Speciale Zachary Levi al Telefilm Festival 2010

Zachary Levi è stato ospite al Telefilm Festival 2010 e SerialEye non poteva mancare!

speciale Zachary Levi al Telefilm Festival 2010
Articolo a cura di

Milano, Sabato 08/05/2010, h. 12:30

Una calca di fans e giornalisti si ritrovano nella calura del foyer del cinema Apollo chiedendosi perché il programma del TFF prevedesse il Photocall per le 12, quando dopo mezz’ora di inutile attesa Zachary Levi, Chuck Bartowski per gli amici, ancora non si è visto. Finchè, finalmente, in fondo al nutrito gruppo di teste spunta un cappellino con le inconfondibili lettere “L.A.”: e chi altri poteva indossare un cappello di Los Angeles se non il nerd più nerd di Burbank? Durante il photocall si capisce subito che valeva sicuramente la pena attendere per poter assistere alla sfolgorante simpatia che appartiene a Zachary, non solo nella finzione ma anche nella vita di tutti i giorni.
Dopo l’incontro con i fotografi e le tv, Zachary viene portato in sala per sottoporsi alle domande e alle curiosità dei vari giornalisti durante la conferenza stampa riservata unicamente alle testate giornalistiche a cui, naturalmente, SerialEye ha preso parte.

Nel pomeriggio, invece, Zachary si è riservato al pubblico: l'affluenza è stata talmente alta che gli organizzatori hanno dovuto preparare, al momento, un doppio incontro da 40 minuti circa ognuno, al posto del singolo incontro da un'ora che era previsto inizialmente. All'inizio del secondo incontro, forse emozionato dalla quantità di gente che voleva incontrarlo, forse stupito dall'affetto che lo circondava, Zachary si è persino lasciato prendere dalla commozione davanti ai propri fans. E' bello sapere che oggi ci sono ancora VIP che riescono a commuoversi davanti all'affetto dei propri fan. Grazie Zach.

Di seguito una sintesi delle domande che gli sono state rivolte (e relative risposte) sia durante la conferenza stampa che durante l'incontro con il pubblico.

Domande e Risposte

D: Sono già due anni che la NBC ha dei problemi ed il futuro della serie Chuck è incerto. Quali saranno le sorti della serie?
R: So che molti di voi si sono appassionati a Chuck e anche noi che ci lavoriamo non siamo da meno, tuttavia è un periodo di crisi e le emittenti devono prendere delle scelte anche difficili per quel che riguarda i palinsesti. Nonostante tutto siamo molto fiduciosi sulla possibilità di girare una quarta stagione per Chuck, benché qualcosa di più certo si saprà solo tra una settimana.

D: Cosa pensi di fare in questa tua visita europea, in particolare qui a Milano?
R: Non so, avete dei suggerimenti? Cosa si fa a Milano? Una cena, dovrò mangiare prima o poi...e andrò a bere qualcosa con il mio amico Eric che mi ha accompagnato qui in Italia. Poi resteremo in Europa insieme ad Eric per circa un mese: onestamente non so quale sarà esattamente l’itinerario di questo viaggio. L’idea era: andiamo in Europa, prima a Madrid e a Milano dove avevo degli impegni e poi vivremo alla giornata, spostandoci in maniera intelligente. Sicuramente non andrò a Parigi per poi tornare a vedere Firenze! In Italia voglio visitare Venezia, Firenze, Roma. Poi andremo probabilmente al Festival del Cinema di Cannes e ci sposteremo lungo la costa francese fino a Barcellona. Poi magari andremo a Parigi o Amsterdam, e in qualche altra città a Nord. Il problema è che tutti i miei amici americani mi hanno detto: devi andare assolutamente qui, devi visitare questa città, devi vedere questo, ma purtroppo non avrò il tempo per visitare tutto. Però tutti mi hanno detto che l’Italia è un paese fantastico e che gli italiani sono molto ospitali. Ho solo un po’ paura dei francesi perché so che non amano moltissimo gli americani...

D: Com’è lavorare con Josh Schwartz?
R: Lavorare con Josh e Chris Fedak, entrambi creatori della serie, è fantastico. Loro andavano insieme al college e Josh cercava qualche idea originale e l’idea di creare Chuck venne a Chris, che gliela propose. Josh è uno scrittore e un produttore molto intelligente ma soprattutto è molto diplomatico: a Hollywood metà del tuo lavoro è “politica”, devi cercare di mantenere i buoni rapporti con gli studios e con il network, e Josh è veramente molto bravo in questo. Inoltre è una persona piacevolissima e lui ha creduto in me, e lo ringrazio moltissimo per questo, per aver creduto in me e per avermi scelto come protagonista di Chuck, insieme a McG che ha diretto il pilot.

