First look Bates Motel - Stagione 1

L'arrivo di Norman Bates e di sua madre nel più famoso Motel della storia del cinema.

first look Bates Motel - Stagione 1
Articolo a cura di
Nicola Della Pergola Nicola Della Pergola da bambino ricevette in regalo una VHS di Indiana Jones e da allora non ha più abbandonato la passione per i film e per le serie tv. Decide però di dedicarsi anche ad altro e comincia quindi una discreta collezione di scacchiere. Legge, scrive e fa siti web. Si annoia raramente e mai quando è da solo [cit.]. Stalkeratelo su Facebook

Il network americano A&E non rientra tra i canali più famosi d’oltreoceano. Ciò nonostante la sua ultima creazione ha suscitato un bel po’ di curiosità nell'ambiente delle serie televisive. Vediamo quindi se Bates Motel è riuscito a cogliere nel segno o se sarà destinato a un rapido accantonamento.

Non svegliare il mostro che dorme

Quando si va a fare un prequel di un film di enorme successo, si decide di correre dei rischi. È una scelta consapevole che però qualcuno si sente di poter fare. È un po’ come andare dal bullo della scuola e urtarlo volontariamente rovesciandogli addosso il succo di frutta. Sai che può reagire in malo modo e sai che ti può fare del male. Ecco, se però il film in questione è Psyco di Alfred Hitchcock e si decide di ambientare il tutto ai giorni nostri, la cosa è un po’ diversa. Qua non si tratta più di bulli di scuola. Qua si tratta di andare da Bruce Banner a dirgli che ti sei portato a letto la sua Betty: le cose cioè si possono mettere davvero molto male. Questa è la primissima sensazione che abbiamo avuto nel vedere Bates Motel: che stessimo andando incontro a una tragedia. Urge però una rapida precisazione. È probabile che vi sia una diversa percezione tra coloro che hanno visto questa prima puntata e sono dei fan di Psyco e coloro che invece non hanno visto o apprezzato il capolavoro di Hitchcock. Cerchiamo quindi di fare una doppia analisi.

Appassionati di Psyco

Chi si è appassionato alle vicende di Norman Bates raccontate da prima dallo scrittore Bloch (e così ora sapete anche da chi ha preso il nome l’Ispettore Bloch di Dylan Dog) e in seguito portate al cinema da Hitchcock, avrà avuto una grandissima paura: che Bates Motel fosse una sorta di American Horror Story. Che vi fossero cioè coinvolti fantasmi, case stregate, possessioni demoniache, quando invece l’orrore raccontato nella versione originale riguardava solo gli abissi della mente umana. Questo era un dubbio che aveva colto anche noi a dire il vero, ma siamo stati tranquillizzati dalla première: niente di sovrannaturale al momento e niente che faccia supporre che si voglia intraprendere quella strada. Bene, bravi, 7 +. 7+ che però cala notevolmente quando si va ad analizzare il vero protagonista di questa serie. Norman? chiederete voi. Eh no. Norman da solo non è nessuno, se non un ragazzino impacciato. Quello che ha trasformato Norman Bates lo studioso, in Norman Bates lo psicopatico, è il rapporto con la madre. Una figura quest’ultima che, pur non essendoci fisicamente (o quasi) nella pellicola del 1960, è estremamente “viva” (se ci passate il termine) e presente. Il rapporto tra lei e Norman si manifesta in quei dialoghi/monologhi urlati dalla casa sulla collina, lasciando trapelare una morbosità tangibile. Quello che però non torna più di tanto è che nel nostro Bates Motel la signora Norma ha un rapporto molto fisico con il figlio ed emana una certa sessualità (incestuosa ovviamente) che mal si sposa con la figura originale, gelosa sì del figlio, ma profondamente disgustata dal sesso. Bisogna ricordarsi che Bloch si ispirò per il suo Norman a Ed Gein, uno dei più efferati serial killer di sempre (fonte di ispirazione per la maggior parte degli assassini del grande schermo, dal dottor Lecter de Il silenzio degli innocenti al Michael Myers degli Halloween), che aveva una madre fanatica religiosa e che - giusto per capirci su che tipo tranquillo fosse la signora Gein - una volta trovò il figlio a masturbarsi in vasca e per punizione gli immerse i genitali (“la maledizione dell’uomo”) nell’acqua bollente. Nulla a che vedere quindi con la bionda Norma (Vera Farmiga) del serial, che si lascia intravedere in reggiseno e autoreggenti dalla finestra di camera.
Questo punto chiave rappresenta una divergenza davvero enorme, molto più grande rispetto all’ambientazione moderna scelta (abbastanza incomprensibile perché non sembra portare nulla di più alla trama originale, ma tant’è) e che ci ha infastidito non poco perché snatura in maniera radicale il rapporto che avrebbe dovuto esserci tra Norma e Norman (Freddie Highmore), rielaborandolo in qualcosa di nuovo e diverso. Sempre malato, ma diverso. Il che è un peccato perché, essendo un prequel e non un remake, si suppone che dal punto in cui siamo si debba arrivare al punto raccontato da Hitchcock e partire con una differenza così grossa è poco incoraggiante.

Non appassionati d Psyco

E a chi invece Psyco non l’ha mai visto? A quelli a cui non è piaciuto? O a quelli che l’hanno apprezzato ma non concordano con l’analisi appena fatta? Può piacere questo Bates Motel? Bene, proviamo ad analizzare il serial in maniera più distaccata dal film del ’60. Innanzitutto gli attori. Freddie Highmore ci ha convinto. Appare impacciato, fragile, sia fisicamente che psicologicamente. Borderline quanto basta per tenere lo spettatore lì, a chiedersi quando farà quel passo che lo precipiterà nel burrone della pazzia. Il fatto che appena arrivato riesca subito a fare colpo su una ragazzina del liceo stride con questa descrizione, a dire il vero, ma non sottilizziamo. Non ci ha convinto molto invece Vera Farmiga, un po’ troppo solare e sensuale per i nostri gusti, ma faranno sempre in tempo a portarla alla deriva. Per quanto riguarda la trama, invece, ha alti e bassi. I 45 minuti scorrono abbastanza bene, ma succedono un po’ troppe cose per essere la puntata in cui i due si trasferiscono nella casa vicino al Motel: traslochi, omicidi, feste, infatuazioni, litigi, poliziotti sospettosi, fughe da casa, l’arrivo alla nuova scuola, nuove amicizie...insomma una discreta serie di eventi racchiusi nell’arco di 48 ore. Forse un po’ troppo. Rimane poi un mistero il motivo per cui si sia voluto ambientare un prequel in un periodo storico diverso dal suo contesto naturale, tentando poi di rendere i nostri giorni il più anni ’50 possibile, sia come costumi che come scenografia. Non male invece l’idea di inserire un personaggio estraneo e sconosciuto come il fratello di Norman, che si fa vivo solo con una telefonata ma che promette di essere portatore di guai.

Bates Motel - Stagione 1 Che dire di più di Bates Motel? Ci siamo approcciati a questa nuova serie con animo critico e con questo animo continueremo a seguirlo. Anche chi non è un grande fan di Hitchcock, tuttavia, troverà senza dubbio in questa prima puntata qualche cosa che non va. Vale comunque la pena tenere d’occhio questo Bates Motel? Attualmente propendiamo per il sì, nella speranza che ci riservi qualche interessante sorpresa, ma qualcosa deve cominciare a cambiare già dalla prossima puntata.