Venerdì nostalgia: i 10 momenti cult di Twin Peaks

Nell'aprile del 2017 tornerà, dopo 25 di assenza, Twin Peaks: il primo venerdì nostalgia è per i 10 momenti cult della serie firmata David Lynch.

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Chi è cresciuto negli anni '90 con molta probabilità avrà questo ricordo in testa: interno notte, tarda estate, buio oltre la finestra, una stanza illuminata soltanto dalla luce di un televisore a tubo catodico, odore acre e familiare di un divano di pelle, la musica dolce e violenta di Twin Peaks. Ancora oggi il tema firmato Angelo Badalamenti fa diventare d'oca la nostra pelle e ci trasporta in un mondo oscuro, terrificante, nella cittadina che raccoglie i sogni e - soprattutto - gli incubi di David Lynch e Mark Frost, capaci di trasformare le loro ossessioni in un classico immortale. Non a caso, a 25 anni di distanza dalla messa in onda della serie originale, tutto è destinato a tornare nell'aprile del 2017, mese per cui stiamo da tempo tenendo un sofferente conto alla rovescia. Per ingannare il tempo, sempre troppo tiranno, abbiamo pensato di dedicare il primo venerdì nostalgia di Everyeye ai dieci momenti più iconici e cult delle due stagioni uscite fra il 1990 e il 1991. Inutile dirvi che stanno per arrivare clamorosi spoiler, dunque se ancora non avete recuperato il capolavoro firmato Lynch/Frost procedete a vostro rischio.


Wrapped in Plastic

L'arrivo a Twin Peaks non è dei più confortevoli, al contrario tutto ha inizio con un colpo allo stomaco impossibile da dimenticare. Laura Palmer è morta, assassinata, chiusa nella plastica e abbandonata alla corrente del fiume. Non ha neppure una battuta in copione, eppure Laura è il perno di tutte le vicende della serie: la cittadina non è grande e un evento simile smaschera i nostri lati oscuri, i segreti non detti, anche l'essere più insospettabile diventa ambiguo. Insomma, Welcome to Twin Peaks.

Diane, 11:30am, February twenty-fourth

Quando una storia terribile ha luogo in un piccolo paesino di provincia, l'ufficio dello sceriffo locale non basta a dissipare ogni ombra e dubbio. Ecco così arrivare la cavalleria a Twin Peaks: vi dice qualcosa la parola "Diane", gridata a un registratore portatile a cassette? È ciò che esce dalla bocca di Dale Cooper, l'agente dell'FBI incaricato di indagare nella cittadina montuosa e perennemente annuvolata in cui è morta Laura Palmer, durante la sua prima, epica apparizione. Anche se mai vedremo il volto di questa fantomatica Diane, il suo nome ricorre spesso nelle due stagioni uscite, diventando in poco tempo un vero e proprio simbolo e mantra, come le ciambelle, le torte alla ciliegia e il caffè "dannatamente buono".

Buon compleanno, Leo

Con l'arrivo di Dale Cooper in città, chiunque diventa automaticamente sospettato: compagni di scuola di Laura, presunti amanti, burberi guidatori di autoarticolati, come Leo Johnson. Il suo carattere violento e schivo lo fanno subito balzare in cima alla lista dei potenziali killer, il pubblico inizia a odiarlo immediatamente, così Bobby Brigs, che tanto vorrebbe portargli via l'amata Shelly. Quando Leo subisce un incidente e piomba in uno stato vegetativo, i due non tardano a organizzargli una festa di compleanno a dir poco ridicola, pensata unicamente per sbeffeggiarlo e deriderlo. L'intera scena però è costruita con una tensione magistrale, siamo davvero sicuri che Leo non possa comprendere e reagire?