D: Come ti senti a sapere che per la NBC Chuck potrebbe rappresentare l’ancora di salvezza del network?
R: Chuck è stata un’avventura, dall’inizio fino ad ora, e una grossa parte di quest’avventura è rappresentata dai fan. Ci sono stati dei problemi interni alla NBC con Jay Leno, si sono ritrovati cinque ore da dover coprire con qualche show e qualcuno ha detto Chuck. Io non penso che saremo sicuramente la salvezza per la NBC, ma so che molti fan ci ritengono lo show migliore della NBC e a loro dico grazie mille. A tutti i fan sparsi per il mondo, grazie.
Ricevo moltissimi messaggi su Facebook e Twitter ed è fantastico sapere che quello che facciamo a Hollywood, anzi a Burbank, ha un forte impatto sui nostri amici italiani, o su quelli brasiliani, sui fan della Repubblica Ceca o su quelli russi. Voglio dire, non so quanta gente in Russia guardi Chuck, la stessa cosa vale per l’Italia, ma ora vedo che siete tantissimi, quindi grazie, grazie a tutti. E non so se salveremo la NBC ma so che voi state salvando noi, e questo è l’importante.

D: Tra il personaggio che interpretavi in Less Than Perfect e Chuck Bartowski a quale ti senti più vicino personalmente?
R: Prima di tutto, grazie per aver visto Less Than Perfect. Lì non ero il protagonista, ero l’antagonista. Ma era comunque divertente, avevo molti amici che lavoravano con me. Mettendo a confronto i due personaggi, però, non c’è paragone: personalmente sono molto più vicino a Chuck. Mi piacciono le stesse cose che piacciono a lui, leggo i fumetti, nel tempo libero gioco ai videogames, in fondo sono nerd anch’io come lui. Quindi sono sicuramente più affezionato al personaggio che interpreto attualmente rispetto a quello di Less Than Perfect.

D: Ora che ti sei cimentato anche nel canto (riferendosi al duetto con Katharine McPhee in “Terrified”, NdR) sarà possibile vederti in futuro nuovamente nelle vesti di cantante?
R: Io sono cresciuto cantando, mi è sempre piaciuto cantare e l’ho fatto sia per divertimento che per lavoro. Ho sempre pensato che magari in futuro sarebbe potuto anche diventare un lavoro a tempo pieno, magari ai bordi delle strade, con un cappello per raccogliere l’elemosina (ride). Benchè la recitazione sia il mio primo amore, ciò per cui vivo e con cui mi guadagno da vivere, ho sempre coltivato il canto. Penso però che ci sia un momento per ogni cosa, non bisogna forzare i tempi e tutto deve avvenire naturalmente. Ora sono concentrato nell’entertainment e spesso a Hollywood capita che per i cantanti sia facile diventare attori, molto più facile rispetto al fatto che un attore diventi un cantante.
Katharine è una mia buona amica, ha saputo che io cantavo e mi ha proposto questo duetto, la riedizione di una sua canzone. L’ho fatto per divertimento, non per lavoro, ma nel futuro non si sa mai: se il pubblico mi chiedesse a gran voce di pubblicare un album potrei anche farlo. Voi lo comprereste?

