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Altered Carbon: prime impressioni sulla stagione 2 della serie Netflix

Abbiamo guardato in anteprima i primi episodi della seconda stagione di Altered Carbon, disponibile la prossima settimana su Netflix.

anteprima Altered Carbon: prime impressioni sulla stagione 2 della serie Netflix
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Passato, presente, futuro. Temi che rappresentano una concezione statica della vita umana, la quale, in modo totalmente arbitrario segue ciecamente questo schema, seppur con modi e termini sempre diversi in base all'individuo. L'unica certezza all'interno di questo meccanismo che non lascia spazio all'immaginazione è la fine, la morte, un punto d'arrivo ineffabile e spaventosamente definitivo e, soprattutto, che non fa alcuna discriminazione. Si potrebbe assumere, dunque, che la morte stessa è un punto d'arrivo obbligatorio, una delle poche certezze nella vita di ogni essere umano e per tal motivo una delle cose che maggiormente spaventano, ma non soltanto. Immaginare cosa avviene dopo la morte è infatti una delle curiosità maggiormente esplorate, una domanda che tanti si pongono ma a cui, chiaramente, nessuno può dare una risposta concreta.

Tuttavia, c'è chi questa domanda non se la pone affatto, facendosi beffe di ciò che, a conti fatti, è una certezza inviolabile della vita umana: la morte. Altered Carbon, distopica serie TV originale Netflix tratta dal romanzo di Richard K. Morgan, parte proprio da qui, stravolgendo completamente il concetto della morte stessa. Le diramazioni narrative dell'opera, però, sono ben diverse e spaziano senza difficoltà tra molteplici tematiche, in un concentrato affascinante che unisce il brivido dell'azione ad una natura introspettiva e riflessiva sempre ben delineata. E la seconda stagione di Altered Carbon, in arrivo il prossimo 27 febbraio su Netflix, parte proprio dalle solide fondamenta create da quella precedente, continuando ad illustrare le forze in gioco in un mondo sempre più sull'orlo di un collasso globale.

Dov'eravamo rimasti?

La stagione 1 della serie con Anthony Mackie ha introdotto un contesto cyberpunk cruento e spietato, in cui la società, sempre corrotta e tremendamente cieca nei confronti dei più deboli, ha alla fine raggiunto una singolare forma di classismo. Chi ha più potere, chi ha più soldi, può comprarsi la morte, trasferendo la propria coscienza da un corpo all'altro senza limiti.

In mezzo a questo caos politico e sociale si muove il protagonista della storia, Takeshi Kovacs, la cui storia è culminata con quello che potremmo definire un finale tutto sommato coerente e in linea con quanto visto nel precedente blocco di episodi. Il suo percorso poteva dirsi fondamentalmente completo, ma i legami col passato, anche se ultra centenario, sono difficili da cancellare, in particolare se c'è di mezzo un amore longevo e viscerale come quello tra lo stesso Kovacs e Quellcrist Falconer (Renée Elise Goldsberry), leader rivoluzionaria da secoli in lotta contro la società e nemica giurata della "reincarnazione" di cui gli esseri umani non possono ormai fare a meno. E la seconda stagione parte proprio da qui, da Kovacs e dalla sua eterna ricerca di Falconer, prendendosi però la libertà di separare cronologicamente le due stagioni con un lasso di tempo importante che ha inevitabilmente alterato i già precari equilibri di un mondo sempre più asettico e invivibile.

Per certi versi "intrappolato" in un corpo ben diverso da quello che avevamo imparato a conoscere, Kovacs continua a vivere la propria vita alla ricerca di Falconer, mantenendo per quanto possibile un profilo basso. L'uomo, però, viene avvicinato da una cacciatrice di taglie, Trepp (interpretata dalla bella Simon Missick, già vista nei panni di Misty Knight in Luke Cage e in The Defenders) la quale, da buon messaggero, offre a Kovacs una missione molto particolare che fa da apripista alla trama dello show.

