Speciale Top 5 Serie Estive 2015

Cinque titoli da recuperare prima che l'estate finisca, tra intrattenimento leggero, storie coinvolgenti e personaggi affascinanti, per trascorrere qualche ora senza impegno o per riflettere un po'

speciale Top 5 Serie Estive 2015
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L'estate si sta avviando rapidamente alla fine e sul piccolo schermo sta per iniziare la stagione più attesa da tutti gli appassionati di serie tv, contraddistinta da ritorni e debutti.
La programmazione americana e britannica degli ultimi mesi, tuttavia, ha riservato delle ottime sorprese e delle conferme, dimostrando ancora una volta che ormai non ci sono più passaggi a vuoto nei palinsesti.
Se avete ancora a disposizione qualche ora libera e volete dedicarvi a una sana maratona televisiva, per rilassarvi senza impegno o al contrario per riflettere, ecco cinque titoli da recuperare prima dell'arrivo dell'autunno.

UnReal

Il marchio Lifetime poteva suscitare qualche perplessità, ma la serie creata da Marti Noxon e Sarah Gertrude Shapiro ha dimostrato di essere uno dei progetti più coinvolgenti e convincenti degli ultimi mesi.
La rappresentazione senza filtri della realtà del dietro le quinte di un programma televisivo in stile The Bachelor, con un gruppo di giovani donne impegnate nel cercare di conquistare un potenziale principe azzurro che, per di più, è veramente nobile e britannico, ha lasciato il segno grazie a una sceneggiatura intelligente e ricca di sorprese, ben valorizzata da interpretazioni di ottimo livello.
La storia di Rachel (Shiri Appleby), che ritorna a lavorare a Everlasting dopo una crisi di nervi decisa a dimostrare alla produttrice Quinn (Constance Zimmer) che è pronta a lavorare ancora una volta, fa emergere tutto il cinismo, l'opportunismo, l'ambizione e l'astuzia che anima il team che realizza lo show. Mantenendo sempre l'equilibrio tra realismo e finzione, anche nei momenti più drammatici e sopra le righe, UnReal fa appassionare alle storie dei protagonisti come raramente accade, sostenendo un gioco spietato in cui non ci sono realmente vincitori o innocenti. Shiri Appleby, inoltre, dimostra una grande maturità attoriale rappresentando con bravura una giovane donna complessa, alla ricerca della strada giusta da intraprendere nella propria vita. Il season finale è un piccolo gioiello all'insegna del cinismo e al tempo stesso della fragilità umana e lascia la voglia di assistere al prossimo capitolo della storia.

Mr. Robot

Arriva invece da USA Network Mr. Robot, un thriller che affronta tematiche attuali come cybersicurezza e organizzazioni anarchiche che vogliono ribellarsi al dominio delle multinazionali.
L'antisociale Elliot, interpretato da un sorprendente Rami Malek, è un protagonista interessante fin dal pilot, grazie alla sua personalità antisociale e al suo talento informatico.
L'entrata in scena del misterioso Mr. Robot (che segna un piacevole ritorno di Christian Slater al mondo della tv) mette a rischio tutte le sicurezze acquisite nel tempo dal giovane genio e nel corso della prima stagione, tra drammi personali e intrighi sempre più complicati e inaspettati, diventa quasi impossibile non attendere gli episodi successivi con curiosità. Il 26 agosto andrà in onda negli Stati Uniti il season finale che rivelerà se il creatore della serie, Sam Esmail, ha deciso di lasciere gli spettatori in sospeso con un cliffhanger o si assisterà a un epilogo soddisfacente di questa prima parte della storia, in attesa della seconda stagione.

Rectify

Rinnovato per una quarta stagione ancora prima del debutto della terza, la serie creata da Ray McKinnon ha confermato l'altissimo livello raggiunto dal progetto targato Sundance TV.
La storia di Daniel Holden (Aden Young), tornato in libertà dopo diciannove anni perché incolpato dello stupro e dell'omicidio della sua fidanzata sedicenne, riprende da quello che sembra un nuovo inizio per l'uomo e per la sua famiglia.
La drammatica confessione di Daniel non ha inoltre chiarito realmente l'identità del colpevole della morte di Hanna e i sei nuovi episodi approfondiscono con grande intensità e bravura i dilemmi interiori dei protagonisti.
La regia sempre attenta, la meravigliosa fotografia, una delle migliori sceneggiature televisive delle ultime stagioni e delle performance praticamente impeccabili da parte di tutto il cast rendono la visione di Rectify un'esperienza, certamente non delle più leggere, ma sicuramente tra le più soddisfacenti.

Scream

L'idea alla base poteva sembrare azzardata: il successo dei film cult degli anni Novanta, la struttura episodica, una trama horror un po' stereotipata e dei personaggi ormai visti troppe volte sul piccolo schermo sembravano non poter reggere la prova del difficile giudizio degli spettatori.
Gli sceneggiatori di Scream hanno tuttavia trovato un modo per avere un approccio contemporaneo alla prevedibile sequenza di omicidi e, come dimostrano gli episodi sette e otto, non hanno esitato a prendere delle scelte piuttosto rischiose per un'emittente dal target giovanile.
Tra citazioni ai lungometraggi di genere più conosciuti di sempre, i tradizionali drammi liceali, elementi attuali come cyberbullismo e un insieme di giovani interpreti piuttosto convincenti, gli autori hanno arricchito l'esile premessa alla base dello show e hanno mantenuto alta l'attenzione puntata dopo puntata, cercando di individuare gli indizi che porteranno a capire l'identità del killer e dei possibili sopravvissuti.

Partners in crime

Dallo stile classico e molto britannico, Partners in crime non verrà sicuramente ricordata come una delle migliori produzioni della BBC, tuttavia è perfetta per una visione rilassante e comunque di buon livello per chi ama i gialli.
L'adattamento in sei puntate di due romanzi di Agatha Christie è infatti un godibile giallo molto tradizionale con protagonisti David Walliams e Jessica Raine nel ruolo di Tommy e Tuppence Beresford, una coppia che si ritrova, involontariamente, coinvolta in un mistero internazionale alimentato da spie, agenti segreti, omicidi e misteriose scomparse.
La rappresentazione della Guerra Fredda è ben più leggera e superficiale reispetto a un serial come The Americans, tuttavia l'effetto finale è piacevole e le puntate scorrono velocemente con un buon ritmo.