Supergirl: perché abbiamo bisogno di un'eroina al femminile

Il primo tv comic di nuova generazione dedicato a un'eroina al femminile è su Infinity: per l'occasione, riflettiamo sulla sua importanza.

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Dopo tanti superuomini finalmente sembra che l'universo dei cinecomic e tvcomic abbia deciso di puntare anche sull'altra (super) metà del cielo. Mentre sul grande schermo a giugno prossimo arriverà il primo blockbuster stand-alone tutto dedicato a Wonder Woman, sul piccolo schermo da tempo è atterrata Supergirl. La serie tv dedicata alla fumettistica cugina di Superman ha esordito nell'ottobre del 2015 sul network americano CBS per poi approdare, con la seconda stagione, su The Cw e diventare a tutti gli effetti parte integrante dell'universo televisivo DC/Warner Bros. già forte di show come Arrow, The Flash e il corale e più recente Legends of Tomorrow. Da oggi la trovate in streaming su Infinity, ed ecco perché secondo noi andrebbe recuperata.

La storia della "superragazza"


Il personaggio di Supergirl, al secolo Kara Zor-El, nasce nel 1958 dalla fantasia di Otto Binder, papà editoriale anche di altre controparti femminili di noti supereroi quali di Capitan Marvel (Mary Marvel) e di Capitan America (Miss America). Come tutti i personaggi dei fumetti anche Supergirl ha diverse versioni editoriali ma la più conosciuta è quella che la vede "inviata" sulla terra dalla sua famiglia (proprio come il suo super-cugino) per scongiurarne la morte che avrebbe colpito anche lei a causa dell'esplosione del pianeta Krypton. Prima che l'ex star di Glee, Melissa Benoist, diventasse il nuovo volto della superoina, nel 1985 - in un film spinoff della saga dedicata all'Uomo d'Acciaio con protagonista l'indimenticata Christopher Reeve - Helen Slater interpretò, con scarso successo, Supergirl. Nella settima stagione di Smallville, la serie tv che raccontava le origini di Clark Kent, Kara è stata interpretata da Laura Vandervoort.

La Supergirl di Greg Berlanti

Dietro al successo della nuova serie tv dedicata a Supergirl si cela Greg Berlanti, autore televisivo che ha creato il teen drama per eccellenza Dowson's Creek ed è la mente che sta dietro a ogni serie tv appartenente al così detto Arrowerse (Arrow e The Flash e Legends of Tomorrow). Più simile per toni (affatto dark) e freschezza al mood di The Flash, la prima stagione di Supergirl dopo i primi due episodi, atti a presentare personaggi e comprimari, entra nel vivo e gioca con arguzia sulla doppia vita di Kara che conosciamo nel momento esatto in cui decide di mettere i suoi poteri al servizio di National City. Oltre alla Benoist, che risulta fin dal pilota perfetta nel ruolo di Supergirl, la serie è forte di tanti comprimari che ruotano attorno alla vista della protagonista a partire da Chyler Leigh, nel ruolo della sorella di Kara nonché agente del DEO (Department of Extranormal Operations) con cui la protagonista collaborerà fino ad arrivare a Cat Grant (Calista Flockhart), la datrice di lavoro di Kara il cui personaggio è visibilmente scritto prendendo spunto dalla straordinaria Miranda Priestly di Il Diavolo Veste Prada. In questo gineceo di donne (tutte decisamente super, anche se non tutte forti di superpoteri) spiccano anche gli "angeli custodi" di Kara, ovvero Jimmy Olsen (Mehcad Brooks) lo storico fotografo ufficiale di Superman e Win Schott (Jeremy Jordan) miglior amico di Supergirl e figlio del noto criminale conosciuto come Il Giocattolaio.

I nemici

Il successo della serie Supergirl non è fatta solo dalla protagonista e dai suoi amici ma anche, e soprattutto, dai nemici potenti, difficili da sconfiggere, e di certo non edulcorati nella loro caratterizzazione per il solo fatto che sono villain in una storia dove l'eroe è donna. Ed ecco che solo nella prima stagione Supergirl sarà costretta a vedersela con la sua potentissima zia Astra e il marito Non e, tra gli altri, con le due supercriminali Livewire e Silver Banshee e addirittura con un antagonista molto simile a Lex Luthor, Maxwell Lord. Nemici all'altezza dei suoi poteri, all'altezza della sua forza e complessi da mettere al tappeto anche per The Flash. Tra serio e faceto, tra terra e spazio, Greg Berlanti è riuscito a riportare in auge un personaggio che non è altro che la degna erede di quella Wonder Woman interpretata da Lynda Carter - icona post femminista per eccellenza - che, nel lontano 1975, ebbe un televisivo, strepitoso successo.