Speciale Vampiri Seriali

Vampiri e serial: un connubio perfetto! Andiamo alla scoperta delle serie più interessanti e amate ambientate nel mondo sovrannaturale

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I Vampiri "seriali"

In tutto il mondo, da secoli, si narrano leggende su morti tornati in vita che succhiano il sangue ai vivi per prolungare la loro esistenza. Giappone, Scandinavia, Europa, Americhe, ovunque possiamo trovare tracce di questi racconti, risalenti a periodi storici in cui le comunicazioni tra popoli erano quasi inesistenti. La figura del vampiro affonda i suoi canini nelle paure più profonde ed ataviche dell'uomo, comuni ad ogni razza e nazione. Non a caso le creature della notte sono state rappresentate attraverso libri, film(trovate a riguardo uno special QUI), fumetti, manga, anime e quant'altro, riscuotendo quasi sempre un notevole successo apprentemente a prescindere dalla qualità intrinseca dei singoli prodotti.
Non potevano quindi mancare anche serial sui vampiri, che andremo ad analizzare in questo speciale prendendo come spunto i più amati e conosciuti.

Una biondina tutto aglio

Se si pensa al connubio serial-vampiri non si può non pensare a Buffy. La creatura di Joss Whedon fece la sua prima comparsa in un film con Rutger Hauer e Luke Perry(il famoso Dylan di Beverly Hills), la cui presenza sembra essere un segnale per il futuro della giovane cacciatrice di vampiri; infatti, nonostante il flop, si decise di dare una seconda possibilità all'idea con una serie tv.

Per la parte di Buffy venne scelta una giovanissima Sarah Michelle Gellar, che cominciò così la sua scalata verso il successo.
Il serial narra le vicende di una giovane liceale che scopre di essere una Cacciatrice, una persona con forza e poteri straordinari destinata a combattere il male(ed i vampiri) in ogni sua forma. Come recita la voce narrante all'inizio di ogni puntata:

Per ogni generazione c'è una prescelta che si erge contro i vampiri, i demoni, e le forze del male.
Lei è la Cacciatrice.


Nel serial i vampiri sono persone morte la cui anima viene sostituita da uno spirito demoniaco. Questa idea della possessione demoniaca risale alle primissime leggende folkloristiche sui vampiri, dove persone malvagie, una volta morte, venivano possedute dal diavolo e riportate in uno stato di vita apparente(non-morte). I vampiri di Whedon hanno tutti i classici punti deboli: aglio, argento, croci e paletti di frassino. Inoltre, come vuole la leggenda, devono essere invitati per poter entrare la prima volta in un luogo. Non possiedono particolari poteri, non possono tramutarsi in pipistrelli o lupi, ma sono più forti, agili e resistenti rispetto ai comuni esseri umani, inoltre sono capaci di nascondere il loro reale aspetto demoniaco per avvicinare le prede.
Da notare anche come i vampiri di "Buffy", nonostante la componente demoniaca, mantengano sempre una radicata componente umana che li caratterizza in modo negativo. Sono viziosi, arroganti e sbruffoni e spesso proprio queste debolezze permetteranno alla Cacciatrice di sterminarli, facendo perno sulle loro abitudini. Non mancherà inoltre la figura del Maestro, un vampiro antico e potente che comanda le altre creature della notte, un nemico carismatico e temibile per la giovane Cacciatrice. Và notato inoltre come il Maestro, a differenza degli altri vampiri, mostri unicamente il suo volto demoniaco, come a lasciar intendere la totale assenza di umanità e la completa trasformazione in un demone.
Il target e l'ambientazione(liceo americano)del serial, soprattutto durante le prime stagioni, non hanno permesso di approfondire particolarmente la componente sensuale e sessuale della figura del vampiro, limitandosi a mostrarci principalmente la storia d'amore (quasi) platonico tra Buffy ed il vampiro Angel.
Angel è un vampiro al di fuori del comune, dopo secoli di uccisioni e depravazione, una maledizione gitana gli ha ridonato l'anima perduta e con essa la coscienza. Affranto e distrutto dal male compiuto, Angel si isola dal mondo, limitandosi a bere sangue di donatori conservato in un frigorifero. E' la tipica figura del vampiro oppresso dalla propria condizione, capace di amare ma ossessionato dal senso di colpa. Nonostante questo, la presenza di Buffy smuove qualcosa nel vampiro che si sente attratto dalla Cacciatrice, pur conoscendo il suo ruolo e la sua missione. Lei ricambia questo sentimento ma dovrà lottare più e più volte contro la reticenza del povero Angel che, come se non bastasse, non può lasciarsi andare in alcun modo perché, nel caso in cui provasse un momento di pura felicità, perderebbe nuovamente l'anima, tornando ad essere un vampiro demoniaco.
Questa situazione dà vita al tipico conflitto amoroso da serial, con i due che si lasceranno per poi rimettersi insieme diverse volte, in un infinito tira e molla.
Nel futuro di Angel sembra esserci però un altro destino, che lo porterà lontano dall'abbraccio dell'amata.
Nonostante il ruolo marginale assunto dai vampiri col passare delle stagioni, il serial "Buffy" rimane un punto fermo nella storia "seriale" dei vampiri, un prodotto di qualità che coniuga sapientemente diversi generi, dando vita così ad un proprio stile tutt'ora inimitabile.

