Weekend Nostalgia: 10 momenti strappalacrime di Buffy l'Ammazzavampiri

La prima stagione di Buffy risale ormai a 19 anni fa: esorcizziamo la vecchiaia ripercorrendo insieme i momenti più tristi e toccanti dell'intera serie.

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Capelli biondi, visino d'angelo, popolare cheerleader: da sempre il prototipo della prima vittima di qualunque film horror, almeno finché sul piccolo schermo non è arrivata Buffy Summers, protagonista della serie horror-action Buffy L'Ammazzavampiri (Buffy the Vampire Slayer in originale). Sarah Michelle Gellar è Buffy, un'adolescente che porta il peso del mondo sulle proprie spalle: è infatti la "Cacciatrice", la prescelta destinata ad affrontare vampiri, demoni e altre minacce soprannaturali. La serie prende in realtà spunto dal film omonimo del 1992, un vero e proprio flop che però non ha fermato il suo creatore Joss Whedon (The Avengers, Firefly) dal portare avanti il progetto in forma seriale. Abbiamo seguito le avventure di Buffy e dei suoi amici (la Scooby Gang) per sette stagioni, dal 1997 al 2003, ma la storia prosegue ancora in versione fumetto (attualmente è all'undicesima stagione). Nonostante l'elemento fondamentale sia un misto di horror e azione, senza tralasciare una sapiente dose di umorismo, Buffy ci ha regalato anche numerosi momenti strazianti o commoventi davanti ai quali è stato impossibile trattenere le lacrime. Abbiamo deciso di raccoglierne dieci tra i più significativi e di elencarli in ordine cronologico. Mettete via il paletto di legno e l'acqua santa: l'unica arma di cui avrete bisogno è un pacchetto di kleenex.


Giles trova il corpo di Jenny

Musica lirica, rose sparse ovunque e un biglietto con un'unica parola in corsivo: upstairs, di sopra. Le premesse per una serata romantica ci sono tutte, e Giles (Anthony Head) sorride mentre sale le scale, sulle quali campeggia una candela accesa per ogni gradino. Si affaccia sulla camera da letto, e la serata da sogno si trasforma presto in un incubo: il corpo morto della donna dei suoi sogni, la professoressa d'informatica Jenny Calendar, è riverso scompostamente nel letto, gli occhi senza vita spalancati verso la porta. Siamo al diciassettesimo episodio della seconda stagione, e Jenny viene uccisa da un Angel tornato cattivo perché privato della sua anima da una maledizione infittagli dalla tribù zingara a cui in realtà appartiene anche la stessa Jenny, il cui vero nome è Janna Kalderash. Jenny è il primo personaggio ricorrente della serie a morire, ed è uno choc: l'espressione catatonica di Giles è un po' anche la nostra.

Buffy uccide Angel

Come si fa a scegliere tra la persona che ami e la salvezza del mondo? Buffy deve affrontare questa terribile decisione nel season finale della seconda stagione: durante il combattimento con Angelus/Angel (David Boreanaz), quest'ultimo riacquista la sua anima, tornando ad essere l'Angel di cui Buffy si è innamorata. Ormai è comunque troppo tardi, perché solo la sua morte può impedire che il demone Acathla, da lui risvegliato, semini distruzione nel mondo. La missione della Cacciatrice è chiara, e Buffy non può fare altro che baciare Angel un'ultima volta prima di trafiggerlo con una spada. Certo, Angel tornerà misteriosamente in vita nella stagione successiva, ma questo resta uno dei più famosi momenti Lacrima della serie.

Oz lascia Willow

Oz e Willow (Alyson Hannigan, che ritroveremo in How I Met Your Mother) insieme erano davvero adorabili, quindi è stata dura per gli spettatori vedere Oz lasciare una Willow in lacrime e andarsene da Sunnydale. Siamo al sesto episodio della quarta stagione ("Wild at Heart", "Lupi Mannari" in italiano), e Oz (Seth Green) si ritrova a dover affrontare una vera e propria crisi di identità quando inizia a provare un'attrazione istintiva e naturale per Veruca (Paige Moss), una licantropa appena arrivata in città. Alla fine decide di lasciare Sunnydale per cercare la propria vera identità e imparare a distinguere se stesso dal lupo che ha dentro. A niente valgono le proteste e le lacrime di Willow, e Alyson Hannigan è così superba nell'interpretare una ragazza dal cuore spezzato che un po' si spezza il cuore anche a noi spettatori.

La morte di Joyce

Buffy ci ha abituati alla morte fin dalla prima stagione, in cui perde la vita la stessa Buffy, anche se solo per qualche secondo. Omicidi, squartamenti e catastrofi soprannaturali sono sempre stati all'ordine del giorno per Sunnydale, eppure nessuno di noi era davvero preparato alla morte di Joyce Summers (Kristine Sutherland). A ucciderla non è un mostro né tantomeno un vampiro: Joyce muore per un tumore al cervello a metà della quinta stagione, e forse è proprio il realismo della sua morte a renderla così straziante per noi spettatori. A questo si aggiunge la reazione di Buffy, che trova il corpo della madre sul divano di casa: Buffy è un'eroina che ha salvato il mondo più di una volta, ma di fronte al cadavere della madre reagisce con lo spaesamento e l'orrore di qualunque ventenne che di colpo non sa cosa fare, che balbetta al telefono con l'operatrice del 911, che incrina una costola della madre nel tentativo di rianimarla, che chiede se deve tenerla al caldo perché è fredda. L'assenza di musica per tutto l'episodio, l'esasperazione delle pause nei dialoghi e le inquadrature ben studiate contribuiscono ad amplificare il realismo dell'intera puntata.

