ZeroZeroZero: prime impressioni sulla miniserie Sky

Alla Mostra di Venezia abbiamo visto i primi due episodi della miniserie Sky basata sul libro di Roberto Saviano.

anteprima ZeroZeroZero: prime impressioni sulla miniserie Sky
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Dopo l'anteprima un po' stramba di The New Pope (episodi 2 e 7), la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ha optato per un approccio più tradizionale per l'altra proiezione speciale di un evento televisivo molto atteso: ZeroZeroZero, la miniserie co-prodotta da Sky, Canal+ e Amazon, di cui sono stati proiettati i primi due episodi. Una cornice prestigiosa per quello che è uno degli adattamenti televisivi più appetitosi della stagione, trattandosi della nuova trasposizione di un testo di Roberto Saviano, sempre a cura di Stefano Sollima che oltre a dirigere parte del progetto (insieme al danese Janus Metz e all'argentino Pablo Trapero) funge anche da supervisore generale, ruolo già ricoperto con successo per le prime due stagioni di Gomorra - La serie. L'ambizione è la stessa, anzi, forse di più, trattandosi di un racconto dal respiro davvero internazionale: la storia si svolge in Messico, negli Stati Uniti e in Italia (per l'esattezza in Calabria), con una suddivisione equa di dialoghi in spagnolo, inglese e italiano misto a dialetto.

Un lungo viaggio


Come spiegato da Sollima, la miniserie racconta il viaggio di un unico carico di cocaina dal Messico all'Italia. Ad attenderlo c'è Don Minu (Adriano Chiaramida), anziano boss della 'ndrangheta che spera di imporsi nuovamente con questo acquisto importante, ignaro delle macchinazioni delle nuove leve all'interno dell'organizzazione. A Monterey, in Messico, le forze speciali stanno cercando di interrompere in modo permanente le operazioni di uno dei principali cartelli del narcotraffico, guidato dai fratelli Leyra, ma la cosa si complica quando sorge il sospetto che qualcuno stia trasmettendo informazioni al nemico.
Infine, a New Orleans vive la famiglia Lynwood, il cui patriarca Edward (Gabriel Byrne) fa da intermediario tra i fornitori e gli acquirenti, gestendo le somme di denaro necessarie per transazioni di questo tipo. Se ne occupa insieme alla figlia Emma (Andrea Riseborough), mentre il secondogenito (Dane DeHaan), affetto da problemi di salute che non miglioreranno, sembra destinato a rimanere tagliato fuori dagli affari di famiglia...

Intrighi internazionali


La scala globale del progetto è pienamente visibile nei due episodi visti finora, ma rimane intatta anche la natura più intima dell'opera di Saviano, presente anche negli altri adattamenti dei suoi testi, dove la riflessione sul potere (in questo caso applicata all'economia mondiale, influenzata in misura non indifferente dalle attività dei protagonisti) va di pari passo con quella consueta sulla famiglia, che sia quella personale o professionale, sulle cime dell'Aspromonte o per le strade di un quartiere malfamato di Monterey.

Ci sono anche la paranoia e la violenza, gestite con la solita mano abilissima da Sollima che introduce il tono della miniserie con due ore di intrattenimento intelligente, dove convenzioni narrative consolidate (tra cui una struttura a base di salti temporali e punti di vista diversi per lo stesso evento) mettono in scena qualcosa di smaccatamente odierno, uno spaccato della nostra realtà, una società dove - come ha sottolineato lo stesso Saviano in conferenza stampa a Venezia - la merce più preziosa al mondo è proprio la cocaina. Una merce che dà un'euforia provvisoria, sia a chi la usa che a chi la fabbrica o distribuisce, prima che la realtà si faccia sentire con tutta la durezza del caso. In altre parole, un buon inizio, in attesa che il carico continui il suo viaggio da un continente all'altro.