The Walking Dead, stagione 7: i 3 momenti migliori della premiere

Che cosa ci ha colpito di più nel nuovo episodio della serie zombie, dominato dal temibile Negan? Scopritelo, ma attenzione agli spoiler!

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Era dal 4 aprile che i fan di The Walking Dead aspettavano con ansia il ritorno di Rick Grimes e gli altri sopravvissuti, che avevamo lasciato alle prese con una nuova minaccia: Negan, che negli ultimi momenti della sesta stagione ha scelto un membro del gruppo di Rick da uccidere con la sua mazza da baseball, omicidio che, nell'episodio in questione, abbiamo visto attraverso gli occhi della vittima, non identificata. L'inizio della settima annata era dunque molto atteso soprattutto per la gestione del cliffhanger, la cui risoluzione è stata oggetto di un gioco di suspense ben costruito dallo showrunner Scott M. Gimple. Il risultato è una season premiere di tutto rispetto, ricca di momenti memorabili. Ecco la nostra personale Top 3 (N.B. l'articolo contiene spoiler).

Rick vs. Negan

Già nella stagione precedente avevamo potuto ammirare il lavoro di Jeffrey Dean Morgan nei panni di Negan, antagonista il cui debutto televisivo era attesissimo da parte dei lettori del fumetto di Robert Kirkman. L'attore di Grey's Anatomy e Supernatural non ha deluso in tale occasione, e continua a fare paura nel primo episodio del settimo ciclo, in particolare nella prima scena, tutta giocata sui primi piani e sulla conversazione post-omicidio - ma senza specificare chi sia morto - tra il villain e Rick, ormai prossimo all'annientamento spirituale totale (quest'ultimo il vero elemento dominante dell'episodio). Nel giro di pochi minuti viene ribadito il nuovo equilibrio di potere nella serie, e grazie alla presenza di Morgan possiamo essere relativamente certi dell'assenza di veri tempi morti nelle puntate a venire.

La lunga attesa

Per sapere chi fosse rimasto vittima della forza distruttrice di Lucille, l'arma preferita di Negan, gli spettatori più impazienti sono stati messi a dura prova, dato che la sequenza in questione arriva dopo circa metà episodio (stando ai recensori americani, ci sono state ben due interruzioni pubblicitarie prima del pezzo forte). E prima di confermare o smentire i timori dei fan, Gimple e il regista Greg Nicotero prolungano l'agonia riproponendo la sequenza conclusiva della sesta stagione, questa volta dal punto di vista di Rick. Per quasi due minuti, tutti i protagonisti sembrano sacrificabili (e si vocifera infatti che, per evitare spoiler dal set, la scena sia stata girata con tutte le possibili vittime e non solo quella designata), in un concentrato di tensione quasi insostenibile. E poi il "gioco" di Negan su ferma su Abraham...

All'ultimo sangue

Dinanzi alle lamentele del pubblico dopo la messa in onda del cliffhanger al termine della sesta stagione, Gimple si è difeso dicendo che la scena è stata girata in quel modo per un motivo ben preciso. E il motivo è piuttosto scioccante: a morire per mano di Negan sono due persone, non una sola. Una scelta logica anche sul piano puramente pratico, poiché uccidere solo Abraham non avrebbe avuto lo stesso impatto (per quanto il personaggio sia carismatico, è un'aggiunta troppo recente per colpire veramente al cuore lo spettatore di vecchia data con la sua dipartita). Ed è lì che si cela la vera sorpresa: a pagare il prezzo dell'ira di Negan è anche Glenn, che fa la stessa fine nel fumetto. Perché, quindi, la sua scomparsa truculenta ci ha sorpreso? Perché già nel ciclo precedente era stato "ucciso", ed eliminarlo nuovamente a distanza di pochi episodi ci sembrava una cosa troppo ovvia da poter essere plausibile. Al contempo, però, era necessario sacrificare un veterano del cast, e attualmente Rick, Carl e Daryl restano off-limits. Addio Glenn, ci mancherai...