Weekend nostalgia: le 10 scene migliori di Breaking Bad

A tre anni dalla messa in onda dell'episodio finale della serie capolavoro di Vince Gilligan, ripercorriamo insieme i momenti migliori di Breaking Bad

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"Così un giorno o l'altro, dopo una settimana o un anno, mentre passeggerete a Santa Fe, a Manhattan o a Praga o dovunque sia, parlando delle quotazioni delle vostre innumerevoli azioni, senza preoccupazioni al mondo, ecco che all'improvviso vi accorgerete di un rumore di passi dietro di voi e prima ancora che coi possiate girarvi... BAM! L'oscurità. Su con la vita, bellissima gente. Finalmente potete fare la cosa giusta."Sono trascorsi ormai tre anni, tre anni che sembrano già un'eternità, dalla messa in onda dell'ultimo episodio di Breaking Bad, per molti la miglior serie di sempre, da altri semplicemente indicata come un punto di svolta della serialità moderna che ha cambiato il modo di concepire lo spettacolo del piccolo schermo, la scrittura televisiva e la creazione di personaggi che sono diventati icone del nostro tempo. Tutti conoscono o hanno sentito parlare almeno una volta di Walter White (Bryan Cranston) e Jesse Pinkman (Aaron Paul), gli antieroi corteggiati dal potere per cui, alla fine, fai il tifo, preghi per la loro sopravvivenza legittimando ogni disdicevole azione, ogni delitto, ogni scelta sbagliata. In onore di questi momenti, abbiamo scelto per voi le dieci migliori sequenze di Breaking Bad, il capolavoro di Vince Gilligan vincitore di 16 Emmy Awards e 2 Golden Globes: motori accesi (e occhio agli spoiler!), inizia il viaggio nella memoria di Walter e Jesse. Yo bitch!

L'incidente della vasca

"Che cosa mi stavi chiedendo, scusami? Ah sì: perché ti ho mandato a cercare quello stupido coso di plastica... perché l'acido idrofluorico non attacca la plastica, mentre invece dissolve metalli, pietra, vetro, ceramica. Era questa la ragione". Quello che avviene nel secondo episodio della prima stagione è da annoverare tra le parentesi più divertenti di tutta la serie: Walter e Jesse devono sbarazzarsi di una coppia di spacciatori e scelgono un metodo insolito per farlo, sciogliendo il corpo nell'acido. Ma cosa succede quando l'allievo non ascolta i suggerimenti del maestro? Jesse è sbrigativo, e invece di versare il liquido abrasivo in un contenitore di plastica, immerge il cadavere in una vasca da bagno. Il pavimento cede e dal piano di sopra i due vedono precipitare una disgustosa mistura di sangue e budella. Questa si che è una morte degna di essere ricordata!

La prima volta di Walter White

L'integrità morale di Walter White non era mai stata messa in discussione, ma le aspettative di vita ridotte a zero a causa del cancro e le nuove necessità di sopravvivenza nell'ambiente della droga lo spingono a compiere azioni riprovevoli come quella compiuta nel terzo episodio della prima stagione. È un confronto con se stesso che si consuma al buio di una cantina, dove è tenuto in ostaggio un "avversario" che avrebbe ostacolato la sua missione e quella di Jesse: così, dopo un lungo dialogo, Walter stringe il ferro che lo teneva legato e dice addio per sempre alla sua fedina penale pulita.

Questa non è meth

"Fulminato di mercurio. Le meraviglie della chimica". Non mancano sequenze ad alta spettacolarità nella prima, forse perfetta, stagione di Breaking Bad, come quella destinata al finale dell'episodio numero sei: recatosi al quartier generale di Tuco, Walter cerca il confronto frontale dopo l'aggressione subita da Jesse e porta con sé una busta di fulminato di mercurio, all'apparenza simile alla metanfetamina, e richieste di denaro che vengono subito rifiutate. Mai mettersi contro Eisenberg: basta una piccola gemma scagliata contro la parete a provocare l'esplosione instantanea dell'edificio. "Questa non è meth" è già tra le battute migliori di tutta la serie.

La morte di Jane

Nel corso delle prime due stagioni il rapporto tra Walter e Jesse subisce una chiara evoluzione e da semplici "partner lavorativi" i due diventano come padre e figlio. Non sono quindi estranei agli accesi litigi, e nemmeno ad una sincera preoccupazione verso le condizioni dell'altro, cosa che spinge il più anziano a compiere un atto tragico, determinante e contraddittorio: nell'episodio dodici della seconda stagione, Walter guarda Jane, la nuova compagna eroinomane di Jesse, morire di overdose al fianco del ragazzo inerme, senza muovere un dito. Lasciarla andare significa da una parte preservare il futuro del "figlio" sottraendolo ad un consumo eccessivo di droga, dall'altra impedire che la ragazza sveli alla polizia il piano di Walter e fugga via con il denaro, e soprattutto, con il suo compagno di lavoro prediletto. È una scena struggente, di una bellezza silenziosa, che esprime il conflitto morale di un uomo combattuto tra interesse privato e pubblico.

