Fallout sbarca in TV: cosa possiamo aspettarci dalla serie Amazon?

L'iconica serie di videogiochi Fallout è pronta a sbarcare in tv grazie ad Amazon Prime Video. Ma che sorprese potrebbe riservare il serial?

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Fallout, l'iconica serie di videogiochi divenuta celebre al grande pubblico dopo l'uscita del terzo capitolo prodotto da Bethesda Sofworks, diventerà nel prossimo futuro una serie tv disponibile sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video. L'annuncio ha suscitato da subito una grande curiosità tanto tra i fan del franchise quanto tra chi non conosce minimamente l'opera di riferimento, anche per via del coinvolgimento di Jonathan Nolan e Lisa Joy, autori della pluripremiata serie Westworld.
Vista comunque l'enorme vastità contenutistica dell'intero franchise videoludico, qui di seguito proveremo a fare alcune supposizioni riguardo quello che potremmo trovare all'interno del serial una volta che sarà disponibile.

La guerra non cambia mai

Le grandi case di produzioni hollywoodiane, così come i colossi dello streaming, sempre alla ricerca di novità di peso su cui puntare (dopo il trend in costante crescita legato all'universo dei supereroi), hanno ben pensato, soprattutto nell'ultimo periodo, di volgere lo sguardo verso uno dei media più prolifici (quanto remunerativi) dell'ultimo decennio: quello videoludico.
Dopo infatti l'annuncio della serie di The Last of Us targata HBO e l'intenzione di Sony di portare al cinema alcune delle sue saghe videoludiche di maggior successo (in arrivo il film su Uncharted), il sempre crescente successo dei videogiochi - capaci di eguagliare ma anche di superare senza problemi gli ingenti investimenti dei blockbuster cinematografici più blasonati - ha portato Amazon a investire sul brand di Fallout.

Nei videogiochi targati in origine Black Isle Studios (in seguito passati sotto l'ala di Bethesda) veniamo trasportati in un mondo post-apocalittico alternativo dove l'energia atomica è stata impiegata per creare numerosi tipi di macchinari.
A seguito però di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Cina che ha devastato il mondo e che ha costretto gli stessi abitanti a rifugiarsi in speciali strutture sotterranee denominate Vault, l'umanità si è trovata costretta a cominciare una nuova vita lontana dai vari agi e comfort del passato.

I primi due capitoli del franchise (usciti a fine anni '90), per quanto iconici e capaci di ottenere un ottimo successo sia di pubblico che di critica in breve tempo, non sono però riusciti del tutto a far breccia nel pubblico di massa, compito che in realtà è spettato al terzo capitolo uscito nel 2008, capace di rivoluzionare l'intero brand optando per la prima persona (al posto della classica visuale isometrica) e proiettando la serie nell'olimpo degli action GdR tripla A.

Da un punto di vista dei contenuti, gli autori del serial potranno davvero sbizzarrirsi nell'inserire un numero considerevole di rimandi, citazioni e ammiccamenti vari ai fan dei videogiochi, vista la struttura open world marchio di fabbrica dei titoli più recenti.

Già solo a livello di trama, potremmo trovarci davanti a più protagonisti, magari dislocati ognuno in un Vault diverso per poi convergere tutti nello stesso luogo a un certo punto della storia (in vista di probabili stagioni successive).
In sostanza quindi, l'intera serie potrebbe adattarsi a una struttura narrativa di tipo corale, mostrandoci i vari personaggi intenti a sopravvivere nell'ostile mondo di Fallout con ogni mezzo a loro disposizione.

Al contrario, un altro elemento interessante potrebbe essere quello di concentrare la narrazione su un singolo individuo, impegnato in una missione di ricerca di un proprio familiare (strizzando l'occhio da questo punto di vista a quanto visto nel terzo e nel quarto capitolo del franchise), con i primi episodi ambientati nel Vault e i successivi nell'ambiente esterno.
Vista appunto la quantità di contenuti realmente sconfinata presente nei vari episodi della saga, forse sarebbe riduttivo ricalcare palesemente le storie già viste nelle opere videoludiche, lasciando quindi ampio spazio per storie mai narrate all'interno dell'universo della serie.

Proprio da questo punto di vista, non sarebbe neanche da escludere una natura autoconclusiva delle puntate, ognuna incentrata su una particolare storia o, perché no, su una delle numerosissime razze che popolano il variopinto mondo fantascientifico di Fallout, spaziando quindi dagli umani ai supermutanti, dai ghoul agli androidi (così come gli alieni).
Insomma, non c'è davvero limite a quello che la serie potrebbe offrire a livello di spunti narrativi, con un unico semplice obiettivo da seguire, vero e proprio mantra dell'intera opera: la guerra non cambia mai.

La dura vita dei sopravvissuti

Se è vero che nel corso degli ultimi decenni Hollywood ha tentato a più riprese di trasporre sul grande schermo vari videogiochi di un certo rilievo, è altrettanto palese constatare come gli adattamenti riusciti (quali ad esempio il primo Silent Hill) si possano contare sulle dita di una mano.
Eppure, dopo vari errori e scelte creative discutibili, i tempi sembrano finalmente maturi per poter vedere i nostri beniamini videoludici traslati in maniera soddisfacente anche in altri media, senza per questo venire sminuiti da politiche di marketing poco lungimiranti o irrispettose verso il materiale di partenza.

Gli autori coinvolti nel serial non possono che far ben sperare riguardo la buona riuscita del progetto che, almeno si spera, verrà probabilmente gestito attraverso un'ottica matura e coerente per valorizzare al massimo l'universo tremendamente brutale quanto spietato di Fallout.
Elementi iconici come il Pip-Boy 3000 potrebbero poi tornare in grande stile, così come le colossali armature atomiche vitali per sopravvivere alle numerose insidie presenti nella zona contaminata.

Un'altra delle grandi sfide della serie sarà quella di vedere come verrà gestito il confronto tra passato e futuro alternativo, vero e proprio marchio di fabbrica dei videogiochi, capace di mescolare senza soluzione di continuità tanto l'inguaribile ottimismo sponsorizzato dalla Vault Tech (capace di rimandare all'iconografia dell'America degli anni '50-'60) quanto l'estrema violenza che solo un mondo post-apocalittico senza leggi né regole è in grado di generare.


Il particolare stile retro-futuristico potrebbe infatti rappresentare uno degli aspetti più originali dell'intera serie, sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico, sia per determinate dinamiche narrative legate al confronto tra i vari personaggi. Allo stesso modo sarà davvero interessante vedere come verranno gestite le numerose creature mostruose presenti nei giochi, sperando ovviamente di veder comparire - magari negli episodi finali del serial - anche i tanto temuti Deathclaw.

Molto ampie le possibilità per quanto riguarda la scelta di possibili villain così come quella legata ai comprimari di rilievo; vista poi la presenza degli stessi autori di Westworld, non sarebbe da escludere neanche la comparsa (o magari una semplice citazione) all'Istituto, la misteriosa organizzazione dotata di tecnologie fuori scala in grado di agire nell'ombra per ordire elaborati piani di matrice sconosciuta.

Fallout - Serie TV La serie tv di Fallout ha innegabilmente un universo sconfinato di avventure da cui prendere ispirazione per dare alla luce un prodotto profondo e di qualità. Non resta quindi che attendere nuovi dettagli sul progetto per scoprire in che direzione decideranno di muoversi gli autori per i quali, visto il loro solido background artistico, è lecito nutrire un bel po' di fiducia.