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Ratched: prime impressioni sulla nuova serie Netflix di Ryan Murphy

Abbiamo visionato in anteprima i primi episodi del serial Ratched, prequel del film Qualcuno volò sul nido del cuculo. Ecco le nostre impressioni.

anteprima Ratched: prime impressioni sulla nuova serie Netflix di Ryan Murphy
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Qualcuno volò sul nido del cuculo, il film cult entrato di diritto nella storia del cinema aggiudicandosi numerosi premi Oscar tra cui quello per il miglior film e il miglior regista, ha avuto anche il grande merito di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione - davvero critica - legata al trattamento dei pazienti affetti da disturbi mentali nelle strutture specializzate atte alla loro cura.

L'opera, tratta dal romanzo omonimo dello scrittore Ken Kesey, risulta ancora oggi estremamente attuale per la moltitudine di temi affrontati, tra cui l'onnipresente lotta tra il potere (e chi lo esercita) contrapposto a chi invece decide di ribellarvisi. Uno dei personaggi più iconici della pellicola, l'infermiera caporeparto Mildred Ratched, è tornata alle luci nella ribalta nella nuova serie targata Netflix a lei dedicata, capace di approfondire la sua psiche tormentata e il suo lato più oscuro in un prequel del film originale.

A coronare il progetto, peraltro, una collaborazione che ha accresciuto notevolmente la curiosità del pubblico: quella tra Ryan Murphy nelle vesti di produttore dello show e del Premio Emmy Sarah Poulson nei panni della protagonista. Dopo aver visionato in anteprima la serie, vi proponiamo le nostre consuete prime impressioni, in attesa della recensione completa.

Tra follia e mistero

La storia inizia nel 1947, trasportandoci fin dai primi minuti nella vita di Mildred Ratched, un'infermiera dal passato burrascoso che in breve tempo si trasferisce all'interno di un ospedale psichiatrico per una non meglio specificata ragione (ma che poi ci verrà rivelata con il proseguimento degli episodi).
Gli autori Evan Romasky e Ryan Murphy non si sono certo tirati indietro nel mostrare una violenza viscerale - sia per quanto riguarda il lato visivo che concettuale - in grado di sconvolgere lo spettatore, che si ritroverà catapultato all'interno di situazioni a tratti fortemente disturbanti. La trama, dalla struttura lineare, mette quindi l'omonima protagonista al centro della scena, presentandola in realtà come un personaggio profondamente negativo fin dall'inizio, senza quindi giocare troppo sul cambiamento morale di Ratched (tipico invece di molti prodotti basati sulle origini di personaggi oscuri).

L'infermiera ci viene così descritta come un personaggio estremamente scaltro e subdolo. Questa sua particolare caratteristica ci viene mostrata già dal primo episodio, in cui la vediamo adoperarsi con vari stratagemmi per farsi assumere nella struttura psichiatrica (anche se nessuno in realtà sembra a averla convocata) gestita con pugno di ferro dalla capo infermiera Betsy Bucket.

Mildred, grazie al suo invidiabile sangue freddo, troverà la forza di manipolare le persone che la circondano a proprio vantaggio, riuscendo in breve tempo a guadagnarsi la fiducia del Dr. Richard Hanover, a comando della struttura. Dal punto di vista del ritmo, questi primi quattro episodi regalano una buona varietà di situazioni, spaziando dagli stilemi del thriller, al weird, allo splatter, riuscendo a donare all'intera impostazione narrativa un tocco autoriale marcato. Buono anche il lavoro svolto sulla caratterizzazione dei numerosi comprimari in campo, con guest star d'eccellenza quali Vincent D'Onofrio e Sharon Stone a tirare le fila di una nutrita schiera di personaggi - dotati tutti di luci e ombre comportamentali - capaci di donare al serial un'ulteriore profondità strutturale.

Non mancheranno oltretutto alcune sequenze molto vicine alle influenze orrorifiche (e da questo punto di vista i fan di serie come American Horror Story riconosceranno l'impronta stilistica di Murphy): pur mantenendo sempre un forte legame con la realtà, la serie (almeno per quanto visto nei primi quattro episodi) non si preclude una messinscena d'impatto e una spiccata esaltazione della violenza.

Tra scienza e barbarie

Se la tematica dell'abuso di potere è stata usata come uno dei (molteplici) motori trainanti del film originale, in questa serie si è deciso di puntare su una direzione a tratti analoga, presentandoci senza filtri i brutali trattamenti sanitari con cui venivano trattate reali (o inesistenti) malattie mentali. Numerosi gli spunti di riflessione all'interno dell'opera, tra cui quelli legati alla volontà di curare persone in realtà totalmente sane, capaci di mettere alla luce una società realmente allo sbando e incapace di comprendere la portata reale di determinate azioni, quali ad esempio l'internamento di persone omosessuali o semplicemente colpevoli di esercitare una particolare professione o condurre uno specifico stile di vita.

Da questo punto di vista, numerosi spettatori potranno trovare anche varie analogie con opere quali Shutter Island, che ci racconta scenari in cui certe pratiche estreme come la lobotomia erano in realtà considerate totalmente nella norma, oltre che all'avanguardia.

Da questo punto di vista, lo stesso personaggio della Ratched fungerà da soccorso per alcuni pazienti: la protagonista, infatti, seppur sempre connotata da un'aura profondamente negativa, in alcuni momenti troverà un barlume di coscienza capace di metterla in contrapposizione con la spietata Betsy Bucket, incapace (o forse sì), di reputare determinati trattamenti medici alla stregua di torture medievali.

Notevole anche l'intero comparto tecnico, grazie a una regia sopraffina, che punta su movimenti di macchina dal forte impatto scenico (con talvolta un gusto per le simmetrie molto vicine allo stile di Wes Anderson) e ad una fotografia dinamica, in grado di cambiare repentinamente la palette cromatica dell'intera scena per sottolineare alcuni particolari momenti narrativi.

Ratched - Stagione 1 I primi quattro episodio di Ratched si sono dimostrati all'altezza delle aspettative, grazie alla stratificata caratterizzazione della protagonista così come dei numerosi comprimari. Davvero notevole anche il comparto tecnico, costellato di finezze stilistiche. Se la serie riuscirà a mantenere alta l'asticella qualitativa anche nella sua seconda metà, potremo trovarci davanti ad un prodotto eccellente, a cavallo tra influenze drammatiche, thriller e splatter.