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Ares: primo sguardo alla nuova serie Netflix

Di recente pubblicazione su Netflix, la serie Ares vuole focalizzarsi sul tema relativo alla pericolosità delle sette. Ecco il nostro first look.

first look Ares: primo sguardo alla nuova serie Netflix
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Il tema riguardante le sette, tanto nella realtà quanto in un contesto di puro intrattenimento, racchiude in sé numerosi aspetti molto inquietanti, soprattutto in rapporto al "lavaggio del cervello" a cui spesso vengono sottoposti i numerosi adepti delle stesse per essere controllati più facilmente.Ares, la nuova serie Netflix creata da Pieter Kuijpers, Iris Otten e Sander van Meurs, ha deciso fin dal primo episodio di focalizzarsi sugli aspetti più controversi di queste pseudo organizzazioni in grado di cambiare, talvolta in modo irreversibile, la vita di chi vi entra a farne parte. Di seguito potete leggere le nostre prime impressioni dedicate al primo episodio dell'opera (degli otto complessivi) per farvi un'idea generale di tutti gli aspetti meritevoli d'attenzione: vi ricordiamo che Ares, inizialmente segnalato tra le uscite di dicembre, rientra nel catalogo serie TV Netflix di gennaio 2020.

Sette, quadri e uova

La trama vede come protagonista Rosa Steenwijk, una giovane e brillante studentessa universitaria che entra in contatto, almeno all'apparenza casualmente, con un gruppo di giovani benestanti facenti parte di una misteriosa organizzazione chiamata Ares.
Gli autori, fin da questa prima puntata, non hanno perso tempo nel mostrare gli effetti distruttivi a cui può portare l'ingresso all'interno del sedicente gruppo elitario.
L'incipit narrativo riesce in maniera efficace a far comprendere da subito il focus generale della serie, capace di districarsi abilmente tra vari generi tra cui il drammatico e il thriller psicologico, non chiudendo la porta neanche ad alcune influenze horror. A colpire in positivo è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi, a partire proprio dalla protagonista; Rosa viene infatti dipinta come una ragazza come tante, dotata però di una grande ambizione e di un notevole spirito critico.Gli autori si sono comunque sforzati di creare una protagonista dal carattere sfaccettato, incapace in numerosi casi di creare un legame con lo spettatore che, in linea di massima, non riuscirà mai davvero a entrare in sintonia con lei. Vediamo così il personaggio principale agire spesso in maniera egoista, incurante nello svolgere i suoi doveri quotidiani (tra cui l'assistere la madre malata) per concentrarsi solo e soltanto sui propri obiettivi.L'unica reale criticità legata alla caratterizzazione di Rosa riguarda la facilità con cui decide di entrare nella setta. La ragazza, seppur infatti possegga uno spirito critico molto sviluppato (rimarcato ad esempio nella scena in cui fa presente al professore universitario il suo metodo di insegnamento poco stimolante), sembra non porsi nessuna domanda riguardo ad Ares.
L'entrata nel gruppo d'elite avviene in poco tempo, quasi come se l'affidarsi completamente a delle persone sconosciute - che oltretutto sembrano tenere sotto scacco il suo migliore amico - sia in realtà la cosa più naturale del mondo. Da questo punto di vista lo spettatore dovrà quindi fare un piccolo sforzo per quanto riguarda la sospensione dell'incredulità, in modo da godersi al meglio l'intero sviluppo narrativo.Ben realizzato comunque il confronto tra Rosa e gli altri membri della setta, impostato attraverso un senso di pericolo costante per tutta la prima puntata. Tra i temi principali della produzione figura senza dubbio il pericolo legato al fascino perverso del male: la stessa protagonista, seppur intuisca che la misteriosa organizzazione nasconda qualcosa di inquietante, sceglie consapevolmente di addentrarsi all'interno di Ares spinta dalla sua curiosità riguardo l'ignoto.

Un mistero oscuro

Nonostante sia ancora troppo presto per avere un quadro completo ed esaustivo degli eventi, la serie apre anche a una possibile minaccia di tipo sovrannaturale, forse addirittura oggetto di culto dell'organizzazione.
L'intera opera, che sembra voler puntare in maniera decisa attorno alla congrega Ares e al potere che esercita verso i propri adepti, ci spinge a più riprese a domandarci quali siano i reali vantaggi di aderire a un'associazione del genere.Nonostante il sogno effettuato dalla protagonista apra a un possibile risvolto sovrannaturale, l'intera componente esoterica potrebbe in realtà rivelarsi un semplice espediente che usa la setta per avere maggior controllo sui propri - giovani - membri.

Il lato tecnico non delude, grazie a una regia molto buona (anche se priva di trovate stilistiche particolari) supportata da una fotografia in grado di puntare su tonalità abbastanza cupe e d'effetto. La componente splatter, gestita in maniera efficace, risulta un altro punto di forza dell'intero plot narrativo; il vedere fin dove i membri di Ares sono in grado di spingersi pur di assecondare i propri leader (che fin da ora fanno leva nel far sentire speciali i loro sottoposti) potrebbe risultare un ottimo espediente per far appassionare gli spettatori al prodotto.

Ares Il primo episodio di Ares, nonostante un inizio forse un po' troppo sbrigativo, può dirsi in linea generale riuscito, per merito soprattutto di un'atmosfera opprimente capace di instillare nello spettatore un senso di disagio costante. Se la serie riuscirà a mantenere un buon ritmo, puntando anche su uno sviluppo introspettivo dei personaggi coerente e ben bilanciato, potremmo trovarci davanti a un prodotto d'intrattenimento solido e avvincente.