Antonia: la serie Prime Video di Chiara Martegiani sensibilizza e colpisce

Abbiamo visto in anteprima i primi 3 episodi di Antonia, la nuova serie Prime Video di Chiara Martegiani, con Valerio Mastandrea e...

Antonia: la serie Prime Video di Chiara Martegiani sensibilizza e colpisce
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Antonia, la nuova serie tv ideata da Chiara Martegiani, scritta da Elisa Casseri, Carlotta Corradi e dalla stessa Martegiani (con la supervisione creativa di Valerio Mastandrea), diretta da Chiara Malta e disponibile su Prime Video dal 4 marzo 2024, sembra promettere una storia dai tratti interessanti e dal gusto dolceamaro e quanto mai attuale. Partendo dalla scoperta della sua protagonista, a 33 anni, di soffrire di endometriosi, questo prodotto seriale per il piccolo schermo si impegna a riflettere sulla malattia in sé e sulle ripercussioni che potrebbe avere sulla vita delle persone che la accolgono e combattono. Il tutto con un piglio che alterna alla serietà personale della situazione spunti comedy e momenti leggeri facilmente in grado di bucare lo schermo.

Abbiamo avuto l'opportunità di vedere 3 episodi dei 6 complessivi che compongono Antonia, e l'idea che ci siamo fatti è piuttosto positiva. Pur ricordando altri prodotti seriali dello stesso stampo, infatti, questa serie tv riesce fin da subito a trovare una propria e distintiva voce proprio nella tematica principale al suo centro, scegliendo di sensibilizzare su un argomento quanto mai importante.

Cosa significa diventare una gallina?

Antonia si sviluppa dal momento stesso in cui la protagonista che fa da titolo scopre di soffrire di endometriosi (per chi non lo sapesse si tratta di una malattia che coinvolge le cellule endometriali, presentando alcune anomalie che sfociano in un'infiammazione cronica degli organi riproduttivi femminili). Antonia (Chiara Martegiani) è un'aspirante attrice alla ricerca del ruolo che consacrerà il suo talento, ha un fidanzato più grande di lei (Valerio Mastandrea), e sembra non aver ancora trovato un equilibrio definitivo nella sua vita (una costruzione del personaggio principale simile l'abbiamo trovata anche nella recensione di Fleabag).

La scoperta, a 33 anni, di questo disturbo e il rapporto conflittuale con sé stessa, la condurranno lungo un percorso di scoperta personale e di autoanalisi che le darà modo di affrontare alcuni fantasmi del suo passato e incertezze che sembrano avere ancora un'influenza importante sul presente. Partendo da quanto visto fino ad ora, Antonia pare anticipare e promettere una serie tv dalle idee ben chiare fin dall'inizio, e soprattutto consapevole del potere della propria voce e della possibilità di porsi direttamente verso il pubblico casalingo, approdando nella dimensione della sensibilizzazione. Si ride e si scherza quindi, ma si riflette su qualcosa con un peso nel nostro presente.

Un discorso importante oggi

È proprio partendo dalla stessa endometriosi di Antonia che si sviluppa la riflessione principale alla base di questa serie tv.

La scoperta della protagonista, infatti, potrebbe tranquillamente coincidere con quella di tantissime altre persone, magari inconsapevoli della stessa malattia, anche abbastanza diffusa in base ai dati. Così gli eventi cui si trova a far fronte costruiscono immediatamente un ponte diretto con le persone interessate all'argomento, o anche totalmente all'oscuro della sua esistenza. In questo, Antonia risulta subito interessante, soprattutto perché le vicende personali della protagonista al centro del racconto tendono a sensibilizzare su un argomento importante, forse fin troppo ignorato fino ad oggi. Il modo in cui la serie su Prime Video si racconta, almeno nei primi 3 episodi, è stato convincente al punto di farci ben sperare per quello che verrà in seguito e per il finale.

Oltre all'innegabile talento scenico di Chiara Martegiani, al suo fianco troviamo comunque un insieme di personaggi che non soltanto contribuiscono a valorizzare la storia principale, ma sembrano offrire spunti ulteriori, nella speranza che vengano proseguiti e magari approfonditi in seguito. Valerio Mastandrea, Barbara Chichiarelli, Emanuele Linfatti, Leonardo Lidi riescono a costruire un micro-universo di circostanze e momenti, anche esilaranti, che tendono a smorzare la tensione generale e ad arricchire il materiale narrativo in generale, ampliandone un minimo la portata.

Una donna che fugge via da qualcosa

Al centro di Antonia, quindi, troviamo una donna che fugge via, scappa da qualcosa di indefinito, scappa da sé stessa e dagli eventi che l'hanno resa quella che è oggi. L'endometriosi e lo scontro con questa malattia cronica saranno solamente la scintilla iniziale di un percorso che si bagna di introspezione e psicoanalisi, mostrandoci fin da subito le debolezze e le imperfezioni di una donna che deve scendere a patti con qualcosa che pare trascinarsi dentro da sempre. La voglia di evasione e tutte le armature di questo mondo saltano via quando la macchina da presa si muove oltre gli occhiali da sole scuri che indossa continuamente, mostrandoci la fragilità di un dolore che, oltre a essere fisico, ha anche origini profondamente emotive e mentali (questa dinamica era piuttosto chiara fin dal trailer di Antonia).

Antonia, quindi, trova immediatamente la sua raison d'être narrativa nella complessità personale di una protagonista apparentemente irrisolta e fuori equilibrio. Nell'analisi umanamente specifica della scrittura di fondo si cela innanzitutto un discorso strettamente connesso con il mondo che ci troviamo a vivere tutti i giorni, le pressioni in ogni ambito in questo senso e la voglia di fuggire e di arrivare da qualche parte in relazione ad alcune problematiche personali connesse con la dimensione degli affetti e oltre. Sarà la ricerca per la cura dall'endometriosi a risvegliare tutte queste cose in Antonia, proiettandole addosso un cammino che non sarà affatto semplice da portare a termine per lei, ma sicuramente di vitale importanza.