Il Maestro originale

La figura del Maestro era stata pensata inizialmente in modo molto distante da quella che è possibile apprezzare nel serial, infatti doveva avere barba e capelli lunghi(riferimento ulteriore ai vampiri folkloristici). Mark Metcalf però, l'attore che lo interpretava, gli conferì il definitivo aspetto demoniaco che tutti conosciamo.

L'angelo nella città degli angeli

Alla fine della terza stagione Angel decide di allontanarsi da Sunnydale, dando vita allo spin-off a lui dedicato, ambientato a Los Angeles. Un intero serial(la cui idea verrà ripresa successivamente da altri)dedicato ad un vampiro che decide di fare l'investigatore privato per aiutare gli altri e fermare il male. "Angel" si dimostra da subito un serial molto più cupo rispetto alla serie da cui proviene, senza però eccedere in alcun modo con eccessive atmosfere dark. Nel corso della serie verrà aiutato da alcuni personaggi provenienti dalla serie principale, tra cui Cordelia e Wesley. Lo stesso Angel tornerà a farsi vivo in "Buffy", dimostrando chiaramente il profondo intreccio e parallelismo tra le storie dei due serial.
La presenza vampirica nel serial è quasi limitata al solo Angel che dovrà vedersela soprattutto con demoni, creature paranormali e solo raramente con altri suoi simili. Inoltre, col tempo, si tenderà quasi a dimenticare la reale natura vampirica del protagonista, limitandola unicamente all'aspetto demoniaco da mostrare nei momenti più adatti, tralasciando gli altri elementi maggiormente approfonditi nella serie principale. In alcune puntate verrà comunque raccontato e mostrato il passato di Angel, permettendo così di chiudere il cerchio sulla sua storia, cosa che non è possibile fare seguendo unicamente "Buffy".

Se si cerca quindi un serial ad "alto contenuto vampirico", "Angel" non si dimostra all'altezza, lasciando il primo posto a "Buffy". Nonostante questo lo spin-off si dimostra una piacevole visione adatta ad approfondire ed ampliare alcuni temi del serial, tra cui il misterioso passato di Angel e degli altri vampiri, tra cui Darla(colei che ha trasformato Angel) ed il Maestro.

