The Passion torna su Sky Atlantic

Sky Atlantic propone, in vista del periodo pasquale, la miniserie anglo-americana del 2008 sugli ultimi giorni della vita di Gesù.

speciale The Passion torna su Sky Atlantic
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Negli ultimi anni gli argomenti biblici sono tornati di moda sul piccolo schermo: nel 2013 History Channel ha trasmesso The Bible, adattamento ambizioso in dieci episodi di tutti gli eventi maggiori dalla Genesi fino all'Apocalisse, seguito nel 2015 da A.D. The Bible Continues, in onda su NBC e incentrato sulla Passione di Cristo e sugli Atti degli Apostoli. Un'ottima occasione per Sky Atlantic a livello di programmazione pasquale, con la riesumazione di un progetto realizzato in tandem da HBO Films e BBC nel 2008: The Passion, trasposizione in quattro parti scritta dal compianto Frank Deasy e diretta dall'australiano Michael Offer, veterano del piccolo schermo che più recentemente ha lavorato a Homeland e Arrow. Un progetto ambizioso con un cast di prim'ordine: James Nesbitt (Ponzio Pilato), Ben Daniels (Caifa), Penelope Wilton (Maria), David Oyelowo (Giuseppe di Arimatea), Stephen Graham (Barabba) e, nei panni di Gesù, Joseph Mawle (Benjen Stark in Game of Thrones).

Eleganza classica

Arrivata sugli schermi televisivi inglesi quattro anni dopo l'uscita nelle sale de La Passione di Cristo di Mel Gibson, la miniserie tratta gli stessi argomenti in modo più approfondito e con un approccio meno viscerale, più vicino al lavoro di Pier Paolo Pasolini per il suo saper combinare l'umano e lo spirituale (quest'ultimo l'elemento fondamentale che, a detta dei produttori, mancava nel film di Gibson).

L'ambizione epica è visibile dal principio, sebbene questa sia anche in parte smorzata da una certa tendenza estetizzante che può colpire i progetti più prestigiosi della BBC qualora non siano gestiti da una visione particolarmente forte. L'eleganza funge appunto da contraltare alle rappresentazioni più brutali concesse al cinema, ma dà anche all'operazione un tono abbastanza scolastico, compatibile con una visione nel contesto giusto - una messa in onda durante le vacanze di Pasqua - ma non abbastanza forte da giustificarne la rivisitazione in altre circostanze (un difetto presente anche in The Bible). Per chi si interessa alla tematica è comunque una ricostruzione non priva di valore dell'antefatto della crocifissione (nei primi due episodi, più riusciti) e delle sue conseguenze (negli ultimi due), affidata ad interpreti capaci di infondere qualcosa di nuovo a personaggi non propriamente soggetti a caratterizzazioni troppo divergenti dalla fonte. Mawle, in particolare, ha il giusto carisma misto a vulnerabilità nel ruolo di Gesù, il che rende spontaneo chiedersi perché non gli vengano offerte più spesso parti da protagonista.