Speciale Scrubs - Medici ai primi ferri

Tre tirocinanti, due medici, un'infermiera ed un inserviente per una serie strepitosa!

speciale Scrubs - Medici ai primi ferri
Articolo a cura di
Nicola Della Pergola Nicola Della Pergola da bambino ricevette in regalo una VHS di Indiana Jones e da allora non ha più abbandonato la passione per i film e per le serie tv. Decide però di dedicarsi anche ad altro e comincia quindi una discreta collezione di scacchiere. Legge, scrive e fa siti web. Si annoia raramente e mai quando è da solo [cit.]. Stalkeratelo su Facebook

L'inizio

“Sapete, oggi non è soltanto un altro giorno, oggi è il mio primo giorno. E quattro anni di studi, quattro di tirocinio e mucchi di rate da pagare mi hanno fatto capire una cosa: non so un cavolo.”
Inizia così la prima puntata di uno dei telefilm di maggior successo degli ultimi anni. Inizia così, con uno dei numerosi monologhi di John Dorian, la prima puntata di Scrubs.

Un termine strano per un successo strepitoso

Ma cosa significa il termine “scrubs”? Da questa che può apparire come una fuorviante e banale domanda, si può giungere a capire quale sia la vera natura della serie che ha visto la luce nel 2001, sul canale statunitense NBC. Con Scrub si indica in genere il camice medico o il particolare lavaggio con sapone esfoliante eseguito dai chirurghi prima di un'operazione. Tuttavia il termine sta ad indicare anche i novellini di un ospedale, gli specializzandi, i medici ai primi ferri per l'appunto. E la sitcom Scrubs è proprio questo quindi: un superare le apparenze, un andare oltre, un giocare con le parole, con i gesti e con i personaggi, senza limitarsi però al mero ruolo di commedia leggera.
Parlare di Scrubs non è semplice. Si tratta senza ombra di dubbio di una delle commedy di maggior successo mai trasmesse e le sue otto stagioni (si dice che una nona sia in programma, anche se si dovrebbe trattare più probabilmente di uno spin off) e le numerose candidature agli Emmy e ai Golden Globe, ne confermano il buon riscontro di pubblico e di critica ottenuto. Il che è tanto più vero se si calcola che le televisioni statunitensi sono letteralmente invase da serie frizzanti e divertenti e che riuscire a rimanere competitivi per otto anni è un'impresa riuscita a poche serie tv (vogliamo scomodare Friends e le sue dieci stagioni, o Will & Grace con le sue otto, come termini di paragone?). Il motivo di un così sorprendente successo è da ricercare nel perfetto mix che gli autori hanno saputo miscelare fra sketch esilaranti, battute memorabili e riflessioni profonde. La particolarità di Scrubs infatti, è quella di riuscire a trattare argomenti spinosi e spesso controversi, come la morte, l'eutanasia o l'aborto, senza tradire il proprio spirito comico, creando un prodotto unico nel suo genere, capace di avere una trama concatenata (raramente si troveranno episodi autoconclusivi) e coinvolgente pur non trattandosi di un drama. Grande merito va riconosciuto agli attori della serie, tutti estremamente bravi e perfettamente calati nella propria parte, ed al peso che, puntata dopo puntata, assumeranno i diversi personaggi minori, facendo sì che il gruppo di Scrubs diventi una vera e propria famiglia allargata e non si limiti a seguire da vicino le dis-avventure dei soli tre protagonisti principali. Esempio lampante di questo processo d'espansione è il ruolo ricoperto dal Dottor Cox (John Christopher McGinley), inizialmente tutor dei ragazzi ma ben presto nucleo centrale dell'intera sitcom e personaggio dall'enorme successo fra i fans della serie.

Un mix perfetto

Scrubs tratta essenzialmente della vita di tre giovani specializzandi in medicina: John Dorian, JD per gli amici (un bravissimo Zach Braff, candidato ai Golden Globe come miglior attore in una serie Tv sia nel 2005 che nel 2006), ragazzo alle prese con le proprie insicurezze ed i propri timori, spesso sopraffatto dagli eventi che lo circondano e perenne uomo giusto al momento sbagliato o uomo sbagliato al momento giusto; la bella ma nevrotica Elliot Read (Sarah Chalke) che tenterà disperatamente di essere la prima della classe, sia nell'ospedale che nella vita di tutti i giorni e che finirà però con il rendersi l'esistenza più difficile di quanto già non fosse; Chris Turk (Donald Faison), il miglior amico di JD, apprendista chirurgo di colore, decisamente pieno di sé e molto determinato che si scoprirà però un agnellino con la sua dolce metà. Il filo narratore inizia quindi con l'arrivo dei tre nelle grosse ad affollate sale dell'ospedale Sacro Cuore e seguendo i pensieri e le riflessioni di JD - narratore e voce fuori campo - ne seguirà i problemi, le vicende ed i progressi per diventare medici. Veri e propri “tormentoni” della serie sono i sogni ad occhi aperti del protagonista, che vive così situazioni ai confini dell'assurdo (uno dei suoi sogni ricorrenti è quello di poter separare corpo e testa in modo da svolgere diverse mansioni contemporaneamente), le sue lotte insensate con l'Inserviente (Neil Flynn) che ha giurato di vendicarsi di lui dopo aver trovato, nella prima puntata, una monetina incastrata in una porta automatica dell'ospedale, e l'infinita serie di soprannomi, spesso femminili, che il Dottor Cox si diverte ad usare per chiamare i suoi specializzandi (ne sono stati contati più di 180 per il solo JD, anche se quello usato più frequentemente rimane pur sempre “pivello”). Ma, come detto, all’aspetto comico del telefilm si accosta puntualmente quello più serio: alla fine di ogni episodio uno dei protagonisti trae delle conclusioni sugli avvenimenti della giornata, maturando così serie dopo serie. Davvero interessante il confronto fra il JD della prima stagione, spaventato da tutto e tutti, incapace di difendere le proprie idee, insicuro di sé al punto da rinchiudersi in uno sgabuzzino alla chiamata sul cercapersone e inetto tanto da non saper mettere una flebo, e quello che apparirà nell'ottava ed ultima stagione, con una folta barba quasi a sottolinearne la trasformazione da ragazzo ad uomo, competitivo, competente e talvolta anche arrogante con i suoi nuovi specializzandi.
L'intera serie si svolgerà essenzialmente in tre soli ambienti: l'ospedale Sacro Cuore (che si tratta in realtà di un vero ospedale anche se in disuso); l'appartamento di Turk e JD, caratterizzato dalla presenza di Roudy, un cane impagliato a cui entrambi sono particolarmente affezionati e che invece impressionerà le ragazze che arriveranno nella casa; ed infine il bar in cui i tre si trovano a bere, spesso accompagnati da altri personaggi e in cui JD ordina immancabilmente un appletini, cocktail notoriamente “femminile”, scatenando miriadi di battute sulla sua presunta omosessualità. A questi con il trascorrere del tempo e l'evolversi delle diverse situazioni, si aggiungeranno altre location che però non raggiungeranno mai l'importanza affettiva di quelle appena descritte.

