Outcast, anticipazioni e curiosità dal SDCC 2016

La seconda apparizione del cast e degli autori della serie Outcast al San Diego Comic-Con ha regalato anticipazioni e curiosità sulla serie

speciale Outcast
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La nuova serie Outcast, che è in procinto di arrivare al termine del suo capitolo di esordio su Cinemax, ha fatto la sua seconda apparizione al Comic-Con International di San Diego, dove hanno partecipato il suo cast, la troupe e alcuni dei suoi creatori. Sul palco del panel, che portava il titolo di Outcast di Robert Kirkman: When In Rome, l'attore protagonista Patrick Fugit è stato affiancato dai colleghi Philip Glenister, Wrenn Schmidt, Brent Spiner e Reg E. Cathey, insieme con il produttore esecutivo e co-creatore Robert Kirkman, autore della serie a fumetti da cui lo show trae origine e della celebre The Walking Dead. In questo secondo appuntamento alla convention, il cast e il team creativo hanno esposto le loro impressioni sulla prima stagione, mantenendo per lo più sotto silenzio i piani in programma per il secondo capitolo e, infine, è stato presentato in anteprima il trailer del season finale.

Il successo della prima stagione

A farsi avanti con le prime parole al panel è stato proprio Kirkman, che si è detto soddisfatto e emozionato per aver potuto finalmente condividere questa serie esordiente con il mondo: "Finora la reazione è stata assolutamente fantastica" - ha affermato il fumettista - "Sembra che abbiamo girato il pilot per questo show un centinaio di anni fa. Per tutto questo tempo è stato quasi come mantenere un enorme segreto e ora, condividerlo con il mondo e vedere che al pubblico piace, mi ripaga di tutti i sacrifici". Anche Fugit ha sperimentato sulla sua pelle la reazione positiva del pubblico: "Sui social media sono particolarmente attivo su Instagram" - ha affermato l'attore - "le immagini che la gente pubblica sul mio profilo sono per la maggior parte in portoghese, e mi sembra che, per lo più, siano positive... hanno un sacco di punti esclamativi". La prima nota scherzosa è stata sollevata da Kirkman, che ha chiesto all'attore se avesse provato a mettere i commenti su Google Translate, e Fugit ha risposto dicendo: "Effettivamente no... ho avuto un po' di paura". Successivamente, Cathey ha spiegato quale, secondo lui, è il motivo del grande seguito che Outcast è riuscito a crearsi in così poco tempo: "Outcast è favoloso. Con questo intendo dire che l'horror e la fantascienza sono le nuove modalità di raccontare un mito moderno. Nella Grecia antica c'erano le gesta degli eroi leggendari, successivamente ci sono stati i romanzi e le favole. Oggi, abbiamo Robert Kirkman e l'horror di The Walking Dead".
Infine, anche grazie alle domande del pubblico, Kirkman ha esposto il processo di creazione della serie concentrandosi sul rapporto dello show con il materiale originale: "Prendiamo le storie dai fumetti e spesso ci rendiamo conto che c'è un numero enorme di buchi da riempire. Questo perché la narrazione molte volte non è abbastanza consistente da riempire 60 minuti di show. Cerchiamo di rimanere il più fedeli possibile all'architettura di base dei fumetti ma, nel contempo, lasciamo che la storia cresca e che alcuni personaggi intraprendano i propri percorsi. Questo sarà lo stesso metodo che seguiremo nella seconda stagione".

Personaggi e aneddoti

Il Comic-Con è stata anche l'occasione di discutere l'introduzione dei nuovi personaggi della serie nell'universo del piccolo schermo e la loro trasposizione dal fumetto. La prima ad approfondire le dinamiche dei personaggi è stata la Schmidt, che ha parlato del rapporto tra il suo ruolo, ovvero quello di Megan, e quello di Kyle: "Penso che con questi episodi, lo show sia riuscito non solo a stabilire un legane incredibilmente forte tra i due, ma credo che si possa vedere Megan come un personaggio in cui il pubblico si possa facilmente immedesimare". Dopo l'attrice, anche Glenister, che impersona il Reverendo Anderson, ha analizzato la sua relazione con il protagonista, confermando la complessità che lega i due: "Barnes è un individuo apparentemente normale che ha appena scoperto che gran parte della sua personalità ha a che fare con il soprannaturale. E' come se ci fosse una sorta di invidia che il reverendo prova nei suoi confronti, ma che presto si trasforma in un riluttante rispetto" - ha detto Glenister - "E' un grande personaggio, ricco di complessità intrinseca".
Spiner, infine, ha speso qualche parola per fornirci alcuni dettagli in più sul personaggio di Sidney e le sue motivazioni per gli atti che ha compiuto finora: "E' molto misterioso e pericoloso, ma in un certo senso ha anche qualcosa di stranamente attraente. All'esterno sembra una persona per bene e penso che, in realtà, Sidney lo sia. Sicuramente è un mistero e penso che il mistero presto verrà svelato. Col passare del tempo, tutti i livelli della sua personalità si delineeranno e capirete chi è Sidney".
Verso la fine dell'evento, gli attori e il cast hanno reso partecipe il pubblico dei piccoli aneddoti avvenuti durante le riprese. Un'esperienza che tutti hanno trovato traumatica, per esempio, è stato il fatto di mettersi alla guida: "La parte peggiore delle riprese in un paese del Sud è che si deve guidare e questo è qualcosa che non fanno tutti a New York. Mi ci sono voluti cinque minuti solo per trovare le luci!", ha scherzato Cathey. Inoltre, sembra che ci siano stati alcuni problemi tecnici con il look di Fugit. Ad un certo punto della produzione, infatti, si era stabilito di girare alcune sequenze di flashback e, quindi, è stato chiesto a Fugit di tagliarsi la barba. L'attore, però, ha fatto notare che il giorno dopo avrebbero dovuto filmare delle scene ambientate nel presente in cui sarebbe stata necessaria la barba. Kirkman, commentando l'aneddoto dell'attore ha scherzando: "Quello è stato il giorno in cui Patrick ha appreso la straordinaria capacità di farsi crescere la barba a comando".