Il discorso di Anya

La morte di Joyce ha un impatto su tutti i membri della scooby gang. Una delle reazioni più toccanti è quella di Anya (Emma Caulfield): ex demone della vendetta, per la prima volta si scontra con la caducità della vita dei mortali. Non comprende la morte, non capisce perché Joyce non possa semplicemente tornare nel suo corpo e ricominciare a vivere, non si capacita del fatto che non potrà più compiere gesti semplici e quotidiani. È un discorso disperato e incredibilmente umano, che colpisce gli spettatori come un pugno allo stomaco.

Il sacrificio di Buffy

L'ultimo episodio della quinta stagione è da molti considerato il perfetto finale dell'intera serie, che invece è proseguita per altre due stagioni, passando dalla WB alla UPN, canale della CBS. Qui Buffy compie il sacrificio finale, realizzando che "la morte è il suo dono": si uccide al posto della sorella Dawn (Michelle Trachtenberg), la Chiave, per salvare il mondo ancora una volta. Al termine della battaglia, gli altri membri della scooby gang trovano il suo corpo, e noi vediamo la loro reazione mentre in sottofondo possiamo sentire le ultime parole di Buffy, che ricorda a Dawn che "la cosa più difficile del mondo è viverci". È forse il climax della serie, un momento toccante reso ancora più commovente dall'epitaffio che vediamo sulla lapide di Buffy nell'ultima scena: "She saved the world. A lot." ("Ha salvato il mondo. Molte volte.")

"Give me something to sing about"

Buffy dovrebbe essere contenta di tornare in vita dopo essersi sacrificata per salvare sua sorella e il mondo, e invece affronta la propria resurrezione cadendo in depressione. Il motivo è presto detto: si trovava in paradiso, mentre invece i suoi amici credono di averla salvata da una dimensione infernale. La verità piomba loro addosso di colpo sotto forma di canzone: durante l'episodio musical della serie (6x07, "Once More With Feeling"), Buffy rivela come si sente cantando. Se il motivetto è leggero e solo a tratti malinconico, l'atmosfera è completamente differente, e lo shock che si legge sui volti degli amici della Cacciatrice - e su quello di Willow in particolare, colpevole di essere l'artefice dell'incantesimo che ha riportato Buffy in vita - è davvero emblematico. Buffy implora di darle un motivo per cui cantare, e come possiamo restare indifferenti al suo dolore?

La morte di Tara

Gentile, corretta, generosa: Tara Maclay (Amber Benson) è un po' la bussola morale della scooby gang, e la sua relazione con Willow è tra le più amate dei fan della serie, oltre ad essere stata una delle prime relazioni apertamente omosessuali nella storia della tv americana. La sua morte è particolarmente traumatica perché avviene per errore: viene infatti uccisa da un proiettile vagante diretto a Buffy. Quel che è peggio è che viene uccisa proprio davanti a Willow, subito dopo essersi riappacificata con lei. È triste e ingiusto, e noi spettatori non possiamo non empatizzare con Willow quando si chiede come una morte del genere possa essere considerata naturale. Un po' la capiamo anche quando si lascia sopraffare dal dolore cedento alla magia oscura, diventando così il vero villain della stagione.

Il discorso di Xander

E alla fine è Xander (Nicholas Brendon) a far abbandonare a Willow i suoi propositi di distruggere il mondo: da solo, senza poteri sovrannaturali e armato solo del suo affetto per l'amica di sempre, Xander affronta Willow con un discorso in cui rievoca il loro primo incontro, ai tempi dell'asilo. Mentre Willow lo attacca ripetutamente, lui non fa altro che ripetere che è la sua migliore amica e che le vuole bene nonostante tutto. Gli attacchi di lei si fanno via via più deboli finché non è più fisicamente in grado di attaccarlo e, stremata, si accascia contro di lui piangendo disperatamente per la morte di Tara. È uno dei momenti più commoventi dello show, una scena emblematica che ancora una volta dimostra come Xander sia il collante della scooby gang.

Il tormento di Spike

Spike (James Marsters) è un personaggio complesso e sfaccettato che nel corso delle stagioni passa da essere un villain minore all'essere parte integrante - anche se con i suoi alti e bassi - della scooby gang. Verso Buffy sviluppa un'attrazione morbosa e ossessiva che culmina nella decisione di riavere indietro la propria anima solo per lei. Nel secondo episodio della settima stagione Spike rivela a Buffy la verità sulla sua nuova condizione in un discorso delirante e tormentato dal dolore bruciante che la sua stessa anima gli provoca. Assistiamo ai vaneggiamenti di un uomo distrutto che, alla fine, si accascia su una croce cristiana, lasciando che la sua pelle bruci perché fa comunque meno male del dolore che prova dentro.