Speciale X-Files - Special 2

L'era post film della serie Cult che ha scritto la storia dei Serial

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X-FILES - Special 2

"Your aliens, agent Mulder, your little green men arrived here millions of years ago". Quale migliore citazione per introdurre X-Files: Fight the Future, primo film di X-Files uscito nel 1998 ed ambientato tra la fine della quinta stagione e l'inizio della sesta. Nella prima parte dello Speciale di X-Files ci eravamo lasciati appunto con la fine della quinta stagione, che, volendo, segna anche una svolta nella serie soprattutto per quanto riguarda non solo la sesta stagione ma anche quelle successive.

Fight the future

La quinta stagione si conclude con la chiusura degli X-Files e, nel film, vediamo Mulder e Scully assegnati alla squadra antiterrorismo. A Dallas infatti pare sia in atto un attentato dinamitardo che non stimola assolutamente l'interesse di Mulder, in seguito però scopriremo che questo attentato sarà collegato alla cospirazione. Quest'ultima è ovviamente il centro dell'intero film, che si apre con una scena ambientata 35.000 anni prima, con un uomo primitivo che si imbatte in quello che sembrerebbe un alieno all'interno di una grotta di ghiaccio. Nel corso del film Mulder verrà a conoscenza di nuove verità riguardanti gli extraterrestri e la cospirazione, attraversando con Scully zone sperdute del Texas e misteriosi campi di granoturco, fino ad arrivare nel glaciale Antartide. I due agenti saranno nuovamente messi di fronte a dubbi riguardanti gli X-Files, la loro carriera in generale e il loro futuro. Mulder apprenderà poi che bisognerà combattere il futuro, combattere l'imminente, cosa che non potrà certo fare da solo, da singolo uomo, come confidano i suoi "nemici". Tutto ciò porterà ad un finale perfettamente in linea con la serie, ossia un finale che è sostanzialmente solo un'introduzione per la sesta stagione, un finale che offre più domande che risposte.

Survival is the ultimate ideology

Il primo film di X-Files arrivò in quello che era definito il momento d'oro di X-Files, il momento nel quale X-Files toccò forse il suo punto più alto in quanto a "diffusione globale". Questo film è sicuramente un buon prodotto, chiaramente non lo si può considerare come un 'opera a sé stante, perchè di fatto non lo è, sarebbe però anche sbagliato definirlo un semplice super puntatone di X-Files; il film gode infatti di bontà propria. La prima pellicola di X-Files è un'opera intelligente che mischia sapientemente i migliori elementi della serie, ossia, oltre alla struttura tipicamente investigativa, anche elementi drama nonché humor, aumentando anche il livello di Sci-Fi, soprattutto nella parte finale del film. La regia fu affidata a Rob Bowman, che ha diretto 33 episodi di X-Files dal 1994 al 2000. Bowman è stato infatti uno dei principali "addetti" alla regia nel corso della serie, nonché uno dei migliori. La sua direzione fu comunque guidata dalla mano di Chris Carter, così da ottenere una regia praticamente identica a quella della serie, semplicemente con un tocco più cinematografico. Anche sul grande schermo il cast si è comportato straordinariamente, con un David Duchovny ed una Gillian Anderson in grado di offrire per l'ennesima volta un'ottima interpretazione, esaltata come sempre dalla loro chimica perfetta. Nel film sono presenti ovviamente diversi personaggi fondamentali della serie, oltre a Skinner e all'Uomo che Fuma appariranno anche i Lone Gunmen e i membri del consorzio. Riguardo a quest'ultimo è da far notare come questo film rappresenti l'ultima apparizione nella serie da parte di John Neville, ossia l'uomo chiamato "The Well-Manicured Man", il membro inglese del consorzio. Due altre presenze sono Terry O'Quinn, presente solo all'inizio del film e Martin Landau nel ruolo del dottor Alvin Kurtzweil. Pur essendo un'opera dedicata ed orientata ai veri fan di X-Files, la prima uscita della serie al cinema rappresentò anche un modo per alcune persone di avvicinarsi alla serie, seppur con qualche anno di ritardo.