I vampiri sono tra noi

Sono due i serial recenti che hanno avuto maggior successo e che spiccano anche per la qualità realizzativa che li contraddistingue: Being Human e True Blood. Sebbene a prima vista possa sembrare che queste due produzioni abbiano ben poco da spartire, ad uno spettatore più attento sarà subito chiaro che il tema su cui vanno a parare, seppur in maniera molto diversa, è il medesimo: l'integrazione dei vampiri nel mondo degli umani.
In Being Human - prodotto dalla BBC Three, emittente inglese, non ancora arrivato in Italia, ma di cui è già in programma un remake negli USA - la questione è leggermente più complessa: infatti oltre al personaggio vampiro, Mitchell, vi sono altri due protagonisti, un licantropo, George, ed un fantasma, Annie. E se per quest'ultima il problema non si pone, essendo invisibile, per il licantropo la questione non è tanto facile: il desiderio di George e Mitchell è quello di poter essere considerati a tutti gli effetti appartenenti al genere umano, attraverso un processo di integrazione che parte dal trasferirsi in un tranquillo quartiere di Londra, convivere come due amici "normali" e trovare un lavoro tranquillo. Purtroppo per i protagonisti, però, gli ostacoli per giungere ad una tranquilla convivenza sono moltissimi: i vampiri presenti nel serial, infatti, non sono tutti amichevoli come Mitchell, anzi, molti si sono uniti in una congregazione con l'intento di conquistare il mondo, trasformandone l'intera popolazione in vampiri.
Per quel che riguarda più nello specifico i succhiasangue, in Being Human vi sono alcuni stereotipi ripresi da altre produzioni che trattano lo stesso tema, altri invece sono stati tralasciati: la trasformazione avviene, come sempre è stato, bevendo il sangue del "creatore", che deve essere presente al "risveglio" della sua creatura. Come è risaputo, anche in BH i vampiri non possono entrare in un edificio senza essere stati invitati e possono morire se il loro cuore viene perforato da un paletto di legno o attraverso la decapitazione. La morte non avviene invece (e questa è una particolarità di BH) per l'esposizione alla luce solare: infatti Mitchell può girare liberamente per Londra, con l'unico problema di dover indossare quasi sempre gli occhiali da sole, poichè gli occhi dei vampiri risultano molto sensibili alla luce del sole.
Come detto precedentemente, l'integrazione è un tema fondamentale anche per un altro recentissimo serial: True Blood, in onda sulla HBO in America e sull'emittente satellitare FOX (pacchetto SKY) in Italia, basato sui romanzi della Serie di Sookie Stackhouse della scrittrice Charlaine Harris. Il presupposto da cui parte la serie è la creazione, da parte di un'azienda giapponese, di uno speciale sangue sintetico, il TRU:BLOOD, attraverso il quale la convivenza tra umani e vampiri può divenire possibile. In realtà i vampiri che accettano di "sottomettersi" al sangue sintetico sono veramente pochi. Tra di loro troviamo Bill Compton, un vampiro ultracentenario il cui unico desiderio è, dopo anni vissuti da vampiro malvagio, poter integrarsi con gli umani. Desiderio che diventa ancora più forte dopo aver conosciuto Sookie, una dolce cameriera con il particolare dono di poter leggere i pensieri delle persone, ma non quelli dei vampiri. True Blood è un serial molto forte: punta molto sia sulla violenza che sul sesso, due argomenti che con gli anni sono diventati sempre più cari alla HBO. Sotto molti punti di vista è uno dei serial più interessanti degli ultimi anni, avendo alle spalle un impianto narrativo collaudato (i libri da cui è tratto hanno avuto molto successo in tutto il mondo) e un gruppo di personaggi molto ben caratterizzati, sia per quel che riguarda il gruppo degli umani che per quel che riguarda i vampiri.
Come in BH, anche in TB la maggior parte dei vampiri che viene mostrata è di animo malvagio, con veramente poche eccezioni oltre a Bill. La morte degli stessi però, a differenza di BH, può avvenire anche per esposizione diretta alla luce del sole. Inoltre, uno dei temi caratterizzanti l'intera serie è quella del sangue dei vampiri: ritenuto da questi ultimi importantissimo, tanto da perseguitare gli umani che se ne trovano in possesso; esso ha infatti molteplici utilizzi. Per un umano risulta essere, oltre che una droga potentissima, anche un eccitante naturale, nonchè il metodo principale per poter essere curati in caso di ferite mortali. Questo porta i vampiri a divenire molto spesso vittime di avidi esseri umani, invertendo così i ruoli. Infine, importante è il fatto che dopo aver bevuto sangue di un vampiro, questo rimane per sempre collegato con colui che ne ha usufruito, riuscendo a percepirne le emozioni anche da enormi distanze.
In definitiva, analizzando queste due produzioni, si nota come integrarsi con gli umani per un vampiro rimanga un'utopia quasi irrealizzabile. D'altronde, quali sarebbero le potenzialità di un telefilm che segue le vicende di un vampiro in mezzo agli umani, senza che qualche paletto, crocifisso o pugnale d'argento voli da una parte e dall'altra rischiando di colpire un cuore dannato?

