Raised By Wolves: cosa aspettarsi dalla serie HBO con Travis Fimmel

HBO Max presenta il trailer dell'attesissima Raised by Wolves, serie sci-fi prodotta da Ridley Scott. E il potenziale sembra infinito.

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L'idea alla base di Raised by Wolves, serie sci-fi che debutterà su HBO Max il prossimo 3 settembre, non può passare di certo inosservata. E sì, non ci stiamo semplicemente riferendo alla presenza di personalità pesanti ed importanti: tra i principali produttori esecutivi spicca il nome di Sir Ridley Scott, che crediamo non abbia bisogni di particolari introduzioni vista la sua carriera, e il creatore è Aaron Guzikowski, nome forse un po' sconosciuto appartenente alla penna dietro Prisoners, un film meraviglioso diretto da un maestro come Villeneuve. È ovvio che figure del genere attirino l'attenzione ed alzino le aspettative, ma è proprio il concept centrale di Raised by Wolves a scatenare l'immaginazione ed accendere giustificabili fiammelle di entusiasmo.

Il trailer di Raised by Wolves estremamente evocativo - nonché ingegnosamente furbo -, rilasciato qualche giorno fa, non ha fatto altro che fomentare questo entusiasmo verso una serie dalle potenzialità narrative impressionanti. E con altrettante possibilità di caduta rovinosa.

Qualcuno conosce la storia dei tre porcellini?

Ma quindi qual è questa idea dominante in Raised by Wolves? Può essere vista come un mix tra classico ed innovativo, almeno in prospettiva. La Terra è stata distrutta da una misteriosa grande guerra - e fin qui si rimane su un binario presente da sempre nell'immaginario fantascientifico - e una parte dell'umanità, un gruppo di bambini, viene affidata alle cure di due androidi su un pianeta sconosciuto. La trama allora verterà principalmente sulla crescita della florida colonia, con gli androidi che dovranno scontrarsi inevitabilmente con le difficoltà, le differenze e le divisioni di un raggruppamento eterogeneo di esseri umani. Non è tutto così semplice, però.

Il trailer, infatti, dominato interamente dal racconto della celebre fiaba dei tre porcellini - interpretato in una limpida chiave allegorica - , segue in maniera rapida la crescita della comunità per poi mostrare numerosi altri pericoli, ideologici e non, forse persino metafisici, tra cui un Travis Fimmel in stato di grazia.

È un'idea brillantemente ambiziosa, che tenta di conciliare una tradizione secolare con idee coraggiose capaci di portare alla luce forti dilemmi esistenziali. Insomma, se Asimov o Blade Runner ci hanno insegnato qualcosa, la presenza di tematiche simili è un indizio cruciale per determinare la qualità e l'importanza di un prodotto fantascientifico. Religione, differenze sociali, pregiudizi, pattern mentali destinati a ripetersi, sono davvero aspetti inevitabili?

Anche l'immaginario e l'estetica viste nel trailer, seppur fin troppo statiche sul piano cromatico, ma sensazionali per ricercatezza del design, sembrano indicare un livello di cura maniacale e la voglia di creare quasi dal nulla, da una vera e propria ripartenza, un rinnovato universo. Per dirla in poche parole c'è quell'intuizione grandiosa ed imponente.

Ma rappresenta un'arma a doppio taglio e non solo perché richiede una sorta di epifania totale a livello di produzione. Sono infinite le trappole nelle quali un intreccio del genere può cadere la banale e ormai trita e ritrita contrapposizione fredda tra umani e androidi priva di un background solido e convincente è la più plausibile. Bisognerà attendere, oltretutto con una data italiana ancora sconosciuta, sebbene sia ipotizzabile un'uscita su Sky entro fine anno - riteniamo improbabile che per una serie HBO Max vengano favoriti altri servizi di streaming.