Skyler, I am the danger

Atteso e inevitabile, arriva nelle prime puntate della quarta stagione l'acceso dialogo della verità tra Walter e la moglie Skyler, che nel frattempo ha scoperto la doppia vita del marito. Lei non ha dubbi: andranno dalla polizia per salvare la loro famiglia e per evitare altri spiacevoli episodi, spingendo sulla buona fede di Walter e sul fatto che sia un brav'uomo trovatosi nella situazione sbagliata. Lui invece non vuole più sentire discorsi del genere, e tuona furioso "È evidente che non sai con chi stai parlando. Ti comunico che non mi stanno minacciando, Skyler. Sono io la minaccia". Il personaggio ha ormai divorato la persona, Walter White non esiste più.

La fine di Gustavo Fring

"È finita, siamo salvi. Ho vinto". Clamoroso quanto romantico, esplode letteralmente l'epilogo della quarta stagione di Breaking Bad nel segno dell'addio ad uno dei personaggi più significativi della serie: Gustavo Fring. Dopo una forsennata rincorsa fatta di accordi, lotte intestine e azioni parallele, Walter White provoca la morte dell'avversario con un piano perfetto, collegando una bomba alla sedia a rotelle di Hector Salamanca. Fring, che era andato dal vecchio malato per l'ultimo saluto prima dell'assassinio, ascolta il tintinnio del fatale campanello per poi morire con mezzo volto sfregiato.

La rapina del treno

Breaking Bad come un western. C'è il deserto, una ferrovia e un manipolo di uomini pronti ad assaltare il treno che trasporta una cisterna di metilammina, materia utile per Walter White e la sua banda. Uccidere i conducenti avrebbe destato troppi sospetti, pertanto è il piano escogitato da Jesse a dettare il ritmo dell'azione: tramite un escamotage, viene collegato un tubo alla cisterna risucchiando la sostanza e sostituendola con della semplice acqua e il tutto avviene nel migliore dei climax emotivi. Il montaggio serrato e l'urgenza di sbrigare la questione esacerbata dal pericolo imminente, rendono questo episodio (il quinto della stagione numero cinque) tra i più esaltanti della storia dello show di Gilligan, senza dimenticare il sacrificio finale di un povero spettatore, il bambino ucciso con un colpo di pistola da Todd proprio negli ultimi minuti.

Say my name

"Andiamo, tutti voi sapete bene chi sono. Dì il mio nome". Walter, Mike e Jesse incontrano finalmente il drug dealer di Phoenix per stipulare un accordo definitivo: vengono infatti offerti 5 milioni di dollari a Mike per acquistare la sua posizione di distributore della metanfetamina blu, con la promessa di triplicare i profitti. L'episodio sette della quinta stagione è tutto un gioco di dialoghi e compromessi, di scambi affilati e parole pesanti come cemento, che si infiamma nella ormai celebre scena nel deserto dove Walter White "rivela" la sua identità e confessa di essere responsabile diretto dell'uccisione di Gustavo Fring. Bryan Cranston, sul quale la camera insiste grazie a primi piani senza scampo, è giunto ad una forma completa e il personaggio di Eisenberg non è più una figura evanescente o idealizzata, ma reale, fisicamente presente e inattaccabile.

Addio Hank

Rimasto ferito durante lo scontro a fuoco nel parcheggio della puntata precedente, Hank respira gli attimi che lo separano dalla morte. Nello stesso identico luogo dove anni prima Walt e Jesse avevano sistemato il camion-cucina, si ritrovano gli artefici della sparatoria sul palcoscenico di quello che è a tutti gli effetti un giudizio finale, inveitabile visti gli sviluppi dell'indagine che Hank stava conducendo e che lo avevano portato finalmente ad una conclusione: è Walt, suo cognato, l'uomo da stanare. Nonostante il tentativo del cognato di salvarlo da un atroce epilogo, per Hank la storia è già scritta. Morirà con un colpo di pistola alla testa, nella quattordicesima puntata della stagione cinque, innescando a catena una serie di eventi che concluderanno la folle corsa di Walter e Jesse per salvare se stessi e i loro cari.

Il finale

"Credo di aver ottenuto quello che meritavo", si sente cantare nelle note di Baby Blue, il brano che accompagna il poetico addio di Breaking Bad al piccolo schermo. Non servono molte parole per descrivere la perfezione di un attimo, la bellezza congelata in poche ed efficaci inquadrature rese ancora più immortali dall'uso della musica, dallo sguardo soddisfatto di Bryan Cranston, dalla sensazione che tutto andrà bene. La sequenza finale della quinta stagione mette a nudo il personaggio e lo spoglia da ogni sovrastruttura, consegnando allo spettatore il giusto e meritato congedo dopo cinque anni di furore e sogno. Un pezzo di storia televisiva da incorniciare e raccontare alle future generazioni.