Netflix

Away: un primo sguardo allo space drama in arrivo su Netflix

Hilary Swank è a capo della prima missione verso Marte, in una serie che riflette sull'impatto di tale impresa sull'equipaggio e i loro cari.

anteprima Away: un primo sguardo allo space drama in arrivo su Netflix
Articolo a cura di

Partecipare ad una missione spaziale richiede non solo tante competenze e qualità, ma anche una buona dose di sacrifici, soprattutto se parliamo della prima missione verso Marte, della durata di tre anni e con una possibilità di sopravvivenza al 50%. Questo è ciò che emerge dalla visione dei primi episodi di Away, una delle novità Netflix in arrivo a settembre. Fin dal pilota, infatti, appare chiaro che lo show voglia concentrarsi in particolare sulla dimensione umana dei membri dell'equipaggio, i quali dovranno imparare a cooperare al meglio in vista del raggiungimento di un obiettivo comune: portare i primi esseri umani a calcare la superficie del pianeta rosso. Come se non bastasse, gli astronauti di questa spedizione ambiziosa dovranno affrontare tutti i problemi derivanti dal dover vivere un periodo di distanza forzata da amici e familiari. Away debutterà su Netflix il 4 settembre con una prima stagione composta da dieci episodi. Dopo aver visto i primi tre in anteprima, scopriamo dunque cosa aspettarci dalla creazione di Andrew Hinderaker, Matt Reeves e Jason Katims, con protagonista la due volte premio Oscar Hilary Swank (Boys Don't Cry, Million Dollar Baby).

Mars ain't the kind of place to raise your kids

Emma Green (Hilary Swank) è l'astronauta statunitense scelta come capitano della prima missione su Marte, ma per prenderne parte dovrà scendere a patti con la consapevolezza di stare lontana dalla figlia Alexis (Talitha Bateman) e dal marito Matt (Josh Charles) - alla prese con problemi di salute che gli hanno impedito di partecipare al viaggio - durante un periodo delicato nel quale entrambi avrebbero bisogno della presenza della donna.

Conciliare l'amore per la famiglia e la voglia di concretizzare il sogno di riuscire in un'impresa così imponente non è l'unica sfida che si pone di fronte a Emma; sebbene venga sottolineato più volte quanto quest'ultima sia adatta al compito di guidare l'equipaggio, la fiducia degli altri astronauti non è cosa scontata e va dunque guadagnata. C'è bisogno di un'ottima leadership, da dimostrare ad ogni intoppo che può presentarsi in una situazione così delicata. Nessuna tra le persone a bordo, infatti, vorrebbe pagare con la propria vita una decisione avventata o, addirittura, l'incapacità di decidere quando la situazione si faccia critica. Che siano problemi meccanici o relazionali, in questi primi episodi Emma è messa continuamente alla prova e, in diverse occasioni, mostrerà fino a dove si possa spingere l'animo umano, ma anche l'importanza del fare affidamento sugli altri.

Lo spirito di collaborazione è centrale nello show e lo si nota dall'equipaggio, composto da Kwesi (Ato Essandoh) per il Regno Unito, Misha (Mark Ivanir) per la Russia, Ram (Ray Panthaki) per l'India e Lu (Vivian Wu) per la Cina. Insomma, si tratta del frutto degli sforzi congiunti di più nazioni, laddove la "conquista" della Luna è stata invece una gara tra superpotenze. Se procedere uniti in vista dell'obiettivo vale sulla Terra, a maggior ragione è fondamentale nello spazio ristretto della navicella, dove il bene della missione viene prima di tutto.

Per questo, la riuscita del viaggio interplanetario richiede grandi sacrifici a tutti gli astronauti coinvolti e, anche se il focus degli autori è concentrato soprattutto su Emma e la sua famiglia, lo spazio dato alle vicende personali dei suoi compagni d'avventura ci ricorda che anche loro hanno dovuto fare rinunce o subire perdite pur di seguire le proprie aspirazioni. Per ora, Away sembra seguire uno schema che approfondisce il background di un astronauta per episodio, il tutto però in maniera equilibrata, permettendoci di cogliere in maniera omogenea nuovi aspetti del carattere dei vari personaggi, attraverso la diversità di approcci nel porsi di fronte ad un problema per trovarne la soluzione.

Is there life on Mars?

Seppur non manchino attimi di tensione, l'azione - poca - vista finora è tutta funzionale al vero cuore di Away; ossia raccontare l'evoluzione del rapporto tra i personaggi che, con l'allontanarsi sempre più dalla Terra, si faranno con buone probabilità sempre più tesi e complicati. Non ci riferiamo solo ai membri dell'equipaggio, ma anche al confronto con i propri cari e con i colleghi che lavorano alla base spaziale. Tre anni di lontananza sono tanti e la consapevolezza che basti un piccolo intoppo per trasformare l'impresa in tragedia non può che far vivere la quotidianità con una costante sensazione di irrequietezza. Come sottolineato dai membri del cast in alcune interviste, alla luce del COVID-19 e del recente lockdown che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, la serie acquista un sapore nuovo rispetto alle intenzioni originali. Oggi possiamo identificarci nei dilemmi degli astronauti in modi del tutto inediti e rispecchiarci così nel loro dover stare lontani dai propri affetti, ma anche nel dover stare in uno spazio chiuso senza la possibilità di uscire all'esterno.

Ad aumentare quest'identificazione, poi, c'è la presenza continua di comunicazioni con la Terra - che siano telefonate o video - con tanto di occasionali problemi di connessione. Non si tratta, dunque, di un viaggio spaziale scandito dal silenzio e, spesso e volentieri, i personaggi non fanno che ricordarci il nostro continuo affidarci ad uno smartphone per provare a lenire gli effetti di solitudine e distanza. In conclusione, i primi tre episodi di Away ci hanno lasciato con il desiderio di sapere se Emma riuscirà o meno a portare la sua squadra a fidarsi completamente di lei, di vedere come evolveranno le relazioni tra i personaggi e di scoprire fino a che punto l'equipaggio verrà messo alla prova durante una missione che riserverà di certo altre sorprese e problemi.

Away - Serie Netflix Away è uno space drama incentrato sui rapporti umani e sull’importanza della collaborazione, fondamentale in particolar modo nel corso di una missione che ha gli occhi del mondo intero puntati addosso. I tre episodi visti in anteprima ci hanno convinto e incuriosito, complice l’epicità intrinseca al primo viaggio di un equipaggio umano verso Marte. Nonostante l’eccezionalità dell’impresa, però, è facile identificarsi nella condizione degli astronauti, caratterizzata dalla distanza dagli affetti e da tanti sacrifici.