The beginning

Archiviato Fight the Future, la sesta stagione di X-Files si apre offrendo subito dei cambiamenti. Innanzitutto la produzione dopo quasi sei anni si spostò dalla oscura e fredda Vancouver alla soleggiata Los Angeles. Nonostante la fitta ed inquietante atmosfera di Vancouver sia andata, Chris Carter e compagnia fecero del loro meglio per cercare di conservare il clima di X-Files mantenendo le locations interne oscure e piene d'ombra e girando molte scene notturne. Dalla sesta stagione si può avertire una sorta di cambiamento, di evoluzione, in un prodotto ancora più dinamico e complesso, l'inizio post-film della serie poi si apre con eventi sicuramente sorprendenti ed inaspettati, Mulder e Scully non saranno infatti alla guida degli X-Files.

The truth is inside us

"You can kill a man but you can't kill what he stands for. Not unless you first break his spirit. That's a beautiful thing to see". La prima parte della sesta stagione di X-Files si apre in modo decisamente diverso rispetto a tutte le altre, invece di avere un atteggiamento prettamente Sci-Fi, avremo di fronte una stagione inusuale, con più humor e meno momenti horror, che sarà caratterizzata da uno stile Fantasy che esplorerà anche l'aspetto più onirico della serie. Con Mulder e Scully che non sono alla guida degli X-Files, gli episodi saranno quasi sempre frutto delle "crociate" di Mulder che di sua iniziativa trascinerà Scully in quelli che poi si riveleranno comunque degli X-Files. Tornando all'aspetto fantasy della stagione, episodi come "Triangle", riguardante il triangolo delle bermuda, "Dreamland", divertentissimo doppio episodio sull'Area 51 e lo scambio di corpi, e "How The Ghosts Stole Christmas", episodio natalizio a base di fantasmi in una casa infestata, rappresentano sicuramente una svolta interessante nelle meccaniche e nei generi classici della serie. E' bene citare anche "Monday", che esprimerà l'aspetto più surreale della serie in un Lunedì che si ripete all'infinito, episodio che sembra ispirato da Run Lola Run e poi The Unnatural, una commedia ambientata a Roswell nel 1947 che narra di alieni ed esprime l'amore di Duchovny e Carter per il Baseball. Pochi saranno in questa stagione gli episodi dedicati alla mitologia, che però non mancheranno di rivelazioni clamorose quando presenti, come nel doppio episodio "Two Fathers-One Son". Questa stagione segnerà la fine, per così dire, della cospirazione legata al consorzio e farà pensare che la mitologia sia conclusa, si scoprirà invece che non è così. La settima stagione, oltre ad essere una delle più belle e più complesse, rappresenta anche un importante punto di svolta per diversi punti chiave di X-Files. La mitologia assumerà aspetti più "universali", meno legati a quella che era la cospirazione governativa e più strettamente collegati agli alieni stessi. La stagione segnerà anche il cross-over tra X-Files e Millennium, secondo telefilm di Chris Carter, di cui vi parleremo approfonditamente nel nostro Speciale su di esso. Eccentrici ed affascinanti saranno episodi come "The Amazing Maleeni", con la presenza del famoso illusionista Ricky Jay, ma anche "The Goldberg Variation", geniale puntata sulla fortuna e le varianti che possono portare a certi eventi. Importantissima sarà la chiusura della storia legata al rapimento della sorella di Mulder, Samantha, che avverrà con gli splendidi e profondi episodi "Sein Und Zeit" e "Closure"; anche se parlare di finali in X-Files è sempre abbastanza ingenuo.
Alcune puntate saranno collegate ad alcuni media esterni, "X-Cops" è una puntata girata interamente in amatoriale come il programma tv Cops, "First Person Shooter" è ambientata in un videogame e "Hollywood A.D" è una chiara critica all'industria Hollywoodiana e ad alcuni suoi metodi. Il finale della settima stagione infine può essere visto un po' come la summa di tutti gli X-Files, tutto ciò che Mulder e Scully hanno visto e vissuto nell'arco di sette anni. Se prima abbiamo parlato di cambiamenti, quelli che avverranno nelle ultime due stagioni saranno cambiamenti molto più radicali, nell'ottava stagione infatti comincerà a farsi più leggera la presenza di Duchovny nella serie, l'attore apparirà solo in 12 episodi rispetto ai 21 dell'intera stagione, questo a causa si degli eventi finali della settima stagione ma soprattutto perchè l'attore voleva prendersi una pausa.

