Anteprima Da Vinci's Demons - Stagione 1

David S. Goyer ci mostra la sua rilettura della vita del giovane Leonardo Da Vinci, tra genio, follia e sregolatezza.

anteprima Da Vinci's Demons - Stagione 1
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Non è curioso che Hollywood continui a proporci remake di cose già viste e riviste, ma non si sia mai cimentata nel rappresentare un personaggio così universalmente conosciuto come Leonardo Da Vinci, una delle figure storiche più importanti di sempre? Ci voleva l’estro di David Goyer (già autore della trilogia del Batman cinematografico di Nolan e del Superman “Man of steel” in uscita nelle sale a giugno) affinchè ciò accadesse e, ci potete scommettere, la cosa non passerà inosservata.

La serie “Da Vinci's Demons”, in realtà, non racconta il Leonardo che tutti abbiamo imparato a conoscere sui libri di storia, bensì, giocando con molta astuzia sull'effettiva scarsità di documentazione sugli anni della sua formazione, ci presenta una versione più giovane e in parte romanzata del genio toscano. “Immagino che coloro che si aspettavano un anziano Da Vinci con la lunga barba bianca rimarrano delusi dal nostro Leonardo, ma d’altronde anche lui non sarà sempre stato un vecchio barbuto” scherza Goyer, creatore, produttore e regista dei primi due episodi della serie. “Il nostro scopo è quello di raccontare il percorso che lo ha portato a diventare colui che è diventato, in una maniera che sia al tempo stesso storicamente il più accurata possibile, ma anche godibile per il pubblico” gli fa eco la produttrice Julie Gardner, braccio destro di Goyer in questo progetto. “Sapevamo che in questo modo potevamo andare incontro alle critiche degli appassionati della figura storica di Da Vinci, ma ci intrigava anche la possibilità di dare voce a tutte le speculazioni sui misteri che circondano il suo personaggio e gli aspetti non documentati della sua vita” conclude il creatore.

La trama

Le vicende di “Da Vinci’s Demons” si snodano sullo sfondo dell’Italia Rinascimentale degli ultimi decenni del 1400. Il giovane Leonardo (a cui presta il volto l’attore britannico Tom Riley), un avvenente quanto sfrontato inventore con una straordinaria abilità per il disegno e un'intelligenza pari solo al suo ego, che fuma oppio per schiarirsi le idee e non è estraneo all’arte della scherma, vive presso la bottega del Verrocchio (Allan Corduner) nella prosperosa Firenze di Lorenzo De’ Medici, dove lavora seguendo una sua personalissima agenda, in cima alla quale vi sono gli studi e gli esperimenti che denotano la rinomata ossessione di Leonardo per il volo. I suoi compagni di scorribande sono il giovane e fedele assistente Nico (interpretato dal diciottenne Eros Vlahos), che -non a caso- di cognome farà Machiavelli, e l’amico Zoroastro (Gregg Chillin), un saltimbanco con la battuta sempre pronta. Al trio si aggrega spesso anche Vanessa (Hera Hilmar), modella che per Leonardo non esita a svestirsi, anche se, sentimentalmente parlando, l’interesse del giovane è rivolto al frutto proibito rappresentato da Lucrezia Donati (interpretata dalla bellezza ‘alla Angelina Jolie’ di Laura Haddock), nobildonna molto in vista a Firenze, amante non troppo segreta di Lorenzo De’ Medici.

Il Pilot

Nell’episodio Pilota della serie, “The hanged man”, diretto da Goyer in persona, quando l’assassinio del Duca di Milano per mano di un inviato del Vaticano minaccia di destabilizzare gli equilibri politici dell’Italia, Lorenzo De’ Medici (Elliot Cowan), per distrarre l’attenzione del popolo fiorentino dalle questioni politiche e garantirsene l’appoggio, decide di indire uno sfarzoso Carnevale. Al termine di un interessante confronto con Giuliano De’ Medici (Tom Bateman), Leonardo ottiene la commissione della Colombina che dovrà volare fuori dal Duomo nella notte della Veglia Pasquale, per poi accendere i fuochi di artificio che daranno inizio al Carnevale. Nonostante l’ottima riuscita del suo marchingegno, l’insaziabile genio di Leonardo già guarda oltre e sfodera tutto il suo charme e la sua astuzia per riuscire ad ottenere un ruolo fisso nella corte di Lorenzo. Nel frattempo, l’esoterico personaggio de “il Turco” (Alexander Siddig) introduce Leonardo al culto pagano dei “Figli di Mitra” designandolo come colui che è stato prescelto per ritrovare un misterioso libro (“The book of Leaves”) che il Papa ha fatto nascondere negli archivi Vaticani, la cui ricerca potrebbe essere la quest che il protagonista dovrà affrontare nel corso della serie, districandosi tra intrighi, segreti e misteri. Un personaggio che in questo episodio svolge un ruolo marginale ma che si intuisce diventerà una delle figure chiave della storia, come diretto antagonista di Leonardo, è Girolamo Riario (interpretato da un talentuosissimo Blake Ritson), Capitano Generale della Sacra Romana Chiesa, nonchè nipote e braccio armato del regnante Papa Sisto IV (James Faulkner). Non ancora pervenuta, invece, l’intrigante Laura Pulver nei panni di Clarice Orsini, la virtuosa moglie di Lorenzo che entrerà in scena solo a partire dal terzo episodio.

