Speciale The Borgias - Stagione 3

La terza stagione della serie creata da Neil Jordan prosegue la storia della famosa famiglia italiana

speciale The Borgias - Stagione 3
Articolo a cura di

Intrighi, passioni, delitti: la storia della famiglia Borgia, una tra le dinastie più famigerate dell’Europa rinascimentale, offre un materiale narrativo a dir poco perfetto per una sapiente miscela fra ricostruzione d’epoca, eredità iconografica e contributo della finzione artistica.
Dovevano esserne ben consapevoli i dirigenti della rete televisiva Showtime, che dopo aver co-prodotto con la BBC, fra il 2007 e il 2010, la serie The Tudors, a partire dall’aprile 2011 hanno proposto ai propri spettatori un altro racconto a sfondo storico incentrato su fatti e misfatti di una delle più potenti famiglie del quindicesimo e sedicesimo secolo.
Andato in onda per tre stagioni, con un totale di 29 episodi, I Borgia ricalca pertanto l’impostazione di The Tudors, superando il confronto con il serial con Jonathan Rhys Meyers in quanto a ritmo, solidità della costruzione narrativa e definizione dei personaggi, anche grazie a un buon cast guidato dall'esperienza e dal talento di Jeremy Irons.

CRIMINI E MISFATTI: LA STORIA SECONDO NEIL JORDAN

Alle origini del progetto de I Borgia vi è uno dei nomi di punta del cinema britannico degli ultimi trent’anni: Neil Jordan, l’acclamato regista e sceneggiatore di film quali Mona Lisa, La moglie del soldato (imprescindibile capolavoro del 1992 che valse a Jordan il premio Oscar per la miglior sceneggiatura), Intervista col vampiro, Michael Collins (Leone d’Oro al Festival di Venezia 1996), The Butcher Boy (Orso d’Argento al Festival di Berlino 1998) e Breakfast on Pluto. Ed è proprio l’abile penna di Jordan a tessere la trama di questo feuilleton di alta classe e di pregevolissima fattura, che rielabora temi e suggestioni della Spanish Tragedy, inclusa la sovrabbondanza parossistica di complotti ed efferatezze, per costruire una narrazione di grande impatto in cui la politica dell’Italia a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento è declinata secondo le regole della suspense, fra guerre, omicidi e avvelenamenti, mentre l’attrazione amorosa si tramuta in un impulso feroce e (auto)distruttivo (senza però scivolare nell’erotismo gratuito e a buon mercato di The Tudors). A dominare la scena, con l’istrionismo ben temperato di un veterano abituato a riscuotere consensi sia al cinema che in palcoscenico, è un gustoso Jeremy Irons, indimenticabile protagonista di pellicole come La donna del tenente francese, Mission e Il mistero von Bulow (per il quale nel 1990 ottenne l’Oscar come miglior attore), nonché di due cult assoluti della filmografia di David Cronenberg, Inseparabili e M. Butterfly.

LA FAMIGLIA BORGIA: JEREMY IRONS E I SUOI COMPRIMARI

Al pluripremiato attore inglese è affidato ovviamente il ruolo principale della serie: quello di Rodrigo Borgia, alto prelato spagnolo che nel 1492 fu eletto al Soglio Pontificio con il nome di Alessandro VI. Una figura machiavellica e di straordinario carisma, in grado di coniugare una condotta fieramente dissoluta con l’astuzia di un politico navigato, dotato di una lucidissima consapevolezza della precarietà degli equilibri di potere nella penisola italiana, nonché degli innumerevoli pericoli che incombono perfino sul trono di San Pietro. Oltre a dividere i propri favori fra la matriarca dei Borgia, Vanozza Cattaneo (Joanne Whalley), e la sua nuova amante Giulia Farnese (Lotte Verbeek), Rodrigo deve occuparsi anche di gestire i suoi figli, mentre si difende dagli attacchi più o meno scoperti del suo più acerrimo avversario, il Cardinale Giuliano della Rovere (Colm Feore). E non a caso i figli di Rodrigo si rivelano gli indiscussi co-protagonisti della serie di Neil Jordan. Cesare (François Arnaud), giovane ecclesiastico dall’incrollabile determinazione, è il braccio destro di Papa Alessandro, nonché il più ardente difensore del nome dei Borgia, pronto a sfoderare la spada ogni qual volta l’onore o la sicurezza della famiglia siano messi a repentaglio. Juan (David Oakes), Gonfaloniere dell’esercito papale, è invece un ragazzo arrogante e spregiudicato, ai cui impeti di violenza corrisponde in realtà un’intima vigliaccheria, e che in più occasioni si ritrova a scontrarsi apertamente con il fratello Cesare. Lucrezia (Holliday Grainger), infine, viene presentata come una fanciulla vittima degli eventi e con un’ingenuità destinata ad essere spazzata via nel corso delle prime due stagioni (benché il suo personaggio rimanga ben lontano dalla figura della diabolica avvelenatrice impressa nell’immaginario collettivo).

IL VOLTO DELLA MORTE: LA TERZA STAGIONE

The Face of Death, primo episodio della stagione conclusiva della serie di Neil Jordan, si ricollega al clamoroso cliffhanger sul quale si era chiusa la stagione precedente: la vita di Papa Alessandro VI è appesa a un filo dopo che il Pontefice è stato avvelenato da uno dei suoi servitori, su ordine della subdola Caterina Sforza (Gina McKee), Contessa di Imola e Forlì e nemica giurata della dinastia dei Borgia (benché nella seconda stagione avesse intrattenuto una focosa relazione con l’aitante Cesare). Mentre i parenti di Rodrigo si stringono attorno al suo capezzale, i Cardinali aspettano come avvoltoi la morte del Papa e intanto iniziano a soppesare le future manovre nell’ipotesi di un nuovo scenario politico all’interno del Vaticano. A prendere in mano le redini della situazione è ancora una volta Cesare, che dopo aver assassinato suo fratello Juan è rimasto ora l’unico baluardo in grado di proteggere suo padre e l’intera famiglia dalle insidie interne ed esterne; il “Valentino” troverà un inaspettato alleato nel Cardinale Ascanio Sforza (Peter Sullivan), imparentato con Caterina. Anche The Face of Death recupera dunque la tensione e il suggestivo intreccio a base di intrighi e colpi di scena che hanno caratterizzato I Borgia fin dal suo esordio sul piccolo schermo: una formula basata su convenzioni e stilemi ben precisi, ma rielaborati con indubbia efficacia e con una vivacità non priva di parentesi macabre e di pennellate granguignolesche, con il sangue che scorre a fiumi. Ma del resto, da una serie ispirata alle vicende della dinastia più terribile di tutto il Rinascimento, non potevamo aspettarci che questo...