Undertaker: The Last Ride, un primo sguardo alla serie WWE

Il documentario segue The Undertaker tra il 2017 e il 2020, mostrandoci per la prima volta l'uomo dietro il personaggio, tra dubbi e paure.

anteprima Undertaker: The Last Ride, un primo sguardo alla serie WWE
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The Undertaker è senza dubbio uno dei wrestler più grandi ad aver lottato su un ring della WWE, capace di restare sulla cresta dell'onda per trent'anni di carriera costellati da titoli e incontri indimenticabili, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla striscia vincente a Wrestlemania, una serie di ventuno vittorie consecutive che difficilmente verrà eguagliata. Uno degli elementi che hanno contribuito al fascino del personaggio e a mantenerlo fresco per tutto questo tempo è il modo quasi ossessivo con cui Mark Calaway ha protetto la sua gimmick al di fuori degli show, ossia mostrandosi sempre nella parte senza far trasparire la sua vera personalità. Per questo motivo, The Last Ride, rappresenta un'occasione imperdibile per i fan del Deadman, i quali hanno per la prima volta l'opportunità di scoprire chi si cela dietro quel Becchino dai poteri sovrannaturali.

Il documentario, prodotto dalla federazione di Stanford e che sta venendo trasmesso sul WWE Network a partire dalla notte tra domenica 10 e lunedì 11 maggio 2020, segue infatti The Phenom nel periodo che va dal 2017 al 2020: tra interviste, materiale di repertorio e scene dal dietro le quinte mostra le fragilità e le paure di un uomo giunto agli ultimi scampoli di una carriera ai massimi livelli, che vorrebbe lasciare alle proprie condizioni ma che ancora non sembra pronto all'addio definitivo.

Dopo il primo episodio, già disponibile online, abbiamo avuto l'opportunità di guardare in anteprima il secondo capitolo della serie, in arrivo nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 maggio. Eccovi, dunque, le nostre prime impressioni su The Last Ride.

La paura più grande

Che la WWE voglia celebrare al meglio il suo atleta più rappresentativo è evidente dai nomi coinvolti nelle interviste e che compaiono fin dai primi minuti: Vince McMahon, Steve Austin, Shawn Michaels, Ric Flair, Shane McMahon, Mick Foley, Jim Ross, Batista, Edge, Bret Hart, AJ Styles, Kurt Angle. Molti di loro sottolineano la grande professionalità di Calaway e il suo amore estremo per la disciplina, presentando il ritratto di una persona perfezionista e desiderosa di offrire sempre lo spettacolo migliore possibile al pubblico, oltre a essere una delle figure più rispettate nella locker room.

La serie, però, non si limita a rimarcare l'importanza di The Undertaker e ciò che lo ha reso una leggenda della disciplina, anzi mette sotto i riflettori la perdita di confidenza in cui è sprofondato Calaway dopo la fine della Streak per mano di Brock Lesnar, il lavoro fatto per riprendersi mentalmente e fisicamente, la consapevolezza di una carriera agli sgoccioli e della paura di ritrovarsi a essere la parodia di sé stessi. In tal senso sono illuminanti le dichiarazioni di Calaway stesso e della moglie Michelle McCool, ex-wrestler e detentrice di due Women's Championship e Divas Championship.

Sotto questo punto di vista, parliamo di un prodotto davvero interessante per come viene affrontato l'argomento wrestling, senza troppi filtri e senza presentare gli atleti come macchine perfette e insensibili al dolore. Calaway si mette a nudo e fa un certo effetto vederlo steso su un lettino mentre gli fanno iniezioni o vederlo zoppicare mentre prova la sua celebre entrata, per non parlare di quando viene operato.

"Now I can go out on my terms"

Il primo capitolo narra la preparazione al match di WrestleMania 33 contro Roman Reings, in cui venne sconfitto per la seconda volta al Grandaddy of Them All. In mezzo a vari retroscena, Calaway racconta di come la Streak lo abbia aiutato ad accettare di dover ridurre il numero di incontri disputati nell'arco di un anno, ma anche delle difficoltà provate a prepararsi in vista di essi, aumentate dai vari dolori cronici che lo accompagnano. In più ci sono le pressioni date dal voler essere all'altezza delle aspettative e di concludere al meglio e quel continuo interrogativo che aleggia sullo show: quando è il momento di dire basta?

Dopo aver perso con Reigns, il Deadman lasciò i guanti, il cappello e il cappotto sul ring, un gesto che era stato interpretato da molti come l'ultimo saluto del wrestler. Anche Calaway pensava che fosse il suo commiato, ma non aveva fatto i conti con lo svolgimento dell'incontro: riguardando la propria performance, ne fu deluso e iniziò a sentire il bisogno di una redenzione.

Il secondo episodio di The Last Ride copre dunque il percorso che ha portato The Undertaker al suo prossimo avversario a Wrestlemania, ossia John Cena, passando per un'operazione all'anca, fondamentale per far sparire alcuni dolori che lo affliggevano. In questa vicenda emergono dettagli sul rapporto con la moglie Michelle McCool, ma soprattutto quello con il boss della federazione, Vince McMahon. I due hanno un legame speciale, sottolineato da più parti, ed è anche per questo che Calaway non è riuscito a dire di no quando McMahon (visto da Calaway come una figura paterna) gli propose di affrontare Cena e ha iniziato a pensare sul serio di tornare ad allenarsi, con l'obiettivo principale di non ripetere una prestazione insoddisfacente.

Anche se il match fu brevissimo, poco più che uno squash, The Undertaker apparve in ottima forma, decisamente migliore rispetto all'incontro con Reings, e fu anche soddisfatto di come si era comportato sul quadrato. Missione compiuta, si potrebbe pensare. Ma Calaway, una persona che fino a oggi ha dato tutta sé stessa al wrestling, proprio non sembra intenzionato a dare una chiusura definitiva alla sua carriera e nel prossimo episodio, per esempio, verrà approfondito il match molto discusso svoltosi a Crown Jewel, dove in coppia con Kane affrontò Shawn Michaels e Triple H.

WWEtv I meriti maggiori visti fino a ora in The Last Ride sono dovuti in particolare all'eccezionalità del vedere Mark Calaway al di fuori del proprio personaggio e alla quantità di materiale proveniente direttamente dai backstage degli show. I fan di wrestling non dovrebbero assolutamente farselo sfuggire; per gli spettatori occasionali, invece, probabilmente sarebbe servita una panoramica migliore della carriera e dell'importanza di The Undertaker, in modo da contestualizzare meglio i problemi e i dilemmi cui si trova di fronte nel periodo ripreso dalle telecamere.