Speciale TimVision - Nuovo palinsesto

TimVision lancia la sfida a Netflix con il suo nuovo palinsesto presentato dalla sede Telecom di Milano: il mondo dell'intrattenimento televisivo sta cambiando e la sfida è appena iniziata

speciale TimVision - Nuovo palinsesto
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La PayTv sta oramai cedendo il passo al sistema Svod (contenuto on demand con sottoscrizione); Sky e Mediaset Premium hanno compreso la minaccia che sta arrivando da Netflix e, anche se in maniera minore, anche da Infinity, che resta comunque un prodotto Mediaset, e non stanno correndo ai ripari. Da un lato perché l'offerta è diversa, non va eccessivamente in concorrenza, dall'altro perché il mercato Svod si muove in maniera troppo rapida e rispettando le esigenze di un'utenza completamente diversa da quella delle PayTv. In questo panorama si fa avanti anche Tim, che con il suo TimVision prova a guidare l'assalto a Netflix, con un costo inferiore e un palinsesto che ambisce a essere molto più ricco e corposo dei competitors.

La sfida a Netflix

Durante un incontro tenutosi alla sede Telecom di Milano, Tim ha presentato le proiezioni dei prossimi anni, spiegando
come il mondo Svod crescerà anche in Italia, sul modello dell'America: attualmente sono circa 7 milioni gli utenti iscritti alle PayTv, mentre soltanto un milione è abbonato a Netflix e servizi analoghi, ma l'evoluzione sarà decisamente importante in futuro, pur tenendo conto che non è possibile determinare se quel milione si sovrapponga ai sette milioni elencati per le PayTv. L'arrivo di Netflix in Italia ha, però, come d'altronde si sospettava, cambiato le leggi del mercato: la ricerca dei contenuti su Google è cresciuta del 500% e il nostro Paese ha iniziato a interessarsi maggiormente ai contenuti onDemand. Li aspetta e li desidera in diversi formati, dalla Tv ai propri device, e di conseguenza aumenta anche l'interesse nei confronti di TimVision, che fa parte del circuito Svod. Il nostro Paese, inoltre, presenta anche di 4 milioni di utenti che cercano un contenuto televisivo sul web e allo stesso tempo inseguono contenuti onDemand anche sugli smartphone, tanto per ricollegarci a una recente preghiera avanzata da J.J. Abrams a tutti i suoi fan: «Non guardare Star Wars: Il Risveglio della Forza su smartphone!». Un appello che sembra destinato a rimanere inascoltato. Non solo video su YouTube, quindi, ma anche film e serie tv direttamente dal proprio schermo mobile: non importa che sia un tablet o altro, l'importante è che sia portatile. E in questo mondo che va a svilupparsi cresce un importante processo di selezione: non vince più chi pone dei vincoli al proprio cliente, chi lo blinda come fanno solitamente Sky, Mediaset Premium o anche gli operatori telefonici per la vostra linea internet a casa, ma vince chi dà la libertà assoluta di scegliere quando sottoscrivere l'abbonamento e quando rescinderlo. La competizione non è più nel bloccare il cliente, ma nell'assicurargli un palinsesto sempre fresco.

Da qui, quindi, l'importanza di quest'anno per TimVision, che ha lavorato molto sulla comunicazione e sugli accordi con le altre aziende. Nel 2015 l'azienda ha registrato un milione di clienti abilitati al servizio, di cui mezzo milione attivo. Il dato più interessante è che gli utilizzatori sono quasi raddoppiati rispetto all'anno precedente. Le fruizioni sono passate da 11 milioni a 25 milioni in un anno. Particolare è la crescita, anche perché TimVision si propone a un pubblico variegato, a tutta la famiglia, che punta alla crescita. Nel 2015 TimVision è passato da 6mila a 8mila contenuti onDemand, tutti disponibili con un solo abbonamento, che tra l'altro, grazie al nuovo decoder, permette anche di accedere all'interfaccia di Netflix - infattibile se non siete in possesso di una SmartTv - o a quella di Premium. L'abbonamento chiaramente ha l'HD integrato, non vi sono interruzioni pubblicitarie, è disponibile lo streaming su più dispositivi contemporaneamente (Netflix lo permette fino a un massimo di quattro, con l'abbonamento di fascia più alta da 11,99 euro), ma soprattutto TimVision non consuma in mobilità. Attualmente il consumo in mobilità per lo streaming è del 34%, una percentuale altissima: inoltre più cresce la qualità dello streaming, più aumenta il peso del consumo della banda. Senza alcun consumo di giga, insomma, TimVision riesce a offrire uno streaming effettivamente a costo zero: d'altronde, se esasperiamo il concetto di gratuito, l'utilizzo di ulteriori gigabyte comporta un costo aggiuntivo al nostro piano tariffario in mobilità, pertanto bisogna tenere in considerazione costo. Questo, a nostro avviso, rappresenta il punto focale più importante da tenere in considerazione, a fronte dell'elevato consumo che tanti altri servizi, come per esempio SkyGo, hanno; ma trattandosi di due servizi diversi viene difficile poter effettuare un paragone.

Il nuovo palinsesto

In ogni caso il catalogo TimVision si rinnoverà ulteriormente quest'anno, assicurando dei contenuti nuovi di mese in mese.

A febbraio è arrivata la nuova stagione di The Royals, a marzo invece toccherà alla quarta stagione di Vikings, ad aprile la seconda di American Crime e a maggio toccherà a Humans, un successo di Channel 4. Chiaramente ogni nuova stagione disponibile si porterà con sé anche il bagagliaio pieno degli episodi precedenti, per assicurare un bingewatching a tutti gli appassionati di serie tv. Oltre alla serialità, sarà rimpinguato anche il palinsesto cinema con gli accordi siglati con i maggiori distributori italiani, da Koch Media a Lucky Red e così via.
Grandi novità anche per l'interfaccia che si rinnoverà completamente tra un mese e o due, in formato temporaneo, per poi dare spazio a un nuovo look, che arriverà entro la fine dell'anno. Una premessa che porterà a una maggior usability e un'interfaccia ancora più semplice, condizionata anche da grandi novità lato musica e educational, con libri e attività scolastiche. Un progetto che, sulla carta e in linea teorica, sembra essere effettivamente vincente, ma che dovrà realmente competere con i colossi del genere già presenti e ben insediati sul territorio, senza dimenticare che, attualmente, TimVision non avrà ancora produzioni proprie, a differenza di altri concorrenti come ad esempio Netflix.