D: Puoi dire qualcosa sul futuro con Sarah e su come si incroceranno le vite di Chuck e di Orion (il padre di Chuck, NdR)?
R: Siete felici che Chuck e Sarah stanno insieme? Anche io (ride). Come ha detto il Generale Beckman: era ora, dannazione! Comunque, non voglio rivelare niente. Volete che vi riveli qualcosa? No? Bene, perché odio quando le persone mi chiedono di raccontare cosa succederà nella serie: se vi piace la serie, non volete sapere cosa succederà, lo scoprirete guardandola. Ma posso dirvi che succederanno un sacco di cose fighissime prima della fine della stagione...che non vi racconterò.
Sapete già che Orion si scoprirà essere mio padre, Steven Bartowski. Tra l’altro Scott Bakula è un attore grandioso, è fantastico lavorare insieme a lui. All’inizio della terza stagione eravamo stati contattati per realizzare 13 episodi, ma ne sono stati aggiunti altri 6. Solitamente gli sceneggiatori scrivono la storia dall’inizio alla fine a seconda del numero degli episodi, con queste aggiunte si sono trovati in difficoltà. Ma voi avete già visto tutta la terza stagione, fino all’ultimo episodio andato in onda? Siate onesti, siete tutti dei nerd! Quando sono stato in Inghilterra ho conosciuto dei ragazzi che mi hanno confessato che, non potendola seguire in altro modo, scaricavano illegalmente la serie da internet. La mia risposta è stata: ok, va benissimo, se questo è l'unico modo che vi permette di supportare lo show non vedo dove sia il problema. Non fraintendetemi, non inneggio alla pirateria, spero in un mondo senza download in particolar modo come artista. Ma se ora come ora ci sono delle barriere che non permettono altri metodi per poter seguire una serie, le persone fanno bene ad utilizzare quelli meno leciti.

D: Quali telefilm ti piacciono al di fuori di Chuck, e dove ti piacerebbe fare la guest star?
R: Bella domanda. Onestamente non ho molto tempo per vedere la tv, solitamente nel tempo libero gioco ai videogames o vado al cinema. Tra l’altro, da quando ho iniziato a fare tv praticamente ho smesso di guardarla. Comunque, il mio telefilm preferito in assoluto è Lost e vedo che anche tra di voi ci sono degli appassionati, apprezzo moltissimo. Non mi piace vedere le serie quando sono già iniziate, ma per Lost ho avuto la possibilità di vederne il pilot perché in quel periodo lavoravo per la ABC in Less Than Perfect. Mi ha veramente preso, l’isola, donne bellissime, gli orsi polari...di cui nessuno spiegherà mai la presenza (ride), e ci sono un sacco di segreti che ti tengono incollato alla sedia e aumentano l’hype in maniera straordinaria. Un personaggio che mi piace tantissimo è Desmond, lo adoro, in particolar modo quando ha investito Locke sulla sedia a rotelle. Quando ho tempo libero guardo altri canali, come Discovery Channel, History Channel...

D: Com’è stato passare da Less Than Perfect a Chuck?
R: Ma eravate in molti a guardare Less Than Perfect? Siete più voi di tutte le persone che lo hanno visto negli Stati Uniti! O almeno a Los Angeles (ride). Less Than Perfect è stato il mio primo lavoro serio ad Hollywood, avevo fatto delle parti minori ma è stata questa serie a lanciarmi nel ruolo di Kipp. E’ stato divertente fare la parte del cattivo, ma Chuck è completamente l’opposto di Kipp. Kipp sarebbe vestito Versace oggi, io invece indosso le All Star. I miei amici mi hanno sempre rimproverato di indossare sempre le All-Star, poi ho ottenuto il ruolo di Chuck e da quel momento ho finalmente un motivo per indossarle tutti i giorni! I ruoli cattivi sono stimolanti, ma è difficile rimanere fossilizzato in un personaggio se si fa una serie per tanto tempo: c’è che riesce a staccarsi dal personaggio nonostante tutto, comunque non è stimolante per un attore interpretare sempre gli stessi ruoli.
In futuro spero di riuscire a ottenere anche parti drammatiche, magari da cattivo, come Terry O’Quinn che fa Locke in Lost, il miglior personaggio della tv negli ultimi anni e forse il migliore mai apparso in una serie televisiva. All’inizio non si capisce se è buono o cattivo, in una delle prime scene, quando sorride a Walt con l’arancia tra i denti, è veramente inquietante. Poi si scopre che è bravo per un po’ di tempo, finchè scopriamo che non lo è più. E forse è proprio questo che rende Lost così interessante: è una serie molto dinamica. Chuck invece sarà sempre buono. Io adoro il suo cuore e voglio proteggere il suo personaggio: se penso che qualche scena non sia adatta a lui ne discuto con gli sceneggiatori.

Telefilm Festival A conferenza conclusa, Zachary ha ringraziato i fan, purtroppo senza il permesso di firmare autografi o fare foto insieme. Nonostante tutto, è impressionante quanto attore e personaggio si assomiglino: la bontà e la simpatia di Chuck si riflette in tutto e per tutto nella personalità di Zach Levi, disponibile e affabile verso chiunque.