Curiosità

Fra i nomignoli usati dal Dottor Cox per chiamare JD, ve ne sono alcuni che richiamano attrici, cantanti o personaggi di serie tv o di libri quali Beyoncé, Britney, Scooby Doo, Gwyneth, Jessica Fletcher, Riccioli d'oro, Campanellino, Shakira, Sorelline Hilton, Rin Tin Tin, SpiderGirl e Dumbo.
Non mancano poi soprannomi più generici: Ragazza, Ragazzina, Ragazzina con le trecce, Ragazzina con le trecce che va sul triciclo, Ragazzina nel corpo di una donna, Pornostar, Principessa, Recordman dell'astinenza sessuale, Piccolo Arcobaleno, Ingombro Umano, Cucciolo non svezzato di Labrador, Femminuccia e Femminuccia emotiva.

Musica, Vita e Morte

Così come tre sono i protagonisti e gli ambienti principali, tre sono anche gli argomenti che non mancheranno mai nelle puntate della sitcom: musica, amore e morte (questi ultimi presi come simboli rappresentativi della vita intera).
La musica sembra far parte del DNA di tutti i personaggi della serie e non saranno poche le puntate in cui la colonna sonora ricoprirà un ruolo di primissimo piano nelle vicende ospedaliere o nelle vite dei personaggi (basti pensare allo stressato e sottomesso avvocato del Sacro Cuore - Sam Lloyd - che trova una propria dignità solo come capo gruppo di una band che canta a cappella).
L'amore vedrà un intreccio continuo di storie fra JD ed Elliot (tanto che più di una volta i due saranno paragonati alla coppia Ross - Rachel di Friends), fra il Dottor Cox e la sua cinica ex moglie Jordan (Christa Miller) e fra decine di altri personaggi che faranno la loro apparizione nelle vite dei nostri eroi ad intervalli più o meno regolari. Come contraltare di questa caotica situazione emotiva, troveremo il saldo e felice (anche se talvolta tormentato) rapporto tra Turk e la caliente infermiera Carla (Judy Reyes), che spesso e volentieri si divertiranno a spiare e giudicare i vari flirt dei loro compagni.
La morte invece aleggerà sempre come un'ombra sopra le azioni dei giovani medici che ben presto si renderanno conto che ad ogni azione corrisponde una reazione e che purtroppo nella vita non sempre si può vincere, ma che quello che conta è sapere di aver messo il massimo impegno in quello che si sta facendo e saper affrontare con lealtà e dignità le conseguenze del proprio operato.
Non mancheranno poi puntate dove si affronteranno temi come la morte di un genitore, il conflitto fra interesse personale e codice morale, l'amicizia, le difficoltà nell'avere un figlio, la depressione, la religione e altri mille ancora.

Scrubs - Medici ai primi ferri Una colonna sonora di primissima scelta (U2, R.E.M. e Coldpaly su tutti, ma anche Beatles, Pearl Jam, gli ABBA e altri mostri sacri della musica internazionale), una sigla diventata di enorme successo e che recita “i'm not superman” che è uno dei pensieri più ricorrenti di tutti i personaggi della serie, guest star del calibro di Collin Farrel, Micheal J. Fox, Brendan Fraser, Courtney Cox e Billy Dee Williams (davvero divertente vedere Turk abbracciarlo e chiamarlo per l'intera puntata Lando, come il celebre personaggio da lui interpretato nel 1980 in Star Wars - L'impero colpisce ancora), una perfetta scelta registica delle inquadrature (la diciassettesima puntata della quarta stagione, “La mia vita come una sit com”, è stata addirittura girata quasi esclusivamente con camera singola, meritandosi la nomination agli Emmy Awards nella categoria per il miglior montaggio) e dei tempi, Scrubs racchiude in sé l'essenza stessa di una sitcom di successo: attraverso il racconto di piccole vite parla della Vita in generale. E senza dubbio fa venir voglia di indossare, almeno per un giorno, il camice medico. Perché? Be', come dice il Dottor Cox: “Sono diventato medico per gli stessi quattro motivi di tutti: donne, soldi, potere e donne”.