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Arrested Development 5x01: Tutto come prima?

La serie di culto torna con un nuovo ciclo di episodi, più vicino alle atmosfere delle prime tre, esilaranti stagioni.

first look Arrested Development 5x01: Tutto come prima?
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Sono passati cinque anni dal primo ritorno di Arrested Development su Netflix, una resurrezione tanto attesa quanto controversa: per motivi pratici legati alle disponibilità dei numerosi interpreti, la quarta stagione ha optato per un approccio frammentario, con ciascuno dei quindici episodi incentrato su un personaggio in particolare (due a testa per Michael, Lindsay, Tobias, George-Michael, Gob e George Sr., e uno per Maeby, Lucille e Buster) e gli altri ridotti a comprimari occasionali o in alcuni casi a camei glorificati, eliminando quasi del tutto la componente corale che è sempre stata la vera forza della storia dell'altamente disfunzionale famiglia Bluth. Un "tradimento" che è stato oggetto di un'operazione alquanto curiosa: a poche settimane dal debutto della quinta stagione, la quarta è stata caricata sulla piattaforma di streaming in una versione rimontata. Intitolata Fateful Consequences, questa nuova incarnazione (22 episodi di mezz'ora invece di 15 dalla durata variabile) è a tutti gli effetti diventata la quarta annata "ufficiale", mentre gli episodi del 2013, noti ora come "Original Cut", sono relegati alla sezione dei trailer. Con questo nuovo montaggio si è tentato di restituire allo show il suo spirito originale, in vista delle nuove puntate che aderiscono fin dall'inizio alla struttura classica della serie.

Di nuovo insieme


Ritroviamo la famiglia dove l'avevamo lasciata: Buster (Tony Hale) è nei guai in seguito alla scomparsa misteriosa di Lucille Austero (Liza Minnelli), Michael (Jason Bateman) e suo figlio (Michael Cera) non si parlano dopo aver scoperto che frequentavano la stessa ragazza (Isla Fisher), la Imagine Entertainment (la vera società di produzione dei produttori esecutivi Brian Grazer e Ron Howard, quest'ultimo anche narratore della serie in originale) continua a lavorare a un film basato sulle esperienze dei Bluth, Lindsay - unica presenza leggermente sacrificata della stagione poiché Portia de Rossi, ufficialmente ritiratasi dal mondo della recitazione, si è concessa solo per poche puntate - si sta dando alla politica, George Sr. (Jeffrey Tambor) e Lucille (Jessica Walter) sono in crisi e Gob (Will Arnett) deve fare i conti con la sua possibile omosessualità dopo aver avuto una relazione con il rivale divenuto amico Tony Wonder (Ben Stiller). Un concentrato di talento comico nella vita e crudeltà sarcastica nel mondo fittizio della serie che genera un equilibrio di disagio, imbarazzo e ilarità quasi alla pari con gli anni d'oro della serie, in attesa di vedere come la vena satirica del programma affronterà l'attuale realtà politica americana (la quarta stagione aveva profeticamente introdotto il concetto del muro sul confine tra Stati Uniti e Messico, due anni prima della candidatura presidenziale di Donald Trump). In altre parole, i Bluth sono veramente tornati, per una dose raddoppiata di divertimento: la quinta stagione è infatti divisa in due parti, con i primi otto episodi disponibili adesso e gli otto successivi entro la fine del 2018.