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The Last Dance: l'ultimo valzer di Michael Jordan con i Chicago Bulls

Nella stagione 1997-1998 i Chicago Bulls si sudano il loro sesto titolo NBA, prima del ritiro di Jordan. Questa è la storia di quel trionfo.

The Last Dance: l'ultimo valzer di Michael Jordan con i Chicago Bulls
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Per gli appassionati di basket - e non solo - quella di Michael Jordan è una figura quasi mitologica. Uomo dalle qualità tecniche ed atletiche uniche, per questo soprannominato Air Jordan e His Airness, è detentore di moltissimi record nel panorama NBA. La sua fortuna è legata alla storica militanza nei Chicago Bulls, squadra della quale ha contribuito più di tutti a risollevarne le sorti, arrivando a vincere sei titoli NBA.

Ora Netflix ci propone una docuserie che racconta l'ultimo tesissimo anno di militanza di Jordan nei Bulls, la stagione 1997-1998, quella del sesto ed ultimo titolo, attraverso immagini inedite frutto di un anno di riprese esclusive realizzate in quegli anni. The Last Dance è stata un fulmine a ciel sereno nelle uscite di aprile e, nonostante siamo prossimi alle uscite Netflix di maggio, vi consigliamo di non perdere questa docuserie. A tal proposito, queste sono le nostre impressioni sui primi quattro episodi della serie.

Non solo Jordan

Uno dei pregi della serie risiede nel non capitalizzare sulla sola figura di Michael Jordan, dando spazio anche ai comprimari Scottie Pippen e Dennis Rodman. Il chiaro intento di The Last Dance è quello di mostrare il gioco di squadra come segreto del successo dei Bulls degli anni Novanta. Il solo contributo di Jordan è fondamentale, ma rischia di risultare del tutto inefficiente nel caso vengano prese contromisure al riguardo, da parte delle squadre avversarie, come per le tattiche dei Detroit Pistons contro lo strapotere di MJ.

A tal proposito si rivela fondamentale la figura di Phil Jackson, storico allenatore che ha portato i Bulls alle loro sei vittorie in campionato, che viene inizialmente cacciato dal manager Jerry Krause e poi riammesso a furor di popolo per un'ultima cruciale stagione. Il suo stile riprende gli schemi a triangolo di Tex Winter e permette di sfruttare decine di combinazioni di gioco che non facciano affidamento sul solo Jordan come in precedenza, ma che diano a tutti i giocatori la possibilità di esprimersi al meglio e nei modi più creativi.

Tra passato e presente

La docuserie si compone di una serie di interviste ai protagonisti di quella storica annata, con un focus esclusivo sulla figura di Jordan. Lo stile della serie giostra passato e presente dei protagonisti, in un montaggio alternato che sedimenta l'azione, caricando la leva del climax per esplodere nei momenti topici che hanno visto il trionfo dei Bulls, senza però lesinare sulle sconfitte. A tal proposito l'intento non risulta solo celebrativo, dovendo render conto degli errori e delle mancanze che hanno impedito in determinate circostanze di raggiungere l'obiettivo, stimolando però una risposta costruttiva da parte della squadra.

In particolare risulta affascinante poter esplorare il passato dei giocatori, la loro a volte difficile situazione familiare, i loro primi passi, con successi e fallimenti che li hanno comunque portati a quell'ultima straordinaria stagione, dopo la quale niente sarebbe stato più lo stesso. Con il ritiro di Jordan, l'uscita di scena di Jackson, il cambio di casacca di Pippen e Rodman, l'Ultima Danza di coach Phil si rivela come il canto del cigno di una squadra che nella sua alchimia è riuscita a dare risultati insperati, superando ogni aspettativa.

The Last Dance I primi episodi di The Last Dance delineano un quadro accattivante, nel quale il gioco di squadra viene messo al primo posto nel raggiungimento degli obiettivi. L'immensa figura di Micheal Jordan viene così affiancata da comprimari di primo livello quali Scottie Pippen e Dennis Rodman, fattori essenziali nell'equazione per la vittoria. Nonostante le sbandate e le false partenze, la perseveranza e il contributo di tutti i giocatori ha così permesso di raggiungere un risultato storico e unico nel suo genere. L'esclusività delle immagini - per lo più inedite - rende questa miniserie una vera e propria chicca per gli appassionati, nonché un'occasione per tutti di riscoprire un mito dello sport. Questi primi episodi trasudano pathos agonistico e trascinano lo spettatore in un viaggio nel tempo, non solo alla scoperta di quella storica stagione per il campionato NBA, ma anche della vita di alcuni dei più importanti giocatori della loro epoca, se non dell'intera storia del basket.