The New Pope: prime anticipazioni sulla nuova serie di Paolo Sorrentino

A Venezia sono stati presentati in anteprima due episodi della miniserie che funge da seguito di The Young Pope.

anteprima The New Pope: prime anticipazioni sulla nuova serie di Paolo Sorrentino
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Tre anni dopo The Young Pope, presentato in anteprima alla Mostra di Venezia come evento fuori concorso, Paolo Sorrentino e i suoi collaboratori sono tornati al Lido con il sequel, The New Pope. Lo hanno fatto, però, con una formula diversa: mentre la prima miniserie sul Papa giovane Lenny Belardo (Jude Law) aveva debuttato all'interno della kermesse veneziana con i primi due episodi, della nuova storia abbiamo visto le puntate 2 e 7, con clip riassuntive in mezzo per rendere l'idea dell'andamento generale della trama. Una scelta di per sé logica a livello narrativo, poiché i due capitoli sono incentrati su due personaggi in particolare, ma che rende difficile commentare le due ore di visione senza scivolare in territorio spoileroso. Quindi questa non sarà una recensione nel senso classico del termine, bensì un assaggio di ciò che ci possiamo aspettare quando la serie debutterà su Sky, che co-produce insieme a HBO per gli Stati Uniti e Canal+ per la Francia.

Il Papa cambia, Sorrentino no

Avevamo lasciato Belardo in condizioni precarie, con la necessità di trovare un nuovo pontefice. Qui entra in gioco Sir John Brannox, un inglese che piace molto al Cardinale Voiello e al resto dell'entourage papale per la sua filosofia della "via media", necessaria in questi tempi di incertezza, e per aver convertito diversi anglicani al cattolicesimo (il suo metodo? "Non parlo di religione, cosa che loro non si aspettano da un prete"). È lui il centro nevralgico del secondo episodio di The New Pope, il personaggio titolare, colui che apporterà una ventata di novità in Vaticano e nel mondo dei fedeli.

Ma al netto di questa svolta dalla portata non indifferente, siamo pur sempre nell'universo inaugurato dalla prima serie e, in termini più vasti, nel mondo di Sorrentino, i cui virtuosismi di scrittura e regia rimangono invariati, forse addirittura con una punta di ironia in più, come si può evincere dall'evoluzione dei titoli di testa (qui entra in gioco, in parte, l'immagine che circola da un po' di tempo con Jude Law che fa un'uscita dall'acqua in stile James Bond). Le immagini continuano a muoversi lungo quella linea sottile che separa il sacro dal grottesco, con un'apertura maggiore: come ha spiegato il regista in conferenza stampa a Venezia (città che avrà anche un ruolo importante come location nella serie), The New Pope mostrerà un'interazione maggiore tra il Vaticano e il mondo esterno, ricollegandosi anche a fatti di attualità, a cui i due episodi mostrati alludono con una sottotrama che accenna al fondamentalismo.

Due pontefici


Belardo è in coma in seguito agli eventi del finale di The Young Pope, ma la sua presenza si fa comunque sentire, e sarà interessante il contrasto tra il Papa americano e il suo successore britannico, più pacato e schivo. Il contrasto si estende anche alla recitazione: laddove Law aveva dato al suo Pio XIII una certa imponenza fisica e caratteriale, John Malkovich opta per il suo classico stile misurato, con quella parlata un po' artificiosa che in questo caso è aumentata da un accento inglese che palesemente non è il suo (mentre Law, britannico di nascita, è sempre stato plausibilmente statunitense nei panni di Belardo), una sorta di quiete prima della tempesta che, spiritualmente, minaccia di abbattersi sull'universo pontificio.

Ovviamente non mancheranno gli altri interpreti storici della prima serie, in particolare Silvio Orlando e Cécile de France che, a giudicare da quello che abbiamo potuto vedere, andranno incontro a delle evoluzioni molto interessanti per quanto riguarda i loro personaggi (per ora Voiello non ha parlato del Napoli, ma in compenso Brannox menziona Arsenal in una delle gag più simpatiche). Di più non possiamo dire senza svelare troppo, ma dopo queste prime due ore atipiche, che sono un po' la risposta veneziana a Cannes che lo scorso maggio ha proiettato gli episodi 4 e 5 di Too Old to Die Young, è certo che saremo incollati al televisore per tornare nel mondo della fede visto attraverso gli occhi di Sorrentino.