I've seen things...that you can't even imagine

Come già detto nella prima parte dello speciale, ci sarà una logica aggiunta al cast, quella di Robert Patrick nei panni dell'agente John Doggett, che prenderà il posto di Mulder agli X-Files ed affiancherà Scully nelle sue indagini. Doggett è un agente ambizioso che assumerà il ruolo dello scettico, anche se Scully non si fiderà di lui, Doggett dimostrerà di essere una brava persona, aiutando Scully che invece assumerà un atteggiamento simile a quello di Mulder, pur non risultando una "credente" dichiarata come lui. Avevamo anche citato Monica Reyes, interpretata da Annabeth Gish, che sarà presentata verso la fine dell'ottava stagione e sarà poi la partner di Doggett agli X-Files nella stagione finale. Reyes, al contrario di Doggett, avrà una mentalità molto più aperta, pur non credendo in modo assoluto nel paranormale. I cambiamenti non riguardano solo il cast, dall'ottava stagione la sigla cambierà significativamente, questo perchè dalla fine della sesta stagione inizia un nuovo tipo di mitologia, con i vari personaggi, soprattutto i protagonisti, che trovano un proprio archetipo in precisi personaggi egiziani, una sorta di analogia che vedrebbe Mulder nel ruolo di Osiride e Scully in quello di Iside. Il significato del nome Osiride è "Potere dell'occhio", la nuova sigla mostrerà infatti Mulder cadere in un occhio, quello di Scully, che lo cercherà per gran parte della stagione. La nona ed ultima stagione è un concentrato di nostalgia, dopo otto anni Duchovny lasciò la serie, mettendo Gillian Anderson e Scully in una posizione di comando assoluto, al fianco, però, di Doggett e Reyes. Mentre i due agenti guideranno gli X-Files, Scully affronterà la solitudine per la mancanza di Mulder ma anche delle conseguenze relative ad uno degli eventi principali dell'ottava stagione, che permetteranno di affrontare temi come la cristianità in modi mai sperimentati nelle precedenti stagioni. Nonostante l'assenza di Mulder sia pesantissima, la nona stagione confermerà l'invincibilità di X-Files, dimostrandosi qualitativamente ottima e, pur mancando di quegli elementi storici delle passate stagioni, saprà riaccendere delle atmosfere più oscure, leggermente più horror rispetto a quelle degli ultimi anni. Pur essendo assente, la presenza o non-presenza di Mulder si farà sentire in tutti gli episodi della nona stagione, che dopo nove anni portò alla conclusione di X-Files nell'episodio leggenda, "The Truth", che sarà impostato come una super riunione dei personaggi più importanti apparsi nell'arco di tutta la serie e ci offrirà...no, scordatevelo, non un finale, ma diverse risposte, lasciando però aperta la porta per continuare la storia sul grande schemo, come Chris Carter sta effettivamente facendo.

X-Files I WANT TO BELIEVE Diciassette anni sono passati dall'inizio di X-Files, otto anni sono passati dalla fine, due anni fa Chris Carter ha fatto ciò che aveva sempre voluto fare, riprendere X-Files per mezzo del grande schermo. I Want To Believe, secondo film della serie, era mirato a “riallacciare” i rapporti con la serie, in modo da poter continuare se non addirittura concludere la mitologia di X-Files, tutto ciò in ottica 2012. Per chi ha avuto la fortuna di viverlo dagli anni 90, X-Files è stato un viaggio incredibile, un'odissea, un'avventura epica che forse definire un semplice telefilm sarebbe sbagliato. X-Files è un'esperienza artistica e non solo, da vivere affondo, un'esperienza che oltre ad arricchire a livello artistico ed umano può anche ispirare profondamente. Qualche giorno fa Duchovny ha confermato che X-Files 3 è già stato scritto e stando ai giochi di parole di Chris Carter di un paio d'anni fa, potremmo aspettarcelo in uscita per il 22 Dicembre 2012. X-Files 3 sarebbe l'opera definitiva sulla mitologia di X-Files e sembra che finalmente stia arrivando. Se noi ci crediamo? Noi vogliamo crederci!