CONTROVERSIA SULL’ACCURATEZZA STORICA

Dai primi commenti raccolti in questi giorni, sembra che la stampa italiana sia già propensa a stroncare questa serie, come ferita nell’orgoglio per le troppe licenze poetiche che si è permessa di prendere nei confronti di questo pezzo importantissimo della storia d’Italia. Personalmente, non siamo molto d’accordo con questa linea di pensiero. Che ci siano delle inesattezze dal punto di vista storico è innegabile. Alcune si notano immediatamente (come ad esempio la presenza della Cupola di San Pietro, la cui costruzione iniziò in realtà solo nel 1500) mentre per altre è necessaria un po’ più di documentazione per scovarle (ad esempio l’assassinio del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza avvenne storicamente durante la Messa di Santo Stefano, non a quella della Domenica delle Palme come mostrato nella scena di apertura della serie). Anche alcuni costumi (la stessa Laura Haddock ha definito il vestito rosso che la sua Lucrezia indossa la notte del Carnevale “un abito in stile Alexander McQueen”) e la maggior parte delle acconciature (Leonardo Da Vinci con il ciuffo all’insù?) non sembrano certo rappresentare molto fedelmente il periodo storico. Appurato questo, però, abbiamo molto apprezzato il modo in cui i produttori e parte del cast hanno affrontato le critiche al riguardo, riconoscendo la loro imprecisione ma difendendone la scelta con cognizione di causa. “A David [Goyer] piace ripetere che la serie è all’85% storicamente accurata, mentre il 15% è un lavoro di immaginazione” spiega Tom Riley, interprete del giovane Da Vinci. “Dopotutto noi non stiamo proponendo un documentario, ma una serie drammatica, quindi ci sta che le pettinature non siano quelle che si vedono negli antichi dipinti, ma un remake che le renda godibili agli occhi del pubblico moderno. Per quanto riguarda lo specifico caso di Leonardo, ne abbiamo molto discusso: è storicamente risaputo che Botticelli si prendesse gioco di Da Vinci per il suo bizzarro modo di vestire, quindi se ci pensate ha il suo senso che un anticipatore dei tempi come Leonardo, vestisse e si acconciasse in un modo che ai suoi contemporanei poteva apparire ‘bizzarro’, ma in fondo quell’uomo ha inventato l’elicottero nel 1400, magari da giovane andava veramente in giro con una giacca di pelle sbottonata sul petto!”.
Altre critiche, più o meno dirette, avanzate in seguito alla presentazione ufficiale della serie hanno riguardato l’uso, considerato eccessivo, di violenza e nudità. Anche qui, non siamo particolarmente d’accordo. E’ vero che nel solo pilot vi sono già alcune inquadrature “eticamente fastidiose” e non particolarmente funzionali alla trama, ma in quale serie drama prodotta da una rete cable americana non ve ne sono? Nel caso di “Da Vinci’s demons”, tra l’altro, sono anche giustificate perchè ricostruiscono un quadro abbastanza accurato del periodo storico, nel quale promiscuità e morti ingiustificate erano all’ordine del giorno. “David si è documentato tantissimo per questo lavoro. Certe volte eravamo noi produttori che mettevamo in dubbio la veridicità di quanto proponeva, ma ogni volta lui tornava con un documento che ne dimostrava la storicità” spiega Julie Gardner. “Volevamo che la percezione del periodo storico fosse realistica, ma sopra a quello strato di storicità dovevamo anche riuscire a costruire una storia che fosse avvincente per gli spettatori. Quindi, sì, ci sono assolutamente delle cose che abbiamo dovuto manipolare per esigenze di copione, ma in linea di massima siamo coscienti di tutte le cose inesatte e del perchè le abbiamo rese tali.” Insomma, morale della favola: gli autori hanno fatto i loro compiti a casa, ma la serie rimane comunque un prodotto destinato ad un pubblico molto vasto (oltre al canale via cavo Starz che la trasmetterà negli Stati Uniti a partire dal 12 aprile, sarà infatti distribuita da Fox International Channels quasi contemporaneamente in ben 122 Paesi nel mondo) e come tale deve (almeno in parte) rispondere al gusto e alla sensibilità dello spettatore internazionale medio, sia da un punto di vista stilistico che narrativo.

Da Vinci's Demons - Stagione 1 Si potrebbe considerare “Da Vinci’s Demons” una rilettura in chiave moderna del personaggio di Leonardo Da Vinci, che ne celebra non soltanto il genio multidisciplinare, ma anche e soprattutto le sue qualità paragonabili a quelle di pensatori moderni e la sua abilità di precorrere i tempi. Affascinante, da un punto di vista narrativo, l’abilità della serie di muoversi tra le pieghe dei fatti storici generando una serie di “what if” più che plausibili, come ad esempio la stessa storia d’amore tra Lucrezia e Leonardo. Lucrezia Donati era veramente una delle più belle donne celebrate dalla Firenze in cui Leonardo ha vissuto, possibile che una persona con la sua sensibilità artistica non avesse mai posato gli occhi su di lei? Nessuno è in grado di dire se i due abbiano mai veramente avuto una storia, ma la possibilità rientra certo nel regno del plausibile. Se si riesce a guardare alla bigger picture nel suo insieme anzichè cercare il minuscolo dettaglio stonato, la serie risulti veramente molto godibile, al pari di tante altre buone serie cable. D’altronde gli elementi ci sono tutti: ambientazione storica, intrighi, religione, misteri, azione, lovestory e humor; il tutto supportato da una buona scrittura, una buona dose di effetti speciali e delle scelte registiche particolarmente azzeccate (due su tutte: la scena dello studio del volo degli uccelli al rallentatore e lo stop motion per l’animazione dei disegni dei progetti di Leonardo). Purtroppo la paura è che in Italia lo spettatore medio non abbia l’apertura mentale necessaria per apprezzarla appieno, ma speriamo davvero che all’estero possa piacere e che grazie ad essa, chi conosceva Leonardo semplicemente come il vecchio dalla lunga barba bianca, si interessi alla sua storia e possa riscoprire la sua importanza e l’inestimabile eredità che ha lasciato all’umanità.