È stata una serie che ha girato il mondo."

Ma la vera chicca dell'evento è stata il video promozionale di 8 minuti del film di Kabir Bedi, Kabir Bedi's Sandokan, proiettato in anteprima mondiale proprio durante la reunion. "Ho creato una versione indiana di Sandokan, racconta l'attore, "e per la promozione in India ho realizzato questo filmato. È una testimonianza di quello che Sandokan ha significato per me e di tutto quello he mi ha dato nella mia vita dopo il successo della serie". Nel video, Bedi racconta l'importanza che la serie ha avuto per la sua carriera e cita i film hollywoodiani a cui ha partecipato, tra cui Ashanti di Richard Fleischer, con Omar Sharif e Michael Caine, e 007 - Octopussy di John Glen, il penultimo film di James Bond interpretato da Roger Moore in cui l'ex "Tigre della Malesia" interpretava Gobinda, il tirapiedi del villan Kamal Kahn, interpretato dal francese Louis Jourdan.

La serie verrà proiettata per intero oggi, grazie al contributo di Rai Teche, durante la terza giornata del Fiction Fest. Un momento amarcord da non perdere, se avete l'età giusta per ricordare.