First look Alcatraz - Stagione 1

Cosa si nasconde dietro la misteriosa sparizione dei detenuti di Alcatraz?

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Attorno alla figura di J.J. Abrams c’è un’aura particolare. È come se lo sceneggiatore newyorkese fosse diventato un po’ il Re Mida di Hollywood, riuscendo a trasformare in oro praticamente qualsiasi cosa sia accostata al suo nome. Da Lost a Fringe, da Star Trek a Super 8. Non c’è da stupirsi quindi che in molti aspettassero Alcatraz con una certa trepidazione. Ne saranno soddisfatti?

Trama

Alcatraz è una delle prigioni più famose al mondo. La sua fama è legata soprattutto alla leggenda secondo la quale nessuno sia mai riuscito a fuggire dal carcere di massima sicurezza localizzato nella baia di San Francisco (ma si tratta appunto di una leggenda metropolitana perché - seppur poche - la storia ci consegna testimonianze di alcune evasioni). Dati gli elevati costi di manutenzione (qualsiasi bene di prima necessità doveva comunque essere trasportato appositamente con una nave) Alcatraz fu chiuso nel 1963. La serie parte proprio dal giorno di chiusura della prigione, rivelando subito, con la sigla iniziale, un’altra verità: tutti coloro che si trovavano nell’istituto penitenziario, sia che fossero guardie sia che si trattasse di detenuti, sparirono nel nulla senza lasciare traccia. Cercare di capire come questo sia successo e chi ci sia dietro queste misteriose sparizioni è essenzialmente il fulcro di tutta la serie che è ambientata, però, nel 2012. La detective Rebecca Madsen (Sarah Jones) si ritrova così ad indagare su un brutale omicidio che si scopre essere commesso proprio da uno dei detenuti del carcere, misteriosamente scomparso nel lontano 1963 e riapparso - immutato - ai giorni nostri.

Questo non è Lost

Il nome J.J. Abrams - inutile negarlo - è legato soprattutto alla serie Lost. Odiata o amata che sia, Lost ha rappresentato un vero e proprio fenomeno di massa nel mondo dei serial tv. Con la sua fine si è lasciato aperto un vuoto “emotivo” che qualcuno ha provato a riempire (si pensi ad esempio a FlashFoward o a The event), con risultati decisamente scadenti. Le speranze dei nostalgici però si erano rivitalizzate quando si sparsero le prime notizie su Alcatraz. Non solo il nome di J.J. Abrams dietro il prodotto (solo come produttore esecutivo però), ma un'isola misteriosa, dei viaggi nel tempo e, come se non bastasse, la presenza nel main cast di Jorge Garcia, hanno fatto brillare gli occhi e rizzare le orecchie a chiunque si fosse appassionato alle vicende di Jack & co. Ebbene, andiamo subito a smorzare gli entusiasmi. Alcatraz con Lost non c’entra nulla. Le due serie, anzi, si trovano agli antipodi. Poi sta ai gusti personali decidere se questo è un bene o un male, ma se vi aspettavate di rivivere in qualche modo le emozioni dei sopravvissuti del volo Oceanic, resterete delusi. Se invece siete tra quelli che Lost non l’hanno mai potuto sopportare, forse potreste trovare questa nuova serie piacevole. Ma vediamo un po’ in cosa le due serie si differenziano.

Le differenze

La principale differenza che sussiste tra Alcatraz e Lost è la strtuttura della serie. Se Lost era un’intricata vicenda a trama orizzontale, Alcatraz non è che un “banale” poliziesco che svilupperà la propria trama essenzialmente in maniera verticale, quasi procedurale. Ogni episodio è un caso a sé che contribuirà nel suo piccolo ad aggiungere un tassello a un puzzle più grande (in questo ci ha ricordato vagamente White collar e Warehouse 13). Secondo e fondamentale elemento di distacco (legato essenzialmente a quanto appena detto) è la presenza di un cast piuttosto ristretto. Si parla di 4, 5, massimo 6 personaggi fissi, a cui si andranno ad aggiungere poi le varie comparsate per i singoli episodi. Terza e ultima differenza, anche questa non di poco conto, in Lost tutto era sospeso tra l’irrazionale e lo scientifico. Abbandonate quel senso di incertezza, perché che in Alcatraz ci sia sotto qualcosa di particolarmente inspiegabile è palese - come dicevamo - sin dalla sigla.

Le impressioni

Abbandonando finalmente il pesante paragone con il passato, cerchiamo di concentrarci di più sulla serie. Ovvero: non è Lost, e quindi? Una serie non è valida se non è una nuova Lost? Assolutamente no. Anzi, come dicevamo, c'è chi farà i salti di gioia nel sapere che Alcatraz è quanto di più distante ci possa essere da Lost. Ciononostante l'impressione ricavata da queste prime due puntate è davvero deludente. La trama è effettivamente interessante ma lo sviluppo verticale la penalizza in maniera pesantissima. La realizzazione poi è banale, piatta, con flashback prevedibili e mal gestiti e con punti di svolta narrativi degni di serie di livello infimo. Anche la recitazione ci è sembrata sotto tono, così come scadente la caratterizzazione dei personaggi, talvolta talmente scontati da ricordare i polizieschi che andavano tanto di moda alla fine degli anni ’70. Il tutto sembra racchiudersi cioè in un classico personaggio principale che in maniera del tutto improbabile risolve da solo casi che interi squadroni di detective non sono in grado nemmeno di far partire. Ho detto da solo? Be’ non proprio. Non può mancare ovviamente una spalla imbranata e buontempona (Jorge Garcia appunto), né un personaggio governativo cupo e ambiguo (Sam Neill), a sua volta aiutato da un’assistente dal passato misterioso (Parminder Nagra). Insomma, la sagra del già visto.

Alcatraz - Stagione 1 Alcatraz si presenta al grande pubblico con ambizioni importanti e una campagna pubblicitaria niente male. Purtroppo quello che abbiamo visto non ci ha convinto. L’idea di base è senza dubbio stuzzicante, ma la realizzazione ci ha lasciati davvero perplessi. Da due puntate non ci possiamo permettere di giudicare un’intera serie, ma questo inizio è particolarmente scoraggiante. Non resta che sperare in una veloce risalita.