Vampiri o tronisti?

Sarebbe interessante sapere quanti amanti dei vampiri siano pienamente soddisfatti delle evoluzioni che questi personaggi hanno avuto negli ultimi anni.
La visione romantica ed ottocentesca del vampiro è riuscita a giungere sino a noi grazie ai capolavori della letteratura, sicuramente, ma anche grazie a pellicole di estremo interesse quali il "Dracula di Bram Stoker" di Francis Ford Coppola ed il bellissimo "Intervista col vampiro" di Neil Jordan, che hanno raccolto la pesante eredità dei film anni '30 e hanno decretato la gloriosa fine del Dracula come noi lo conosciamo.
Abbandonati mantello e tuba, il vampiro di oggi vive una trasformazione che ha fatto storcere la bocca ad alcuni, ma ha anche avuto il merito di rilanciare a livello globale la cinematografia del genere.
Ma cosa hanno in comune i nuovi vampiri alla Twilight con quelli tormentati nell'anima creati da Stoker? Poco e nulla. La stessa autrice della saga ha ammesso di non aver fatto ricerche sulla mitologia dei vampiri prima di scrivere i suoi romanzi. Certo, alcune caratteristiche rimangono, come la sete di sangue, ma vengono meno tutte quelle debolezze che aveva reso Dracula uno dei personaggi più amati della letteratura mondiale. Perché la grossa differenza risiede proprio lì, in quelle debolezze simboliche che caratterizzano il vampiro e che sono tutt'altro che casuali. La mortalità all'esposizione alla luce del sole (palese simbolo divino), l'odio per la croce, l'impossibilità di riflettersi in uno specchio, sono tutti elementi che sottolineano la natura del vampiro, il suo aver rinnegato la fede. Perché, non dimentichiamocelo, il mito del vampiro ottocentesco nasce proprio dal rifiuto per l'amore divino. Rifiuto che, tuttavia, è tutt'altro che indolore: lo stesso Dracula è un personaggio tormentato, consapevole della propria malvagità e alla costante ricerca di un qualcosa che sazi la sua fame - evidente simbologia di un vuoto interiore ben più grande. Insomma la figura creata da Stoker trascende dal mero mostro e sfocia in qualcosa di più grande.
I vampiri di oggi fanno lo stesso?
A prima vista diremmo proprio di no.
Ormai trasferitesi definitivamente dalla tenebrosa Transilvania alle assolate scuole americane, il vampiro è stato catapultato in un mondo non suo. E se l'esempio di Twilight è il più eclatante, anche il mondo dei serial non si è fatto mancare la sua controparte con "Vampire diaries". Jeans, maglietta, giubbotto di pelle e quintalate di gel: ecco come appare Paul Wesley, protagonista della serie. In uno scenario metropolitano e con una trama più vicina a quella di un teen-drama che di un horror, Vampire diaries prova a riproporre alcuni degli stereotipi classici del vampiro quali la vulnerabilità ai raggi solari o l'impossibilità di entrare in una casa se non invitati. L'effetto è quanto mai curioso. Si ha una sorta di ibrido poco credibile in cui credenze e tradizioni si mescolano ad improbabili scene di azione e a balzi degni del miglior Spiderman.
A questo vanno aggiunti i palesi riadattamenti che la figura deve subire per poter essere adatta ad un serial tv e ad un pubblico di adolescenti. Ma mentre in un serial come Buffy questi limiti non hanno distorto la figura del vampiro, qui non si può dire la stessa cosa. Insomma quello che ci si trova davanti è un comune teen-drama in cui i protagonisti sono vampiri ma, diciamocelo, potrebbero benissimo non esserlo.
