L'amica geniale: storia del nuovo cognome, prime impressioni sulla serie

Il nostro primo sguardo alla seconda stagione del prodotto televisivo rivelazione della scorsa stagione TV: la conferma di un successo?

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Archiviata la settimana di Sanremo 2020, la programmazione televisiva può finalmente tornare ai palinsesti canonici, a partire dal tradizionale slot del lunedì sera, da sempre occupato dalla grande serialità della prima rete del Servizio Pubblico. È andato ieri in onda il primo appuntamento con L'Amica Geniale - Storia del nuovo cognome, che vede come protagoniste le giovanissime interpreti Margherita Mazzucco e Gaia Girace, ancora una volta nei panni di Elena e Lila.

I primi due episodi

La prima stagione si era conclusa con il matrimonio di Lila. Esattamente come Elena, la sua compagna d'avventure, la ragazza vive sentimenti contrastanti nelle fasi più delicate dell'adolescenza. Lila affronta così le forzature di un'unione non spontanea, non cercata, non voluta, mentre Elena si ritrova faccia a faccia con i disagi derivanti dallo stereotipo di "studentessa modello", un tormento celato e non condiviso.

Al loro inaspettato (ma atteso) ricongiungimento, a casa di Stefano (Giovanni Amura), Lila ritrova Elena nascosta da un paio di lenti da sole: ha così inizio il restart della storia, dal viaggio di nozze ad Amalfi. Lila inizia a manifestare una totale insofferenza nei confronti del marito.

Stefano, però, vuole che la moglie non scappi dai "doveri" coniugali, facendo in modo che il rapporto intimo tra i due diventi un incubo. Sono poi Rino (Gennaro De Stefano) e Pinuccia (Federica Sollazzo) ad annunciare il loro fidanzamento. Elena e Antonio si allontanano bruscamente, mentre Lila è costretta a fronteggiare, parallelamente, le insistenti domande relative al mancato annuncio di una gravidanza.

Il cinema in TV

Il secondo appuntamento con la tetralogia nata dalla penna di Elena Ferrante cerca la difficilissima impresa della conferma, dopo i consensi unanimi ricevuti al termine della prima stagione. Saverio Costanzo, ancora una volta, si dimostra fenomenale sì dietro la macchina da presa, ma anche nei panni di talent scout.

Dopo aver svelato al mondo il talento di un gigante del cinema come Adam Driver (Coppa Volpi a Venezia 2014 per il suo Hungry Hearts), sono le due protagoniste, stavolta, le promesse dello spettacolo a sbalordire pubblico e critica per la straordinaria interpretazione.

Costanzo (che firma anche la sceneggiatura insieme ad Elena Ferrante, Laura Paolucci e Francesco Piccolo) tratteggia magistralmente i caratteri di Lila e Lenù, con ancora più vigore e forza, seppur con qualche divergenza rispetto alla controparte cartacea (quest'ultima, a tratti, più morbida e asettica nel corso della narrazione).

I primi due episodi, proiettati al cinema un paio di settimane fa, sono il biglietto da visita di un nuovo modo di concepire la televisione. Impegno, classe, messaggi sociali. Il servizio pubblico finalmente al servizio del pubblico, anche nell'intrattenimento.

Storia del nuovo cognome

La seconda stagione de "L'Amica Geniale" ha la forza di raccontare il passato recente del nostro Sud Italia, attualizzandolo e decontestualizzandolo, fino a renderlo, paradossalmente, universale. Quando Elena osserva le donne del rione, prova disprezzo e paura nel timore di conformarsi all'ineludibile destino riservato alle madri del suo tempo. Solo l'istruzione può salvare l'individuo, solo la cultura può sciogliere i nodi che legano il popolo ad un declino inesorabile.

L'amicizia è il perno narrativo attraverso il quale il regista prova a regalare un racconto nuovo, pulito, forte ed essenziale allo stesso momento. La serie, insomma, è punta di diamante delle nostre produzioni più ammirate all'estero. Gli ascolti de L'amica geniale 2, molto alti del primo appuntamento (7 milioni di telespettatori con il 30% di share) non fanno altro che confermare l'unanime consenso.

L'amica geniale "L’amica geniale - Storia del nuovo cognome" è un prodotto ambizioso, che cerca con classe ed autorevolezza di confermare l’eccellente livello della prima stagione. Saverio Costanzo - e le due giovani protagoniste - mostrano da subito al pubblico che è possibile portare il cinema nella nostra televisione, elevando, almeno per una sera, il livello qualitativo dell’offerta di intrattenimento del Servizio Pubblico