Star Wars The Bad Batch 1x02 Recensione: una ferrea conferma

Il secondo episodio di The Bad Batch conferma tutte le ottime impressioni del pilot, dai personaggi ad una sceneggiatura di alto livello.

Star Wars The Bad Batch 1x02 Recensione: una ferrea conferma
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Il pilot di Star Wars: The Bad Batch si è rivelato in perfetta linea con le aspettative che si erano create: un prodotto presentatosi come l'erede diretto di The Clone Wars capace di rispettare tutto ciò che la serie madre ha rappresentato per l'universo creato da George Lucas, con un tono decisamente più cupo e crudo - perfettamente comprensibile, visto il momento a dir poco delicato in cui è ambientata - e qualche sorpresina per i fan più attenti. Paradossalmente, dopo un primo passo di tale qualità e carisma, è adesso che viene il compito più difficile, perché c'è ancora davvero troppo di The Clone Wars in questa nuova serie.

Totalmente giustificato, non fraintendeteci; anzi, è meraviglioso come gli sceneggiatori stiano tentando di costruire il tutto un passo per volta, pian piano, senza sacrificare ritmo e intensità. Ed è in questa ottica che va inquadrato il secondo episodio, che abbiamo potuto vedere in anteprima e pronto a sbarcare oggi su Disney+. Se non l'avete già fatto, vi invitiamo ad approfondire le nostre prime impressioni su The Bad Batch e a scoprire cos'altro c'è in serbo per voi tra le novità Disney+ di maggio.

Disertori e genitori

Riprendiamo velocemente le fila degli eventi: in seguito all'Ordine 66 e alla nascita dell'Impero, i membri della Bad Batch si sono ritrovati davanti ad un vero e proprio dilemma morale, ovvero se continuare ad obbedire - compito naturale per quasi tutti i cloni - o fuggire e diventare dei disertori. È palese un po' a tutti che l'impero sia un'istituzione controversa, che assegna missioni di una crudeltà mai vista nonostante i molti anni di guerra.

Traditi da Crosshair, l'unico membro della squadra non immune al chip inibitore, agli altri non resta che fuggire, portando con loro la misteriosa Omega. E con un altro gradito e ben piazzato richiamo a The Clone Wars; Hunter decide di recarsi sul pianeta Saleucami e parlare con un noto disertore, per capire come sopravvivere in questa condizione. A sorprendere in positivo è la natura radicalmente opposta, almeno dal punto di vista cromatico e in buona parte anche dei toni, della puntata.

Abbandonate l'oscurità e le tempeste del pur sempre spettacolare Kamino, i cloni sbarcano su un pianeta molto più soleggiato - è commovente la scena di Omega che si emoziona vedendo della terra. Ma c'è persino molta più gioia nell'episodio, molta più innocenza fanciullesca e, dopo quella premiere, c'era bisogno di un cambio di registro del genere. Di nuovo, a lasciare esterrefatti è la cura con cui si sta dipingendo il cambio di vita dei vari Hunter, Wrecker, Echo e Tech: non poteva essere un cambiamento improvviso, non poteva trattarsi solo di un incarico particolarmente discutibile o dell'influenza di un personaggio manipolatore e subdolo come Tarkin.

Bisognava ampliare e mostrare ancora più direttamente l'operato di controllo maniacale tipico dell'Impero, poiché - come sottolineavamo già parlando del pilot - i protagonisti non hanno alcuna prova che i Jedi non abbiano commesso tradimento o che la Repubblica non sia crollata per il meglio, a parte le loro sensazioni. E la seconda puntata di The Bad Batch costruisce esattamente questo, in uno sfoggio encomiabile di coerenza narrativa a discapito di celeri nonché fallaci soluzioni; inserendo oltretutto quel tema familiare nei confronti di Omega, che per i cloni apre una dimensione assolutamente inedita. Bisognerà aspettare ancora per assaporare il tratto distintivo e unico della serie, ma per adesso la calma sta pagando egregiamente.

Star Wars: The Bad Batch La seconda puntata di The Bad Batch conferma tutte le sensazioni positive del pilot: dei protagonisti carismatici, una scrittura solida che sa quanto sia importante costruire delle basi importanti senza cedere ad escamotage sensazionalistici ma poco coerenti, dei temi che rivoluzionano radicalmente la vita e la personalità dei cloni. In più è un episodio che dal punto di vista cromatico e del registri stilistico si allontana radicalmente dalla premiere, iniziando a far valere quella varietà che dai trailer faceva ben sperare. Poi, sicuramente, è vero che c'è ancora troppa presenza di The Clone Wars in questa serie, che ancora deve trovare la sua unicità ed identità. Va considerato tuttavia che queste sono solo le prime note di uno spartito, e prendersela con calma può essere una scelta incredibilmente vincente.