Taboo: cinque buone ragioni per vedere la serie con Tom Hardy su Sky Atlantic

Debutta stasera su Sky Atlantic la serie ideata e interpretata da Tom Hardy, fresca di rinnovo per un'altra stagione. Ecco perché merita di essere vista.

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A poche settimane dall'annunciato rinnovo (è stata infatti ordinata una seconda stagione), Taboo approda finalmente in Italia sui canali di Sky Atlantic dove, da stasera fino al 9 maggio, verranno trasmessi gli otto episodi della serie ideata e interpretata da Tom Hardy in collaborazione con Steven Knight - che l'aveva già diretto in Locke e Peaky Blinders - e il padre dell'attore, Edward "Chips" Hardy. Forte del successo di pubblico ottenuto sia in Inghilterra, sulle reti di BBC one, che in America, con l'ottimo esordio su FX (la season première è stata la puntata più vista per il canale via cavo in differita nella fascia demografica 18-49), il dramma storico ambientato nella Londra del 1800 e costruito intorno al misterioso passato di James Keziah Delaney (una sorta di figliol prodigo che torna a casa dopo un lungo periodo trascorso nell'Africa selvaggia) rappresenta senza dubbio uno dei prodotti più interessanti del 2017 e merita di essere visto per almeno cinque buone ragioni. Ecco quali.

Tom Hardy e il lavoro sul personaggio

Che Tom Hard sia una creatura scenica fenomenale, è cosa ormai nota. La fisicità pronunciata unita alla preparazione drammatica che gli viene dagli studi accademici, l'hanno reso uno tra gli interpreti di maggior rilievo nel panorama del cinema contemporaneo. Hardy passa da pellicole autoriali a grandi blockbuster con la stessa efficacia, espressione di quell'inquietudine mista a violenza che in Taboo, grazie alle sfumature animali e grottesche di Delaney, trova la sua perfetta consacrazione. Esiste perfino un video sul web che raccoglie in una manciata di minuti tutti i suoni gutturali e i grugniti dell'attore proposti nella serie, parentesi divertita e divertente che non deve sminuire, e non ci riesce affatto, la bellezza e la potenza di una performance esemplare, al limite del divismo. Tom Hardy è seduto nell'Olimpo dei fenomeni, ma questo lo sapevamo già da tempo.

L'eleganza della scrittura di Steven Knight

Se il nome di Steven Knight non vi dice nulla, possiamo provare e stuzzicare la vostra attenzione elencando una serie di titoli che vantano la sua firma: Piccoli affari sporchi, La promessa dell'assassino, Locke (miracoloso capolavoro con Tom Hardy, un dramma chiuso nell'abitacolo di un'automobile) e il più recente Allied - Un'ombra nascosta. Questo signore britannico nato nel 1959 è un mestierante di rara intelligenza che negli anni si è cimentato anche nella regia, con alcuni clamorosi successi (vedi Locke) e grazie al legame sentimentale e professionale con Tom Hardy, ha raggiunto una certa popolarità. Taboo, che mescola tematiche classiche ad un racconto quasi mistico, ribadisce la sua scrittura elegante (non priva di difetti) e la sua capacità di tenere alta l'attenzione del pubblico con una trama densa e ricca di citazioni letterarie.

L'ambientazione, la messa in scena e l'eco di Conrad

Produzione dal budget importante, Taboo ripercorre le strade di una Londra cupa a cavallo tra le ondate di colonialismo e le lotte politiche. Da lontano, la serie osserva la letteratura di genere strizzando l'occhio a Cuore di Tenebra di Conrad, ma anche alle immagini cinematografiche di Mission, il film di Roland Joffé uscito nel 1986; di fatto a quell'universo narrativo Knight e Hardy guardano con ispirazione e la messa in scena con questi colori plumbei e i fumi delle ciminiere della città, consegna uno spettacolo visivo suggestivo meritevole di attenzione. Senza contare le tematiche affrontate, dallo scontro tra civiltà e natura, tra reale e soprannaturale, tra politica e religione.

L'inafferrabile elemento di mistero

Far incontrare la grezza realtà della Londra ottocentesca e un mondo esoterico di spiriti e pratiche sciamane, poteva rivelarsi un azzardo e un rischio, eppure con il procedere degli episodi, questo risulta davvero l'elemento più attraente di Taboo. Il personaggio interpretato da Tom Hardy è uno stregone manipolatore che cova segreti di un passato indecifrabile, pertanto anche l'incedere delle sue azioni (e dunque della narrazione) è assai fumosa, inafferrabile.

Alcuni hanno visto in ciò il peggior limite della serie, altri trovano nel tormento di Delaney, e in quello che procura ai suoi acerrimi nemici, il vero punto di forza dello show.

La tv che non ha nulla da invidiare al grande cinema

Abbiamo già menzionato la curata messa in scena e la scrittura puntuale di Taboo, ma lasciateci spendere qualche complimento in favore della "confezione": dalla fotografia alla scenografia, dalla musica ai costumi, la ricostruzione storica è pressoché perfetta. Una delizia per gli occhi e un regalo all'estetica formale. Taboo sembra un grande film in scala ridotta, spalmato in una durata più sostanziosa, che non ha proprio nulla da invidiare alle produzioni cinematografiche (e ai colleghi seriali come Game of Thrones e Vikings).