Danze macabre

Perdere un figlio dev'essere quanto di più destabilizzante per un genitore, un evento che non dovrebbe accadere in natura, ma che quando succede lascia solchi enormi nelle vite di chi resta. Leland Palmer, il padre di Laura, dalla telefonata che gli annuncia la morte della figlia inizia a perdere la testa e la ragione. La sua stabilità emotiva, la sua tranquillità da onesto padre di famiglia, lasciano presto il posto alla follia, al nonsense, motivo per cui lo ritroviamo a danzare in modo forsennato e disperato in una sala del Great Northern Hotel. Ai presenti però la cosa non sembra dispiacere, anzi.

Così parlò il ceppo

Come se il mondo variegato di Twin Peaks non fosse abbastanza folle, David Lynch ebbe la sgangherata e geniale idea di inserire un personaggio unico nel suo genere: Margaret Lanterman, conosciuta come la Signora Ceppo. Ex insegnante di danza, la signora ama tenere in braccio un piccolo ceppo di legno, da cui sembra ricavare informazioni sul futuro. È lei a introdurre alcuni episodi di Twin Peaks, oltre a spuntare qua e là fra un dialogo e l'altro.


Trova l'intruso

Se Leland Palmer sta letteralmente diventando pazzo, lanciandosi in danze sfrenate, dicendo frasi sconnesse e facendosi venire tutti i capelli bianchi, anche la signora Sarah Palmer non se la passa molto meglio. Il sonno l'ha abbandonata del tutto, i capelli le schizzano in aria come pieni d'elettricità, i suoi occhi quasi fuoriescono dalle orbite. Riesce soltanto a urlare, a piangere e a vedere presenze demoniache in casa. È proprio lei a vedere per la prima volta l'immagine di Bob ai piedi del letto di Laura, mentre lo spirito assassino ricambia uno sguardo di ghiaccio. David Lynch ha pensato bene di far rivolgere verso la camera quegli occhi spiritati, segnando a vita i telespettatori.

Hey Coop

Nonostante i sogni e le previsioni del futuro, venire a capo dell'omicidio di Laura Palmer sembra davvero complicato, motivo per cui l'FBI decide di mandare sul campo forze fresche: ecco così spuntare dal nulla l'agente Gordon Cole, superiore di Cooper. Niente di strano, se non fosse che alla sua prima apparizione si capisce con chi abbiamo davvero a che fare: è David Lynch a interpretare la parte dello strampalato federale. Avevate mai visto uno dei più grandi registi e artisti del nostro tempo prendersi in giro a tal modo, far finta di non sentire e rispondere a ogni domanda in modo assurdo e ridicolo?

Mi è semblato di vedele un lama

Con l'indagine che avanza, Dale Cooper si lancia alla ricerca di un uomo con un solo braccio, va così in giro per la cittadina (e dintorni) accompagnato da un identikit del sospettato. Nella clinica veterinaria lui e lo sceriffo fanno però un insolito incontro: un lama, che si intromette fra loro mentre cercano di mettere insieme i pezzi del puzzle. Dopo un attimo di incertezza, tutto torna alla normalità come nulla fosse.


Una pallottola per l'agente Cooper

Durante uno dei momenti più tragici di Twin Peaks, Dale Cooper viene raggiunto nella sua stanza d'albergo da un assalitore sconosciuto, che lo riempie di piombo. Una scena disperata, che getterebbe chiunque nel panico e nello sconforto, fatta esclusione per il caro vecchio cameriere. Mentre Coop giace a terra bisognoso di aiuto, l'anziano signore entra in camera, consegna la sua merenda, chiude il telefono e va via alzando un pollicione d'approvazione, ricambiato dall'agente.

The Red Room

Finora abbiamo attraversato diverse tappe cruciali della storia di Twin Peaks, esiste però una sola immagine davvero capace di rappresentare la serie in modo immediato, unico, assoluto. Risolvere un crimine è quasi un'arte, non sempre però analizzare tutto nel dettaglio basta; l'agente Dale Cooper ha infatti un asso nella manica, o meglio nella testa, poiché sono i suoi sogni allucinati a guidarlo nella giusta direzione. A David Lynch sono bastati un nano, delle tende rosse e un pavimento ipnotico per cambiare per sempre la storia della televisione.