The Witcher: analisi del nuovo trailer e delle tre clip mostrate a Lucca

Netflix ha presentato il nuovo trailer di The Witcher, annunciando la fatidica data di uscita della serie ispirata ai racconti di Sapkowski.

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Lucca Comics & Games è stato teatro del reveal mondiale della data di uscita di The Witcher, la serie TV prodotta da Netflix ed ispirata ai romanzi fantasy di Andrzej Sapkowski. Come preannunciavano diversi rumor inerenti all'uscita di The Witcher, lo show sarà disponibile per tutti gli abbonati alla piattaforma streaming a partire dal 20 dicembre e, stando al materiale finora diffuso dalla compagnia, i fan dell'opera originale possono ben sperare nei confronti di un prodotto che sembra riuscito, poiché in grado di rievocare le atmosfere dei primi racconti scritti dallo scrittore polacco negli anni Novanta.

Nel cast vedremo Anya Chalotra e Freya Allan (rispettivamente attrici di Yennefer e Ciri), oltre ovviamente al possente Henry Cavill nei panni dello strigo Geralt di Rivia. In questo articolo, che analizzerà il trailer di The Witcher diffuso a Lucca, vi descriveremo anche le clip che abbiamo visionato a porte chiuse.

Le battaglie di Geralt

Partiamo ovviamente dal trailer, che ci ha confermato le buone intenzioni di Netflix nei confronti di questo prodotto e la portata del progetto, che sembra volersi affiancare alle grandi produzioni fantasy televisive degli ultimi anni. Un voice over accompagna le prime sequenze del video, introducendoci a grandi linee all'universo narrativo di The Witcher e spiegando come avviene la genesi di uno strigo. Da specificare, peraltro, che il doppiaggio italiano della serie sembra aver intenzione di lasciare la denominazione originale, preferendo il termine "witcher" al posto di quello di "strigo".

Scene di azione si accompagnano a piccoli dettagli: la figura possente del Geralt di Cavill avanza stringendo la sua iconica spada in una mano e il medaglione intarsiato con la figura di un lupo nell'altra, mentre il montaggio iniziale ci mostra pile di cadaveri, scene di combattimenti e il penetrante sguardo di Yennefer attraverso le sue magnetiche iridi violacee.

Ed è proprio la voce di Yennefer a spiegarci il breve background di Geralt: i witcher sono mutanti che nascono da antichi rituali magici e che vagabondano per il Continente lavorando come mercenari a caccia di mostri. Il nuovo trailer di The Witcher ci mostra un montaggio serrato, che alterna momenti più compassati a sequenze d'azione estremamente frenetiche. Subito la clip mette in evidenza i punti focali della narrazione, che porranno l'accento su un racconto di appartenenza e discriminazione.

Il rapporto tra Geralt e Yennefer sarà ovviamente centrale, spostandosi da tinte palesemente erotiche e sentimentali fino ad un legame anche spirituale, incentrato sul valore della diversità e sulla lotta al razzismo e alla diffidenza altrui. Sarà interessante capire come si inserirà il ruolo di Ciri (ma sappiamo che, come nei romanzi, lo strigo e Cirilla saranno legati da un rapporto di protezione padre-figlia), ma già così possiamo già intuire i toni intimi e drammatici dell'opera.

Sembra, però, che nonostante le tematiche da drama puro The Witcher non dimentichi affatto di essere un fantasy in cui le battaglie, la magia e l'intrigo di corte rappresenteranno il filo conduttore della produzione. Le scene di combattimento ci sono sembrate, stando al trailer (ma anche ad altro materiale di cui parleremo a breve) molto ben coreografate, con Henry Cavill a fare da pilastro inamovibile di un prodotto che promette essere tecnicamente pregevole.

Ci è stato confermato dalla showrunner della serie (Lauren Schmidt Hissrich) che l'interprete di Superman sul grande schermo non ha voluto impiegare stunt per i suoi segmenti d'azione, gettandosi in prima linea sotto i riflettori e tirando di scherma in prima persona. E il risultato, vista la fisicità dell'attore, sembra a dir poco gradevole, come d'altronde ci confermano le sequenze di battaglia incluse nel trailer. E' poi interessante notare, in un preciso frame del trailer, come i protagonisti compaiano in una location desertica: lo scenario lascerebbe presagire la presenza di Borch Tre Taccole nella prima stagione della serie Netflix. Per chi non lo sapesse si tratta di un personaggio che compare in un racconto intitolato "Il limite del possibile", incluso nella raccolta La Spada del Destino. Borch è in apparenza un cavaliere che, come Geralt e i suoi compagni avranno modo di scoprire, altro non è che la forma umana del drago d'oro Villentretenmerth, una creatura a cui i protagonsiti davano inizialmente la caccia poiché il suo organismo contiene un ingrediente utile a Yennefer. Ulteriore prova, insomma, che il lavoro di adattamento della showrunner Lauren Schmidt guarda con ampio respiro a gran parte della produzione letteraria originaria.

Geralt, Ciri e Yennefer

Veniamo, adesso alle clip che Netflix ha mostrato in esclusiva al pubblico di Lucca Comics & Games. Ve ne possiamo raccontare tre, di cui una è stata mostrata in anteprima mondiale assoluta. Le prime due, di cui vi riportammo già la descrizione in occasione della loro proiezione al Comic-Con, sono dedicate rispettivamente a Yennefer e Ciri.

Nella prima vediamo la strega che osserva il paesaggio in riva al mare e "dialoga" con una neonata morta, mettendo in scena un bellissimo monologo sul destino delle donne in un medioevo di stampo spiccatamente patriarcale. È una scena potente, intensa e immensamente drammatica, che mette in mostra il grande talento di Anya Chalotra. La seconda, invece, ci mostra Ciri in fuga alle prese con un giovane sordomuto che diventa un suo temporaneo compagno di viaggio; la corsa della ragazza verso la libertà la porrà di fronte alle insidie di un mondo esterno che, chiusa nella campana di vetro durante la sua vita a corte, non ha mai conosciuto.

La terza clip, a tutti gli effetti inedita rispetto al materiale emerso in questi mesi, ci ha invece mostrato una sequenza che fa la sua comparsa anche nel trailer: Geralt è coinvolto in uno scontro cappa e spada nell'androne di un castello, prendendo parte ad una guerriglia tanto violenta quanto serrata. In questo frangente abbiamo apprezzato molto la regia, che rende il combattimento estremamente leggibile e ben coreografato. Ennesima dimostrazione del virtuosismo estetico della produzione, dalla quale (viste le premesse) possiamo aspettarci momenti visivamente interessanti.