Un altro "Mat", ricco e influente, vuole la sua protezione e gli offre in cambio una nuova custodia dalle capacità strepitose e dunque una nuova vita ma, soprattutto, quello che lui più desidera: risposte su Falconer, il suo eterno amore perduto. Per portare a termine la missione il buon vecchio Tak è costretto a tornare su Harlan's World in compagnia della fidata IA Poe (Chris Conner), il suo pianeta natio, su cui l'uomo avrebbe fatto volentieri a meno di fare ritorno. Ad attenderlo c'è più di quanto potrebbe sembrare: una vera e propria guerra sociale è in atto e le forze in gioco sono diverse, tutte legate in qualche modo al mistero che si cela dietro all'identità della stessa leader sulle cui tracce non c'è solo Kovacs. O viceversa?

I've got you... under my skin!

È una stagione di cambiamento, che parte col piede sull'acceleratore, portando su schermo un ritmo decisamente più frenetico e adrenalinico. La novità principale la troviamo nella scelta del volto del protagonista, che in questa nuova tornata di episodi non vede più nei panni di Takeshi Kovacs l'ottimo Joel Kinneman, bensì Anthony Mackie, noto ai più per aver interpretato il personaggio di Falcon nei film del Marvel Universe (Endgame, Captain America: Winter Soldiers e altri).

È soltanto l'inizio di una forte "rivoluzione" che, come ammesso più volte dalla produttrice esecutiva Laeta Kalogridis, in questa seconda stagione si prenderà libertà narrative e tematiche rispetto al materiale originale, smettendo, in buona sostanza, di seguire gli eventi narrati nella controparte cartacea firmata da Morgan. Ciò, almeno per ora, ci sentiamo di dire che non ha inficiato sulla qualità della serie, la cui realizzazione ci è apparsa già dalle prime battute decisamente a fuoco e sopratutto in linea con la precedente.

La serie sembra aver abbandonato quell'atmosfera eccessivamente lugubre e se vogliamo "dark" a cui era fortemente legata, abbracciando un immaginario decisamente più cyberpunk e meno post-apocalittico. In Altered Carbon 2 troverete infatti gli stessi momenti riflessivi accompagnati da attimi di sana violenza, che accompagnano una trama generale che sembra aver molto da dire nel corso di questi otto episodi da cui è composta la stagione. A questo si unisce uno stile ancora una volta unico, soprattutto sul piano estetico, che qui per certi versi raggiunge risultati ancora migliori.

L'universo cyberpunk creato per la serie è sempre più convincente e ogni cosa sembra essere stata piazzata nel punto giusto, per un trionfo a tratti impossibile da reprimere. Se dovessimo trovare un difetto, probabilmente questo sarebbe legato proprio al protagonista: sarà per una questione di abitudine o "affettiva", ma ci sentiamo di affermare che, per quanto Mackie sembra essersi calato bene nella parte, durante i primi episodi non è risultato convincente come Kinneman nei panni del protagonista. Quest'ultimo, infatti, aveva un'espressione ben più in linea con la natura di Kovacs che in Mackie non abbiamo ancora visto, un'espressione di dolore continuo di chi ha perso tutto (e più volte) che negli occhi dell'attore di origini svedesi si avvertiva con un impatto decisamente maggiore.

Altered Carbon - Stagione 2 La seconda stagione di Altered Carbon sembra essere partita col piede giusto. Al netto dei tanti cambiamenti, i primi episodi ci hanno lasciato sensazioni più che positive. Se dal punto di vista estetico la serie non ha nulla da dimostrare, a convincerci è stato un ritmo decisamente più frenetico e soprattutto una scrittura che sembra avere tutte le carte in regola per dare agli spettatori il giusto compromesso tra azione e introspezione, portando avanti nel migliore dei modi la missione intrapresa qualche anno fa. Complessivamente, dunque, chi ha amato la prima stagione può, per ora, dormire sonni tranquilli, ma attenzione: il “nuovo” Kovacs potrebbe non piacere a tutti. A noi, in verità, ha convinto soltanto in parte.