Non tutto è da buttare, si chiaro. Il prodotto, pensato e realizzato soprattutto per un pubblico femminile, colpisce nel segno e sicuramente catturerà l'attenzione di molte ragazze (fosse anche solo per gli attori di bella presenza scelti). Ed è forse questa la differenza maggiore: il vampiro è passato da essere sinonimo di terrore, di paura e rappresentazione carnale e sensuale della malvagità umana, ad un ragazzo come tanti (anzi, decisamente più affascinante di molti, tanto da essere quasi irresistibile) che lotta contro quella che appare quasi come una semplice malattia. Se si parlasse di una categoria sociale reale, verrebbe da applaudire alla commovente pubblicità progresso che il serial propone, quasi volesse urlarti in faccia: "non odiare i vampiri, loro sono come noi!".
Invece si parla di vampiri, di non-morti, di creature delle tenebre. E dipingerli come complessati teen-agers che decidono, per motivi ancora non del tutto chiari, di aggirarsi sempre intorno a piccoli sobborghi privi di interesse in cui un omicidio o una sparizione non possono passare inosservati (cosa che invece nella enorme Los Angeles potrebbe accadere), ci pare davvero riduttivo.
Eppure Vampire diaries sta riscuotendo un discreto successo negli Stati Uniti, assestando gli ascolti attorno ai quattro milioni di spettatori a puntata, ed anche in Italia, dove la serie deve ancora arrivare, ha già i suoi fan pronti ad esaltarne i contenuti non appena sbarcherà su Mya (Febbraio 2010). Se nel mercato quel che vende ha colpito nel segno, non possiamo far altro che toglierci il cappello davanti alla nuova creazione di Kevin Williamson, già papà di Dawson's creek.
Nulla ci toglie dalla testa però, che questa mania per i dolci vampiri dal cuore tenero e propensi all'amore, non sia altro che una moda passeggera, così come lo sono stati prima di loro fatine che danzano e maghetti che incantano: ben presto tutto tornerà alla normalità.
Che dire ancora? Se non vi dispiace prendere una figura leggendaria, estrapolarla dal suo contesto, deformarne la natura, storpiarne le caratteristiche, renderla una sorta di macchietta improfumata e sempre alla moda, be' in questo caso sarete davvero entusiasti di ciò che vi verrà offerto. Se invece fate parte di coloro che preferivano i vampiri in versione decisamente più dannata, cupa, misteriosa ed inquietante, mi dispiace per voi ma dovevate nascere un po' di tempo addietro. O almeno dovrete portare un po' di pazienza.

Vampiri Seriali Dalla prima trasmissione di "Buffy" i vampiri hanno dilagato anche nel mondo dei serial. Molte cose sono cambiate con il passare degli anni, le tematiche si sono fatte più adulte e complesse in alcuni casi(True Blood e Being Human), mentre in altri hanno preso una piega più leggera e meno legata alla tradizione(Vampire Diaries). In tutti i casi però, i vampiri hanno dimostrato ancora una volta di poter far perno sulle nostre paure più ataviche e sui desideri più reconditi, portandoci a seguire con sempre più interesse le loro storie.