Speciale The Returned - Un remake fotocopia

Il caso del remake americano di Les Revenants: quando basare una serie su una già esistente vuol dire copiarla completamente, fallendo nel tentativo di portare qualcosa di nuovo sullo schermo.

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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

In principio era il 2004, ed il film era Quelli che ritornano: a voler esplorare la genesi di Les Revenants bisognerebbe infatti partire proprio dal lungometraggio di Robin Campillo, da cui Fabrice Gobert ha creato una serie televisiva che a partire da novembre 2012 ha conquistato, grazie a Canal+, tutta la Francia. Una prima stagione composta da otto episodi, tutti ambientati all’interno di una cittadina francese in cui improvvisamente, senza alcun preavviso o motivazione alcuna, delle persone prive di legame tra loro tornano dal mondo dei morti. Una studentessa tragicamente scomparsa assieme a tutta la sua classe in un tragico incidente stradale. Un giovane promesso sposo, morto investito da un'automobile proprio il giorno del suo matrimonio. Storie qualunque, che si intrecciano con le vite di quella piccola comunità che ha tentato di ricostruirsi senza di loro, superando un lutto e rielaborando esistenze che vengono invece di nuovo destabilizzate. Un bandolo della matassa difficile da identificare e che pure viene sussurrato ad ogni episodio, guidandoci verso una risoluzione tutt’altro che scontata che fa di Les Revenants una delle poche serie europee a non avere nulla da invidiare a quelle americane... anzi.

Quando a fallire una serie TV sono gli americani

Facciamo un salto avanti fino a marzo 2015, quando Carlton Cuse decide di mandare in onda, grazie a degli accordi con il canale A&E, un remake del serial originale - che ricordiamo, è ancora in corso ed avrà una sua seconda stagione in autunno - chiamato The Returned. Purtroppo non è solo il titolo ad essere identico alla serie madre (che a livello internazionale è conosciuta appunto con lo stesso nome, The Returned). Chi ha seguito e amato Les Revenants si ritroverà infatti leggermente confuso nel trovarsi davanti alle prime puntate di quella americana perché, lingua a parte, i cambiamenti sono pressoché inesistenti. Man mano che i minuti avanzano, ci si rende sempre più conto di aver di fronte un nuovo caso Gracepoint/Broadchurch con l’unica differenza che in quel caso, la decenza di cambiare titolo c’era stata - decenza che a Cuse è mancata, così come è mancata l’originalità di proporre una propria versione di un lavoro così dettagliato ed elegante. A The Returned manca purtroppo tutto: una regia fatta di dettagli che si prende i propri tempi e non scade in cliché di genere come quella di Les Revenants, una fotografia fatta di ombre e di toni freddi perfettamente bilanciata, ma soprattutto mancano clamorosamente le interpretazioni, vero punto di forza dei francesi.

Se ne sentiva davvero il bisogno?

Il risultato è fallimentare sotto ogni punto di vista, ma porta soprattutto lo spettatore a farsi delle domande che esplorano oltre l’intrattenimento audiovisivo che ha di fronte, di cui una riecheggia più volte nel corso della visione: se ne sentiva davvero il bisogno? La risposta probabilmente è no. Les Revenants ha dato una nuova forma all’idea di zombie, è riuscita a riportare sullo schermo un’atmosfera da thriller noir quasi simile a Twin Peaks e non ha dimenticato nemmeno una pennellata di sentimentalismo nei rapporti interpersonali, che regala a tutta la serie una tridimensionalità affatto scontata e dimostrazione di profonda cura e grande autorialità. L’unica cosa che The Returned al contrario sembra essere riuscita a fare è trovare interpreti americani convincenti la metà di quelli originali e mettergli in bocca in un’altra lingua gli stessi dialoghi e porli di fronte alle stesse situazioni. Il risultato è non solo un prodotto mediocre se considerato in solitaria, ma ai limiti dell’offensivo in considerazione della bellezza dell’originale.

The Returned  - Stagione 1 (A&E) The Returned nasce come riadattamento della serie francese di successo Les Revenants, ma nonostante questo non riesce a portare al progetto madre nemmeno un briciolo di originalità, riproponendo in maniera identica tutto, perfino i dialoghi, oltre che alla trama generale. In sostanza, ci si ritrova a vedere una brutta copia della serie francese in tutto e per tutto, il che porta inevitabilmente a consigliare di evitarla per spendere invece il proprio tempo in compagnia di quella originale - che, al contrario, merita sotto ogni punto di vista. Al remake, in conclusione, non si riesce davvero a trovare un senso che non sia quello dell’interesse economico, dato che dal punto di vista artistico è assolutamente dimenticabile.